Ignazio Silone

Ignazio Silone è lo pseudonimo di Secondo Tranquilli, nato nel 1900 a Pescina dei Marsi, in provincia dell'Aquila. Utili indicazioni per la ricostruzione della sua vita, e delle ragioni che ne hanno ispirato la condotta, si possono ricavare dalle opere, in particolare da Uscita di sicurezza , una raccolta di novelle autobiografiche e di scritti saggistici pubblicata nel 1965. Nel 1913 perde il padre e i fratelli nel terremoto della Marsica, dovendo interrompere gli studi intrapresi in seminario. In questa drammatica circostanza conosce don Orione (che ricorderà poi nello scritto Incontro con uno strano prete), immagine del "sacerdote positivo" che tanta importanza avrà nella sua narrativa.
Nel 1917 inizia a frequentare le assemblee (nate sotto il segno di una "rivoluzione cristiana") nella lega dei contadini del suo paese. Nel medesimo anno, accentuando la rottura nei confronti della classe dominante, si trasferisce a Roma, dove diventa segretario della gioventù socialista e direttore del suo giornale, "L'Avanguardia". Partecipa nel 1921 alla fondazione del Partito Comunista, rappresentandoli a Mosca con Togliatti e collaborando con Gramsci; se ne staccherà dieci anni più tardi, non condividendo la politica di epurazioni condotta da Stalin.

Nel 1930, ricercato dal fascismo per ma sua attività clandestina, è costretto a rifugiarsi in Svizzera, dove prosegue il suo impegno , come dirà egli stesso, di "socialista densa partito e cristiano senza chiesa ", contro ogni forma di dittatura e di dogmatismo. In questi anni non abbandona l'attività culturale: dal 1931 al 1933 dirige la rivista in lingua tedesca "Information" e, dal 1939 al 1944, il Centro estero socialista a Zurigo; nel 1934 pubblica in tedesco un importante studio sul fascismo, nel 1938 il saggio in forma di dialogo La scuola dei dittatori.
L'esilio coincide anche con l'inizio di un'intensa attività narrato: nel 1930 scrive a Davos (la cittadina svizzera in cui Thomas Mann aveva ambientato La montagna incantata) il suo primo romanzo, Fontamara, uscito in traduzione tedesca nel 1933. Seguono Vino e pane (1937) e Il seme sotto la neve (1941), anch'essi inizialmente pubblicati in tedesco. Rientrato in Italia nel dopoguerra, aderisce al Partito Socialista e diviene deputato alla Costituente; fonda la rivista "Europa socialista" e dirige "Tempo presente ". Morirà a Ginevra nel 1978.

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