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GABRIELE D'ANNUNZIO (1863-1938)

BIOGRAFIA

Nasce a Pescara nel 1863 e si trasferirà a Roma per laurearsi, ma abbandona gli studi per fare il giornalista. Sposa la duchessina Maria Hardouin di Gallese, che poi lascerà per una delle sue amanti, dopo il terzo figlio. Si trasferirà a Napoli per sfuggire ai creditori. Nel 1889 pubblica “Il Piacere”. Incontrerà l'attrice Eleonora Duse che diventerà la sua amante, e inizia ad avvicinarsi al teatro. Si trasferisce in Toscana e si candida con la destra, ma anche se viene eletto non svolge attività politiche. Si trasferisce in Francia per scappare dai creditori. Rientra in Italia nel 1915 per promuovere la guerra alla quale parteciperà, restano ferito ad un occhio. Nel periodo di convalescenza scriverà “Il Notturno”. Nel 1912 si ritira nel Lago di Garda nella villa chiamata “Vottoriale degli Italiani”, dove morirà nel 1938, coperto di onori dal fascismo.

ESTETISMO

L'estetismo è una corrente letteraria ed intellettuale che tenta di “combattere” la mediocrità del gusto di massa borghese, considerando il culto della bellezza l'essenza stessa della vita. “Bisogna fare la propria vita come si fa un'opera d'arte”. L'esteta è una persona che impregna la sua vita di bellezza e di piacere, è un essere unico e irripetibile (modello: Andrea Sperelli, protagonista de “il piacere”).

SUPERUOMO

L'idea del superuomo è stata messa al mondo da Nietzsche, che D'Annunzio recupera. Per lui il superuomo è una persona che ha una dimensione di privilegio grazie alla quale tutto gli è lecito, ed è destinato a guidare la nazione (leader). Il popolo deve educarlo e sostenere la sua vocazione.

MITO DELL'ARTISTA

Per D'Annunzio l'artista diventa portatore di una verità che ha a che fare col linguaggio. È un mito romantico che considera l'artista superiore agli altri uomini (esibizionismo, presa della città di Fiume, volantini sopra a Vienna, beffa di Buccari).

OPERE

IL PIACERE 1889, prosa

TRAMA: racconta delle vicende sentimentali dell'esteta Andrea Sperelli, che è dibattuto tra la passione per la sensuale donna fatale Elena Muti, e l'affetto per la spirituale Maria Ferres. Alla fine perderà entrambe.

“L'ATTESA” cap I (il ritratto dell'esteta)

Nel primo capitolo Andrea Sperelli sta aspettando l'arrivo di Elena Muti che non vede da 2 anni. La stanza di palazzo Zuccari in Piazza di Spagna (barocca, Roma dei Papi) è descritta nei minimi particolari, e mettendo in primo piano i sensi (il profumo dei fiori freschi e del ginepro che brucia, riferimenti ad opere d'arte (Botticelli, Danae di Correggio per descrivere Elena)). C'è molta attenzione per i dettagli estetici che diventano centrali, e per questo la narrazione diventa lenta, e nella seconda parte, D'Annunzio ricorre ai flashback per parlare di Elena e di come ha lasciato il protagonista.

Nel romanzo è presente il tema del doppio, rappresentato dalle due donne, la sensuale Elena Muti (che prende il nome dalla donna che ha dato origine alla Guerra di Troia) e la spirituale Maria Ferres (che prende il nome dalla madre di Gesù).

Per Andrea Sperelli (e per D'Annunzio) “il verso è tutto”, infatti l'esistenza è costituita dall'idea e dalla pratica della parola. Andrea ha ricevuto un'educazione estetica da parte del padre (“fare la propria vita come si fa un'opera d'arte”).

ALCYONE 1904 poesia

è un Canzoniere. È il 3° libro delle Laudi, e contiene 88 liriche, un proemio e un epilogo. Raccoglie la stagione che D'Annunzio passa a Versilia (Toscana), divisa in 5 sezioni.

LA PIOGGIA NEL PINETO

4 strofe di 32 versi liberi con rime interne e assonanze.

La poesia parla del poeta e della donna amata, Ermione, in un bosco in cui sono appena entrati e che ascoltano la pioggia che crepita sui rami e sulle foglie creando, assieme ai versi di alcuni animali (cicale, rana) un componimento musicale.
Tutto ciò serve a mostrare una segreta armonia, un senso di unione fra tutti gli esseri della natura (PANISMO).
Vengono messi in evidenza i sensi, soprattutto l'udito. Solo negli ultimi versi c'è della malinconia.
Ermione è un nome mitico, la figlia di Elena e Menelao.

LA SERA FIESOLANA

Nella poesia non c'è un centro narrativo, ma è un fluire di immagini incentrate sulla freschezza e sulla dolcezza del paesaggio toscano nel momento della sera, che assume i tratti della figura femminile che, allieta le pene del giorno (Rif: “Cantico delle creature” di S. Francesco). Domani la percezione visiva.

C'è dell'estetismo nel guardare il contadino che si attarda a lavorare, del quale si vede la bellezza e non la fatica.
Figure retoriche: sinestesia: fresche/dolci parole.

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