La poesia del primo dopoguerra è caratterizzata da un ritorno all’ordine, che non vuole dire ritornare al passato. Subito dopo la seconda guerra mondiale si realizzano nuove forme di poesia soprattutto la poesia d’avanguardia. Il recupero della tradizione, del ritorno all’ordine vuole dire soprattutto opporsi agli atteggiamenti distruttivi e nichilisti delle avanguardie. I grandi protagonisti europei sono stati:
• L’angloamericano Thomas Eliot, uno dei grandi artefici della poesia europea, mise in piedi il movimento dell’imagismo che si contrapponeva al futurismo e rivendicava la tradizione e la disciplina formale cioè il ritorno all’ordine. La poesia imagista faceva riferimento al simbolismo francese, alla lirica greca, alla lirica provenzale cioè alle fonti antiche della poesia. Egli scrisse “La terra desolata”, un poemetto difficilissimo, sperimentale, pieno di citazioni. Questo poemetto descrive la desolazione e la morte che la guerra ha portato.
• In Spagna Federico Garcia Lorca(1898-1936) che fu una delle figure più importanti della generazione del 1927(prima ci fu la famosa generazione del 1898 composta da poeti che avviarono un cambiamento nella poesia spagnola). Lorca muore proprio durante la guerra civile spagnola, ucciso dai franchisti. Egli appartiene alla regione dell’Andalusia quindi alla tradizione popolare gitana. La sua è una poesia surreale, zingaresca, legata ai miti, astratta che si serve di immagini come la luna, il cavallo nella notte, il colore verde. Scrisse “Alle cinque della sera”, una poesia molto drammatica quasi che il poeta presagisca il suo destino della sua morte.

• In Francia Guillaume Apollinaire(anticipatore del surrealismo), Paul Valéry( scrisse “Il cimitero marino” un poemetto che avrà molta influenza sui poeti ermetici italiani in particolare Giuseppe Ungaretti), Paul Éluard , Louis Aragon, André Breton.
• In area tedesca il poeta praghese Rainer Maria Rilke ; Bertolt Brecht(poeta espressionista e popolare).
• In Unione Sovietica nacque il futurismo russo influenzato dal futurismo italiano. Uno degli artefici del futurismo russo è Vladimir Majakovskij. Egli muore suicida nel 1930 perché rimane deluso dal Comunismo.

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