Thomas Mann

Thomas Mann nasce a Lubecca nel 1875, figlio secondogenito del titolare di una grande ditta di cereali. Dopo aver frequentato il liceo scientifico con scarso profitto, nel 1890 si trasferisce a Monaco a causa della morte del padre. Costretto a trovarsi un impiego, il giovane Thomas lavora presso una compagnia di assicurazioni, coltivando la sua passione per la letteratura. Nel 1897, insieme, al fratello maggiore Heinrich, anch'egli scrittore, soggiorna per un anno in Italia, a Palestina, scrivendo una serie di novelle e iniziando la stesura dei Bunddenbrook: Decadenza di una famiglia; il romanzo è uscito nel 1901, sviluppa vicende relative a quattro generazioni, presentando molti aspetti coincidenti con la parabola discendente della famiglia Mann. La narrazione prende il via dai festeggiamenti tenutisi nel 1835 per l'acquisto di un enorme palazzo, simbolo della prosperità di cui godevano i Bunddenbrook all'epoca; al termine del romanzo i discendenti saranno costretti a venderlo ad un'altra famiglia in ascesa, con una ciclicità storica che garantisce comunque, al di là dei cambiamenti di proprietà, la continuità del predominio borghese. Il romanzo, pubblicato nel 1901, decretò la fortuna dell'autore, che venne confermato dalle opere successive, Tonio Kroger (1903) e La morte a Venezia (Der Tod in Venedig, 1912).

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, in polemica con il fratello Heinrich, Thomas si schiera a favore dell'intervento armato tedesco, scrivendo le Considerazioni di un apolitico, in cui rivendica una posizione fortemente nazionalista e autoritaria. In seguito, però, il suo orientamento politico andrà evolvendo verso soluzioni liberali e democratiche, fino alla decisa ritrattazione delle scelte precedenti (nel saggio sulla Repubblica tedesca) e all'aperto dissenso manifesto nei confronti del nazismo.
Il successo della Montagna incantata (1924) accresce la fama dello scrittore, che nel 1929 riceve il Premio Nobel. E' la storia di un giovane, Hans Castorp che, recatosi al sanatorio di Davos (nel Cantone dei Grigioni) per fare visita ad un cugino, finirà per rimanervi molti anni, essendosi anch'egli ammalato. Il protagonista è una persona "comune", un borghese qualsiasi, ma proprio per questo la sua vicenda allude a quella dell'intero popolo tedesco che, attraverso l'evento sconvolgente della guerra, ha scoperto la sua malattia. Nel 1933 sceglie la via dell'esilio volontario, stabilendosi in California e ottenendo la cittadinanza statunitense (i nazisti gli avevano revocato quella tedesca). Nel medesimo anno Mann torna in Europa e si stabilisce definitivamente in Svizzera, a Zurigo, dove riceve varie onorificenze e inviti prestigiosi (nel 1953 tiene il discorso celebrativo per il bicenterio goethiano a Weimar e Francoforte). Muore nel 1955.

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