Giovanni Pascoli

In Italia i maggiori rappresentanti del decadentismo sono Giovanni Pascoli e Gabriele D’annunzio, che rappresentano i due aspetti del decadentismo. Pascoli si lega al simbolismo, quindi il decadentismo di pascoli è simbolista, D’annunzio invece percorrerà tutte le strade del decadentismo europeo, simbolismo estetismo ecc. Pascoli è il poeta delle piccole cose, è il poeta che trova come strumento di indagine per l’altra realtà, le piccole cose. Nasce a San Mauro di Romagna da una famiglia di normali condizioni , il padre amministrava una tenuta dei principi di Torlonia. Tutto questo viene a finire quando aveva l’età di 10 anni, quando il padre viene ucciso , non si sa il motivo e chi l’ha ucciso, la famiglia ne risentirà tantissimo economicamente. Pascoli avrà una mancanza che sarà molto forte nella sua vita che lo porterà ad avere quel senso di vuoto e di paura, quel senso di avere il mondo esterno pieno di pericoli e di ingiustizie. Esso studierà diventerà professore e avrà come maestro Carducci che successivamente lo sostituirà nell’insegnamento. Da giovane questo senso di ingiustizia sociale lo porta ad avvicinarsi alle idee socialiste di Andrea Costa, che faceva parte del partito socialista della parte rivoluzionaria, e partecipa a diversi scioperi e finisce in carcere. Questa suo dolore e angoscia si era tramutata come forma di lotta, ma da quando sarà messo in prigione lui cambierà. Cosi abbandona la politica e si allontana dal socialismo, soltanto quando ci sarà l’impresa libica lui in pubblico pronuncerà un discorso intitolato la grande proletaria s’è mossa dove parla della sua adesione e della sua gioia per la campagna in libia,in quanto vede il mondo dove vive che è un mondo dove ci sono molte tensione ,mancanza di lavoro, l’impresa libica rappresentava per pascoli un doppio vantaggio il primo perché avrebbe portato ad un unione di tutti gli italiani in questa grande impresa per rendere più grande l’italia (valore nazionalista) e avrebbe ridotto le tensioni sociali perché tutti avrebbero avuto uno scopo, tesi verso qull’obiettivo. Il secondo avrebbe portato richezza benessere nuove terre da coltivare,è cosi avrebbe portato gli italiani non ad emigrare ma ad andare in Libia a lavorare e avrebbe risolto le tensioni sociali. Questa impresa è ritenuta da lui importante in quanto secondo lui poteva portare una svolta e migliorare la condizione sociale. Le sue condizioni economiche non erano delle migliori,lui ottenne buone risorse economiche dalla partecipazione ad un concorso ad Amsterdam sulle operte latine,ovvero gli scrittori scrivevano delle opere latine, e l’opera più originale veniva premiata, esso vinse sette di questi concorsi ottenendo riconoscimenti anche in denaro. Lui non si sposò mai,trascorse la maggiorparte della sua vita con le sorelle in campagna lontano dalla città dalle lotte da tutte queste tensioni e considera la sua casa,il recinto un luogo sicuro (nido) in qui la famiglia si protegge dalle ingiustizie del mondo esterno. Talmente considerava il mondo pericoloso che impedisce alle sorelle di sposarsi ,anche se la piccola si sposerà e per lui sarà una cosa grave in quanto affronterà queste ingiustizie. L’altra sorella rimane con lui per tanti anni,ma comunque lui non si sposò mai anche se in lui c’era questa voglia di sposarsi anche in tutte le sue opere, ma aveva troppa paura.

Poetica del fanciullino


Per lui la realtà è una realtà violenta e una realtà vera è quella dell’irrazionalità. Per pascoli la vera realtà si raggiunge attraverso la poetica del fanciullino. Il fanciullino è il bambino che è in ognuno di noi e che annulla la parte razionale. Il fanciullino è presente in ogni uomo appena nasce, il mondo rinasce con lui perché il fanciullino non è altro che il bambino che conosce piano piano questo mondo. Questo mondo quindi è come se nascesse insieme a lui ,e esso ha una sua interpretazione del mondo fantastica e irrazionale. Quando il fanciullino cresce la parte razionale si sostituisce alla parte irrazionale e questa parte razionale impedisce all’uomo adulto di poter vedere la realtà vera e quindi con il fanciullino il mondo si vede per quello che è in maniera irrazionale. L’uomo che cresce vede il mondo attraverso la ragione che uccide l’irrazionale. A questo punto il poeta è colui che riesce a far uscire il fanciullino e a farlo parlare, colui che guarda il mondo in maniera irrazionale e alogica così il fanciullino diventa lo strumento del poeta per vedere la realtà altra. Quindi il bambino le cose che capisce le mette a suo livello il resto è vista come paura irrazionale. Il poeta per descrivere la realtà in qui vive non può che usare il fanciullino. Esso dice che La poesia è frutto di questa razionalità in quanto la prima poesia in assoluto è l’iliade odissea, autore di questa è Omero che aveva la caratteristica fisica di essere cieco e veniva accompagnato da un bambino il quale gli parlava del mondo e della realtà. Ecco perché omero era considerato il più grande poeta dell’umanità perché la sua poesia aveva come tramite tra la poetica e il mondo il fanciullino o nuovo adamo.

La lingua e lo stile di Pascoli

Il linguaggio di Pascoli è un linguaggio semplice che con un’attenzione molto forte nel trovare la parola o il modo che possa far capire agli altri questa semplicità . anche questa apparente semplicità di stile è in realtà solo apparente è una ricerca molto grande perché è accompagnata anche dalla presenza di numerose figure retoriche perché dovendo rappresentare e fare capire i sentimenti non possono essere rappresentati con le parole normali, allora è necessario tutta una serie di metafore , onomatopee di sinestesie e di costruzioni che fanno si che noi possiamo percepire e vedere questo senso. Il linguaggio di pascoli quindi è un linguaggio di piccole cose di parole semplici che richiamano l’animo del fanciullino.

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