I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni e lo studio autonomo di eventuali testi di riferimento in preparazioneall’esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell’università attribuibile al docente del corso o al relatore
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Appunti di Economia - Università telematica Unitelma Sapienza di Roma

Esame Diritto commerciale

Facoltà Economia

Schemi e mappe concettuali
Il file contiene appunti per la preparazione della prima parte dell'esame di Diritto commerciale. Attenzione, potrebbe contenere solo una parte della preparazione completa. Consiglio fortemente di studiare in linea con il libro di testo.
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Gli appunti qui allegati riguardano la preparazione della seconda parte dell'esame di Economia aziendale. Sono appunti presi dalle videolezioni, e quindi personali. Come già detto, riguardano la seconda parte.
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Esame Economia aziendale 2

Facoltà Economia

Schemi e mappe concettuali
Il file allegato contiene appunti personali per la preparazione dell'esame di Economia aziendale 2 del corso di laurea triennale di Economia aziendale. Sono mappe concettuali, utili per il ripasso finale.
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Appunti completi di Diritto dell’economia in formato schemi riassuntivi, organizzati e rielaborati personalmente. Il materiale è chiaro, ordinato e completo, ideale per la preparazione dell’esame e per il ripasso veloce degli argomenti principali. Gli schemi permettendo di studiare direttamente da questi appunti senza dover consultare ulteriori materiali. Contenuto del file: – Schemi riassuntivi chiari e leggibili – Argomenti organizzati per lo studio dell’esame Perfetti per studenti UnitelmaSapienza e per chi deve preparare l’esame di Diritto dell’Economia in modo rapido ed efficace.
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Appunti di Economia politica: ♦ Abbiamo appena visto nel punto in cui s’intersecano le curve di domanda ed offerta aggregata si determina il livello di produzione di equilibrio ed il corrispondente livello generale dei prezzi per un dato livello del salario nominale. ♦ Dal livello di produzione complessivo è possibile conoscere anche il numero di lavoratori complessivamente occupato nel sistema economico. ♦ Data l'occupazione possiamo determinare subito anche la disoccupazione U. Questa è definita come la differenza tra le forze di lavoro NF e l'occupazione No, ossia come la differenza tra il numero delle persone che intendono lavorare alle condizioni prevalenti e quelle che lo fanno effettivamente, ossia: U = NF – No ♦ Di solito, per facilitare i confronti, si preferisce esprimere la disoccupazione in percentuale delle forze di lavoro. ♦ Abbiamo visto che Il prodotto o reddito potenziale rappresenta la produzione complessiva che può essere ottenuta quando tutte le risorse produttive – in particolare il lavoro e la dotazione di capitale – sono impiegate ai loro normali tassi di utilizzazione. ♦ Quando il reddito nazionale effettivo di un paese è diverso da quello potenziale, la differenza è detta divario del PIL o della produzione. ♦ Si tratta ora di analizzare i fattori che spiegano le variazioni del divario del PIL o reddito effettivo intorno ad un dato livello del reddito nazionale potenziale.
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Esame Economia politica

