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Le opere minori di Ariosto: le commedie.

Da cortigiano, Ariosto dovette occuparsi anche di teatro: inizialmente venivano adattati testi di commedie latine, in seguito si iniziò a delineare testi in volgare e di questo, Ariosto ne fu l'iniziatore con le commedie La Cassaria (1508) e I Suppositi. Scriveva al fine di suscitare il riso e prendeva come modello i modelli classici, soprattutto Plauto, ma in prosa, così da alzare il livello di teatro del Cinquecento. Infatti imita le vicende amorose giovanili e gli anziani pronti ad ottenere le loro mire con l'inganno, in più aggiunge il motivo dell'industria boccacciana. Nel 1520 invia a papa Leone X Il Negromante, per ridicolizzare le credenze irrazionali come la magia, dunque Ariosto cerca di ambientare la commedia al suo tempo, come suo solito rivedette non solo una volta il testo. La Lena (1528) porta l'interesse economico come tema principale, rappresentato soprattutto dalla ruffiana, che è il titolo appunto, della commedia. Per rappresentare ancora il suo mondo, Ariosto introduce riferimenti alla realtà ferrarese e alla disonestà corrotta di alcuni personaggi: ecco qui il marchio dell'uomo che punta solo ai beni materiali. L'ultima commedia però incompleta, era situata nell'ambiente scolastico Gli studenti (1518). Il fratello e il figlio provarono a completarla in due modi diversi dopo la morte cara del parente.

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