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Alimentazione nell’età evolutiva



L’età evolutiva corrisponde al periodo che va dalla nascita fino ai 18-20 anni e che si caratterizza per l’accrescimento corporeo. L’apporto alimentare in questa fase serve a soddisfare le esigenze del metabolismo, dell’attività muscolare e dello sviluppo corporeo, che si manifesta con l’aumento di altezza e peso.
Una sana alimentazione permetti di sviluppare al massimo la crescita dell’individuo. Nell’età dello sviluppo si possono distinguere i seguenti periodi:
- Infanzia: è un periodo che dura all’incirca dai 0 ai 10 anni. Solitamente si distingue in: - Prima infanzia (dalla nascita ai 3 anni);
- Seconda infanzia (dai 3 ai 5 anni);
- Terza infanzia (dai 6 ai 10 anni).
- Pubertà: è un periodo di cambiamenti fisici attraverso i quali il corpo del bambino diviene un corpo adulto capace di riproduzione. Durante questo periodo hanno inizio le funzioni sessuali e si sviluppano i caratteri sessuali secondari.
- Adolescenza: è il periodo di transizione psicologica e sociale tra la fine della pubertà e l’età adulta. È uno dei periodi più delicati della vita, dove avvengono modificazioni psichiche e fisiche che inducono all’età adulta.

Alimentazione nella prima infanzia



L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino allo svezzamento. Dopo il parto, il fluido prodotto dalla ghiandola mammaria, detto colostro, è ricco di proteine e di minerali, inoltre contiene immunoglobuline che forniscono le difese contro allergie e infezioni. Fino al decimo giorno la madre produce un latte di “transizione”, poi diventa “maturo”. Il latte materno costituisce l’alimento ideale per il fabbisogno nutritivo del neonato, che dovrebbe consumare sei pasti nei primi trenta giorni di vita, cinque pasti dal secondo al quarto mese di vita e quattro pasti dopo il quarto mese. L’aumento di peso di un neonato nei primi sei mesi di vita è pari a 150-200 gr a settimana. L’allattamento naturale al seno è importante dal punto di vista nutrizionale (perché l’apporto di nutrienti è equilibrato con le necessità del neonato), immunologico (per l’apporto di immunoglobuline) e psicologico (per i legami psico-affettivi che si instaurano tra madre-figlio). L’allattamento misto si impone quando il latte materno è insufficiente per soddisfare le esigenze del lattante, quindi si ricorre all’impiego di latte in polvere maternizzato, che va somministrato alternando una poppata al seno con una con il latte in polvere. Invece quando la madre non ha latte o non può allattare per cause gravi si deve ricorrere all’allattamento artificiale, di cui esistono due tipi di latte: il latte adattato che viene utilizzato nei primi mesi di vita del neonato e ha una composizione molto simile al latte materno e il latte di proseguimento che viene utilizzato dal quinto mese fino ad un anno di età. Alcuni tipi di latte per neonati hanno caratteristiche dietetiche, cioè:
- latte delattosato, viene utilizzato per i neonati intolleranti al lattosio;
- latte ipoallergenico, contiene proteine idrolizzate per evitare allergie;
- latte di soia, caratterizzato dall’assenza di lattosio e di grassi animali, viene indicato nei casi di allergie alle proteine del latte o in patologie intestinali.
I primi cibi diversi dal latte da introdurre!
Come primi alimenti si possono introdurre:
- vegetali cotti e tritati come patate o carote;
- banana, pera o mela grattugiate;
- crema di riso messa nel latte;
- riso o mais;
- proteine (agnello, pollo, manzo, vitello, pesce, maiale).

Svezzamento



Lo svezzamento consiste nel passaggio graduale da un’alimentazione con solo latte ad un’alimentazione a base di cibi solidi come cereale, legumi, carne, verdure. Le Linee guida del Ministero della Salute dicono che il bambino a sei mesi è pronto per un tipo di nutrimento diverso dal latte, ma in ogni caso l’allattamento al seno potrà continuare fino al secondo anno di vita. Le Linee guida considerano tre aspetti principali:
- Gradualità: cioè durante lo svezzamento i nuovi alimenti vanno introdotti uno alla volta, ogni tre-quattro giorni.
- Ordine dei cibi: l’ordine con cui gli alimenti semisolidi o solidi vengono introdotti nella fase dello svezzamento non ha più importanza.
- No sale e zucchero: durante lo svezzamento è opportuno evitare l’uso di sale e zucchero.
Lo svezzamento inizialmente serve ad integrare il latte e poi ad avviare un’alimentazione completa, equilibrata e adeguata fra i vari nutrienti di cui ha bisogno il bambino. L’incremento di peso e l’aumento della statura sono parametri importanti per capire lo stato di salute del bambino. Il peso medio di un neonato è tra i 3,2 e i 3,5 chili circa, poi raddoppia il suo peso neonatale a 4-5 mesi e lo triplica verso il suo primo anno di vita. Oggi l’industria alimentare mette in commercio molti alimenti per l’infanzia a base di frutta, verdura e carne fresca, seguendo delle procedure igieniche molto rigorose, ma bisogna comunque scegliere prodotti con standard di qualità alti e preparati senza additivi chimici, conservanti e aromatizzanti.

Alimentazione nella seconda infanzia e nell’età scolare!



La seconda infanzia è quel periodo che va dai 3 ai 5 anni dove è importante che la famiglia fornisca regole comportamentali di una alimentazione corretta al bambino. L’età scolare va dai 6 ai 10 anni dove si consolidano e correggono le abitudini alimentari del bambino. Le necessità energetiche in questa fase sono simili tra maschi e femmine, la distribuzione calorica giornaliera dovrebbe essere: 15% di proteine, 30-35% di lipidi e 45-55% di glucidi. L’alimentazione in questa fase deve essere varia e ripartita in cinque pasti giornalieri, cioè colazione (20%), merenda (5%), pranzo (35%), merenda (10%) e cena (30%). Inoltre bisogna variare il più possibile le scelte alimentari per consumare tutti gli alimenti dei cinque gruppi alimentari e alternare le fonti di proteine animale con quelle di origine vegetale. In questo periodo è necessario che il bambino mantenga un peso adeguato e riduca la sedentarietà, per cui i bambini vanno stimolati a uno di stile attivo e di praticare un’attività fisica giornaliera.

Alimentazione nell’adolescenza



L’adolescenza è il periodo che separa l’infanzia dall’età adulta. In questo periodo le esigenze nutrizionali sono notevoli sia sul piano energetico sia sul piano qualitativo, poiché l’adolescenza rappresenta il periodo di maggior incremento dello sviluppo fisico. In questa fascia d’età il fabbisogno energetico aumenta in base al sesso, all’altezza, al peso dell’individuo. A volte le abitudini alimentari vengono condizionate dai rapporti sociale e dalle mode che possono provocare disturbi del comportamento alimentare come anoressia e bulimia. Durante l’adolescenza la dieta deve garantire un giusto apporto di calcio, fosforo, ferro, vitamina D e C. La ripartizione dei macronutrienti nell’arco della giornata è simile a quella dell’età scolare, cioè 15% di proteine, 30-35% di lipidi e 45-55% di glucidi.

Errori alimentari dell’adolescenza



- Non fare colazione;
- Distribuzione irregolare dei pasti;
- Scarso apporto di proteine vegetali, fibra alimentare e pesce;
- Abitudine a consumare i pasti fuori casa sotto forma di spuntini squilibrati;
- Eccesso di sale e zuccheri semplici;
- Bevande gasate e alcoliche;
- Mode dietetiche e diete vegetariane rigide.