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L’Addizione Erculea di Ferrara

Il Quattrocento si chiude con il primo, vero intervento urbanistico del Rinascimento in Italia. Nell’estate del 1492 si inaugurano i cantieri per l’ampliamento della città di Ferrare, detto Addizione Erculea, dal nome del Duca Ercole I d’Este (1471-1505), che la promosse.
L’intervento, affidato a Biagio Rossetti (Ferrara, 1447 circa-1516), prevedeva l’estensione della città mediante due assi tra loro trasversali come fossero il cardo e il decumano (gli attuali corsi Ercole I e Rossetti): l’intervento è progettato a partire dalla città medievale e collegato al tessuto storico preesistente, mentre il Castello, posto al limite delle fortificazioni medioevali, diviene fulcro visivo e funzionale della nuova Ferrara.
E’ significativo che punti di riferimento urbanistici non siano tanto le piazze o gli spazi collettivi, quanto i palazzi privati, signorili o di rappresentanza, posti lungo gli assi stradali o al loro incrocio.

Esemplare è Palazzo dei Diamanti, progettato da Biagio Rossetti nel Quadrivio degli Angeli (dall’antico nome della via), proprio al centro dell’Addizione Erculea, caratterizzato da un bugnato esterno a forma di punta di diamante con paraste a candeliere in corrispondenza del portale e agli angoli.

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