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San Francesco

La vita


1182: Nasce ad Assisi, da famiglia benestante.
1202: Resta prigioniero durante la guerra tra Assisi e Perugia.
1206: Rinuncia ai beni paterni.
1210: Organizza l’istituzione religiosa dei francescani, con sede ad Assisi.
1221: Redige la regola dell’ordine francescano (non ancora approvata dalla Chiesa).
1223: Papa Onorio III approva la regola definitiva dell’ordine francescano.
1224: riceve le stimmate sul monte della Verna.
1226: Muore ad Assisi.
1228: Viene fatto santo.

Preghiera e Poesia

La prima espressione lirica si deve a San Francesco, che utilizza il volgare in un inno che celebra le lodi del Signore. Le poche scritture che abbiamo di lui sono tutte in latino. Il volgare usato nella sua opera più famosa, Il Cantico, ha il fine di diffusione popolare, soprattutto tra gli strati più umili della popolazione. Il Cantico è proprio l’inno dei francescani, che il santo vuole sia cantato insieme ai fedeli, con lo scopo di commuovere gli ascoltatori. Quello di Francesco è un linguaggio immediato, emotivo. Egli cerca mezzi di comunicazione semplici, lontani dalle ipocrisie mondane.

Cantico di Frate Sole

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria
e l'honore et onne benedizione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfane,
e nullu homo ène dignu Te mentovare.

Laudato si', mi' Signore,
cum tutte le Tue creature,
spezialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno
et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante
cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significazione.

Laudato si', mi' Signore,
per sora Luna e le stelle:
in celu l'ai formate
clarite e preziose e belle.

Laudato si', mi' Signore,
per frate Vento
e per aere e nubilo
e sereno e onne tempo,
per lo quale a le Tue creature
dai sustentamento.

Laudato si', mi' Signore,
per sor'Acqua,
la quale è multo utile et humile
e preziosa e casta.

Laudato si', mi' Signore,
per frate Focu,
per lo quale ennallumini la notte:
et ello è bello e iocundo
e robustoso e forte.

Laudato si', mi' Signore,
per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta e governa,
e produce diversi frutti con coloriti fiori et herba.

Laudato si', mi' Signore,
per quelli ke perdonano per lo Tuo amore

e sostengo infirmitate e tribulazione.
Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si', mi' Signore,
per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po' skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate e benedicete mi' Signore et rengraziate
e serviateli cum grande humilitate.

Databile al 1224, è la prima autentica poesia italiana. E’ un componimento formato da 33 versi. I vari aggettivi che di norma sono riferiti al Signore nelle sacre scritture, qui sono riferiti alle creature. Dal verso 5 al 22 tutte le creature sono convocate e definite sorelle e fratelli, si ribadisce la loro unione con Dio. Dal verso 23 il tono è più grave, ci si rivolge alla morte; l’esaltazione della vita del creato termina con l’accertamento della necessità della morte. La forma linguistica include latinismi e tracce dialettali umbre. Il Cantico può essere definito cantico della bontà divina, Dio è il padre. Tutte le forze della creazione sono presentate unicamente nel loro aspetto benefico. Il cantico è però soprattutto il cantico dell’umiltà: umiltà nelle parole, ma anche nei sentimenti e nelle idee; Francesco si sente elemento impercettibile in una moltitudine infinita di esseri, come lui, opera di Dio. Il cantico nasce quindi come atto religioso.

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