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Concetti Chiave

  • Giovanni Verga, nato a Catania nel 1840, ha vissuto a Firenze e Milano, dove ha sviluppato uno stile verista influenzato dal Naturalismo francese.
  • La sua prima fase letteraria, influenzata dal romanticismo, include opere come "Storia di una capinera" e "Tigre reale", mentre la fase verista inizia con "Vita dei campi" nel 1880.
  • Il romanzo "Mastro-Don Gesualdo", pubblicato nel 1889, fa parte del Ciclo dei Vinti e affronta il tema dell'avidità e della ricerca di ricchezza, con un protagonista in cerca di una posizione sociale migliore.
  • La trama si sviluppa in quattro fasi: ascesa, trionfo, declino e caduta di Gesualdo, evidenziando il suo isolamento e la mancanza di affetti familiari.
  • Il finale drammatico del romanzo vede Gesualdo morire solo e disprezzato, simboleggiando il fallimento della sua smania di ricchezza e il suo desiderio di appartenenza sociale.

Questo appunto di Italiano tratta la vita e le opere dello scrittore italiano Giovanni Verga, vissuto durante la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Dopo una breve panoramica biografica, viene approfondita l’aderenza al verismo e analizzate approfonditamente la trama e le tematiche del romanzo “Mastro-Don Gesualdo”.
Vita e opere di Giovanni Verga: Mastro-Don Gesualdo articolo

Panoramica sulla vita e le opere di Giovanni Verga

Lo scrittore Giovanni Verga è nato nel 1840 a Catania, in un contesto familiare di proprietari terrieri. L’autore ha passato i suoi anni giovanili a Catania, per poi trasferirsi a Firenze dal 1869 al 1872. Invece, dal 1872 al 1893 si è trasferito a Milano, dove entrò in contatto con molti scrittori Scapigliati. In questo contesto, si avvicinò al Naturalismo di Emile Zola e al verismo. Trascorse i suoi ultimi anni, dal 1893 al 1922 a Catania.
La prima fase della produzione letteraria di Giovanni Verga ha un’importante influenza del romanticismo e include le seguenti opere:
  • Storia di una capinera”, pubblicato nel 1871 a Firenze;
  • ”Eva”, pubblicato nel 1873 durante il soggiorno a Milano;
  • ”Tigre reale”, che è stato pubblicato nel 1875 a Milano;
  • ”Eros”, pubblicato nel 1874 a Milano.
Per approfondimenti sulle opere di Giovanni Verga vedi anche qua

L’adesione di Giovanni Verga al verismo

Giovanni Verga si avvicina al naturalismo francese per poi adottare uno stile letterario verista tra il 1877 e il 1878. La prima opera esplicativa della corrente verista è la raccolta di racconti “Vita dei campi”, pubblicata nel 1880. Questa raccolta di racconti include la celebre novella “Rossa Malpelo”.
La seconda opera verista è il celebre romanzo “I Malavoglia”, che fa parte del Ciclo dei Vinti e che è stato pubblicato nel 1881.
In seguito, lo scrittore elabora delle opere il cui tema centrale è la roba, vale a dire la smania di ricchezza. Nello specifico, tra queste opere ricordiamo: “Novelle rusticane”, “Per le vie” e “Vagabondaggio”.
Altre importanti opere di Giovanni Verga comprendono: “Mastro-Don Gesualdo”, “I ricordi del capitano d’Arce”, “Don Candeloro”, “Cavalleria rusticana”, “La lupa” e “Dal tuo al mio”.
Per ulteriori approfondimenti sul verismo vedi anche qua
Vita e opere di Giovanni Verga: Mastro-Don Gesualdo articolo

