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Epistolario


Esiste una raccolta di lettere di Machiavelli che non ci sono pervenute direttamente ma tramite copie. Sono importanti perché, a differenza di quelle di Petrarca e degli umanisti, non sono scritte per essere lette da un pubblico quindi presentano: immediatezza, colloquio libero, idee, analisi, sfoghi e affrontano temi vari: politica, vita privata, scherzi, problemi contemporanei. Quelle già importanti sono quelle a Francesco Vettori dopo la perdita di incarichi (1511-1515) in cui parla di politica e anche della vita quotidiana. La più importante è quella del 10 dicembre 1513 dove parla della sua giornata in esilio nell'Albergaccio, delle futili occupazioni del mattino e dello studio serale. Importante anche perché dice quando scrisse il principe. é importante anche quella, non finita, del 1506, al nipote del gonfaloniere fiorentino, Giovanni battista Soderini, in cui spiccano dei punti fondamentali del suo pensiero: il scontrarsi con i tempi, assecondare la variabilità della fortuna, la realtà si può conoscere attraverso l'esperienza e attraverso i libri.

Discorsi


I discorsi sono una raccolta di tre libri scritti da Machiavelli 3513 e 1518. Argomenta la prima decade di Tito Livio, il quale parla dell'inizio della Roma repubblicana. L'intento didascalico o precettistica
Riflessioni sulla forma migliore di governo secondo lui ovvero la Repubblica. Sono dedicati a Zenobi buon del monti e Cosimo Rucellai, due membri del cenacolo di intellettuali che frequentava.
Primo libro: riguardo politica interna di Roma
Secondo libro: riguardo politica esterna di Roma e espansione dell’impero
Terzo libro: riguardo azioni dei singoli cittadini
Se il principe è definibile un trattato, i discorsi non hanno un preciso genere ma sono una raccolta di riflessioni su diversi temi. Dai discorsi si vede un valore del pensiero di Machiavelli: fiducia nella storia che insegna, ciclicità della storia, imitazione degli antichi.
Differenze con il “principe”: nel “principe” parla della monarchia, del principato e di un principe mentre invece nei “discorsi” parla della Repubblica. Perché in un libro esalta una forma di governo e nell’altro ne esalta un'altra? Si ritiene che Machiavelli pensasse che la Repubblica fosse la migliore organizzazione di governo e che lui fosse di stampo repubblicano ma si giustifica il principe come un'emergenza: Machiavelli ha quelle idee e da quei consigli perché sa che la crisi che Italia sta vivendo è talmente grave che l'Italia prima ha bisogno di essere un principato e poi di essere una Repubblica a stampo romano. Un ulteriore differenza è che: il principe è un'opera concreta, reale e con consigli direttamente applicabili mentre invece discorsi sono un'opera riflessiva.

Arte della Guerra


Trattato diviso in 7 libri scritto tra il 1519 e il 1520: prima opera politica importante dell'autore. Si ispira al trattato del 400 ed è un dialogo. Tratta temi militari e politici. È ambientato nel giardino di palazzo Rucellai e gli interlocutori sono i membri del cenacolo intellettuale a cui partecipa Machiavelli: Cosimo Rucellai, Zanobi Buondelmonti (a cui dedica “discorsi”), Luigi Alamanni, Battista Della Palla e Fabrizio Colonna. Quest'ultimo è un vecchio condottiero spagnolo ed è il personaggio più importante poiché è il portavoce delle idee dell'autore. L'argomento è soprattutto la polemica contro le truppe mercenarie: i mercenari, che guerreggiavano per soldi, portano alla sconfitta e all'indebolimento degli Stati italiani; servono quindi degli eserciti permanenti formati da cittadini; Quest'ultimi sarebbero così sottomessi, combatterebbero per la loro patria e avrebbero un legame con essa. E poi parla di temi più militarmente tecnici: come l'esercito deve essere organizzato, schierato, pagato, come devono essere le fortificazioni e gli alloggiamenti. Prende sempre ispirazione dai romani.


Istorie fiorentine


E' una storia di firenze, divina in 8 libri, che scrive perché incaricato nel 1519 dai Medici
-Primo libro =riguardo storie d'Italia dal 476 d.C. al 1434
Dal secondo al quarto libro= riguardo storia di Firenze dal 476 al 1434
Dal quinto all'ottavo libro= riguardo storia d'Italia dal 1434 al 1492 (morte di Lorenzo il magnifico)
-é un’ opera storiografica ma diversa da quelle del 400 (che erano soprattutto sulla politica estera): grande interesse per la storia interna di Firenze e per le cause della decadenza
-Come nei suoi trattati: interesse politico: ricompare la polemica riguardi principi, i loro errori a causa dei quali c'è la decadenza delle città
-Non è celebrazione cortigiana (Machiavelli è un grande sostenitore del mondo comunale infatti vuole un ritorno di esso) Machiavelli mantiene la sua indipendenza ma non critica i medici, fa ciò con i discorsi fittizi ed evitando determinate vicende per esempio si ferma con il racconto al 1492 per non parlare della calata dei francesi del 1494
-L’opera oltre ad avere un valore politico, ha anche un valore narrativo e drammatico perché infatti la storiografia, come dice Cicerone, è anche “opus oratorium maxime” quindi opera essenzialmente oratoria: grande attenzione per le leggi retoriche


Vita di Castruccio Castracani


- Castruccio Castracani era un condottiero di Lucca del 1300
-Opera storica delle 1520
-Dedicata a Orti Oricellari, Zanobi buondelmonte, Luigi Alamanni
-Segue il modello delle biografie classiche del quattrocento: descrizione fisica carattere, aneddoti, sentenze, discorsi
-L’opera ha grande rilievo narrativo, drammatico e politico poiché Castruccio è il modello di principe virtuoso.
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