Mastro-Don Gesualdo: trama e analisi del romanzo di Giovanni Verga

“Mastro- Don Gesualdo” è un romanzo scritto dall’autore verista Giovanni Verga, che fa parte del Ciclo dei Vinti e che è stato pubblicato nel 1889. Questo romanzo può essere collocato nella seconda fase della produzione verista verghiana, che include anche “Le Novelle Rusticane”. La tematica prevalente in questa seconda fase è la roba, vale a dire l’avidità e la ricerca smodata di accumulare ricchezza. Ricordiamo, invece, che durante la prima fase della produzione verista di Giovanni Verga, che comprende “Vita nei campi” e “I Malavoglia” sono presenti anche alcuni aspetti stilistici romantici.
Il romanzo “Mastro-Don Gesualdo” è ambientato tra il 1820 e il 1848. Il protagonista è Gesualdo, un umile muratore (“mastro”) che si impegna per diventare ricco e assumere una buona posizione sociale (“don”). Il romanzo segue una temporalità lineare e si divide in quattro parti: ascesa, trionfo, declino e caduta del protagonista. Durante la prima e la seconda parte (che complessivamente coprono un arco temporale di un anno), Gesualdo accumula ricchezza al punto da diventare il più ricco della regione. In questo romanzo non è presente il tema della solidarietà familiare, in effetti, Gesualdo desidera abbandonare la famiglia, che gli è ostile e approfitta della sua ricchezza.
Sono presenti due figure femminili: Diodata e Bianca. Diodata è una serva dalla quale Gesualdo ha due figli, che decide di non riconoscere. Sebbene lei provi forti sentimenti per lui, egli decide di non sposarla e prende in moglie Bianca, una donna appartenente ad una famiglia nobiliare ma povera. Gesualdo non è ben visto neanche dalla famiglia di Bianca a causa delle sue umili origini e non gode dell’affetto della moglie e della loro figlia, Isabella (la quale sarà la protagonista del terzo romanzo di Giovanni Verga). Isabella inizia una relazione con un poeta molto povero (il quale sarà il protagonista del quinto romanzo del Ciclo dei Vinti), con il quale ha un figlio illegittimo (il quale sarà il protagonista del quarto romanzo di Giovanni Verga). Gesualdo si oppone a questa unione e Isabella viene data in sposa ad un duca che tuttavia è interessato solamente alla ricchezza di Gesualdo.
Notiamo quindi come il declino di Gesualdo è sempre più forte e l’autore dà ampio spazio a questa parte. In effetti, le ultime due fasi del romanzo ricoprono un arco temporale di quarant’anni. Gesualdo si ritrova privato dell’affetto della famiglia di origine, che lo guarda con ostilità; non ha l’affetto della moglie Bianca; ha rifiutato la donna che lo amava e i suoi figli; non è considerato dalla figlia; il genero sperpera le sue ricchezze. Notiamo dunque che è sia rifiutato dal mondo umile da cui proviene, sia non accettato dalla classe sociale della quale desidera far parte.
Il finale è realisticamente drammatico: Bianca muore di tisi e Gesualdo si ammala di cancro allo stomaco e trascorre gli ultimi anni della propria vita ospite a casa della figlia e del genero. Vede come il genero sperpera la sua ricchezza e muore solo, nell’indifferenza generale e privato dell’affetto di chiunque.
Per ulteriori approfondimenti sul romanzo “Mastro-Don Gesualdo” di Giovanni Verga vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto biografico di Giovanni Verga?
  2. Giovanni Verga è nato nel 1840 a Catania, in una famiglia di proprietari terrieri. Ha vissuto a Firenze e Milano, dove ha incontrato scrittori Scapigliati e si è avvicinato al Naturalismo e al verismo, tornando infine a Catania fino alla sua morte nel 1922.

  3. Quali sono le opere principali della prima fase della produzione letteraria di Verga?
  4. Nella prima fase, influenzata dal romanticismo, Verga ha scritto opere come "Storia di una capinera" (1871), "Eva" (1873), "Tigre reale" (1875) e "Eros" (1874).

  5. Come si manifesta l'aderenza di Verga al verismo?
  6. Verga adotta uno stile verista tra il 1877 e il 1878, con opere come "Vita dei campi" (1880) e "I Malavoglia" (1881), evidenziando tematiche legate alla vita contadina e alla lotta per la ricchezza.

  7. Qual è la trama principale di "Mastro-Don Gesualdo"?
  8. "Mastro-Don Gesualdo" narra la vita di un umile muratore che, cercando di accumulare ricchezza e una buona posizione sociale, si allontana dalla sua famiglia e affronta un drammatico declino, culminando in una solitudine profonda.

  9. Quali sono le figure femminili significative nel romanzo "Mastro-Don Gesualdo"?
  10. Le figure femminili principali sono Diodata, una serva con cui Gesualdo ha due figli, e Bianca, una donna nobile ma povera che sposa. Entrambe rappresentano relazioni complesse e conflittuali con il protagonista, evidenziando la sua solitudine e il suo rifiuto sociale.

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