Facoltà Economia

Appunti esame
Appunti di Economia politica. Il modello IS-LM in macroeconomia Il modello IS‑LM è uno degli strumenti più conosciuti della macroeconomia per analizzare il funzionamento dell’economia nel breve periodo. Viene utilizzato soprattutto per spiegare come si determinano simultaneamente il livello del reddito nazionale e il tasso di interesse. Il modello mette in relazione due mercati fondamentali di un sistema economico: il mercato dei beni e dei servizi e il mercato della moneta. Attraverso la rappresentazione grafica delle due curve, chiamate IS e LM, è possibile comprendere come le decisioni delle imprese, delle famiglie, dello Stato e della banca centrale influenzano l’equilibrio economico. Questo modello viene spesso studiato nei corsi introduttivi di macroeconomia perché permette di visualizzare in modo abbastanza semplice meccanismi che nella realtà sono piuttosto complessi. In particolare consente di analizzare il ruolo delle politiche economiche, cioè della politica fiscale e della politica monetaria, e di osservare come queste possano modificare il livello di attività economica. L’idea di base è che l’economia raggiunga una situazione di equilibrio quando sono soddisfatte due condizioni: il mercato dei beni è in equilibrio e il mercato della moneta è in equilibrio. Solo quando entrambe queste condizioni si verificano contemporaneamente è possibile parlare di equilibrio macroeconomico nel breve periodo. Il modello IS‑LM rappresenta proprio il punto in cui queste due condizioni si incontrano. Per comprendere il modello è necessario partire dal mercato dei beni. Il mercato dei beni riguarda la produzione e lo scambio di beni e servizi all’interno dell’economia. In questo mercato la produzione totale dell’economia deve essere uguale alla domanda aggregata. La domanda aggregata è composta principalmente da quattro elementi: consumi delle famiglie, investimenti delle imprese, spesa pubblica e in alcuni modelli anche esportazioni nette. Nel modello più semplice, che considera un’economia chiusa, la condizione di equilibrio del mercato dei beni può essere espressa come: Y = C + I + G dove Y rappresenta il reddito o la produzione nazionale, C indica i consumi delle famiglie, I gli investimenti delle imprese e G la spesa pubblica. Quando questa uguaglianza è soddisfatta significa che tutto ciò che viene prodotto viene anche domandato. I consumi dipendono principalmente dal reddito disponibile delle famiglie, cioè dal reddito dopo il pagamento delle tasse. Gli investimenti invece dipendono in larga misura dal tasso di interesse. Se il tasso di interesse è alto, prendere in prestito denaro per finanziare nuovi progetti diventa più costoso e quindi le imprese tendono a investire di meno. Se invece il tasso di interesse è basso, diventa più conveniente investire e quindi gli investimenti aumentano. Questa relazione tra tasso di interesse e investimenti è fondamentale per comprendere la forma della curva IS. La curva IS rappresenta tutte le combinazioni possibili di reddito nazionale e tasso di interesse per cui il mercato dei beni è in equilibrio. Il nome IS deriva dalle parole inglesi Investment e Saving, cioè investimento e risparmio. In pratica la curva mostra le situazioni in cui gli investimenti programmati sono uguali al risparmio dell’economia. Dal punto di vista grafico la curva IS ha generalmente una pendenza negativa. Questo significa che quando il tasso di interesse diminuisce il reddito di equilibrio tende ad aumentare. Il motivo è che un tasso di interesse più basso stimola gli investimenti delle imprese, aumentando la domanda aggregata e quindi la produzione. Al contrario, se il tasso di interesse aumenta, gli investimenti diminuiscono e la domanda aggregata si riduce. Di conseguenza anche il reddito di equilibrio dell’economia tende a diminuire. Questo spiega perché la relazione tra reddito e tasso di interesse nella curva IS è negativa. Diversi fattori possono provocare uno spostamento della curva IS. Per esempio, un aumento della spesa pubblica da parte dello Stato aumenta la domanda aggregata e quindi sposta la curva verso destra. Anche una riduzione delle tasse può avere un effetto simile perché aumenta il reddito disponibile delle famiglie e quindi i consumi. Al contrario, una riduzione della spesa pubblica o un aumento delle tasse tende a spostare la curva IS verso sinistra. Il secondo elemento del modello riguarda il mercato della moneta. In questo mercato l’offerta di moneta, che è controllata dalla banca centrale, deve essere uguale alla domanda di moneta da parte degli individui e delle imprese. La domanda di moneta dipende principalmente da due fattori. Il primo è il livello del reddito: quando il reddito aumenta, le persone effettuano più transazioni e quindi hanno bisogno di detenere una maggiore quantità di moneta. Il secondo fattore è il tasso di interesse. Se il tasso di interesse è elevato, gli individui preferiscono investire il proprio denaro in attività finanziarie che rendono interessi piuttosto che mantenerlo in forma liquida. Per questo motivo la domanda di moneta aumenta con il reddito e diminuisce quando il tasso di interesse cresce. L’equilibrio nel mercato monetario si verifica quando la quantità di moneta offerta dalla banca centrale è uguale alla quantità di moneta domandata dagli agenti economici. La curva LM rappresenta tutte le combinazioni di reddito e tasso di interesse che garantiscono questo equilibrio nel mercato della moneta. A differenza della curva IS, la curva LM ha generalmente una pendenza positiva. La pendenza positiva della curva LM deriva dal fatto che un aumento del reddito fa aumentare la domanda di moneta. Se l’offerta di moneta rimane invariata, per mantenere l’equilibrio nel mercato monetario deve aumentare il tasso di interesse. Un tasso di interesse più elevato infatti riduce la domanda di moneta, compensando l’aumento dovuto alla crescita del reddito. Anche la curva LM può spostarsi in seguito a cambiamenti nella politica monetaria. Se la banca centrale decide di aumentare l’offerta di moneta, la curva LM tende a spostarsi verso destra. Questo perché, a parità di reddito, un maggiore livello di moneta disponibile permette di mantenere un tasso di interesse più basso. Al contrario, se la banca centrale riduce l’offerta di moneta, la curva LM si sposta verso sinistra. In questo caso, per mantenere l’equilibrio nel mercato monetario sarà necessario un tasso di interesse più alto. Questi spostamenti della curva LM sono molto importanti per comprendere gli effetti delle decisioni della banca centrale sull’economia. Il punto di intersezione tra la curva IS e la curva LM rappresenta l’equilibrio generale dell’economia nel breve periodo. In questo punto si verificano simultaneamente due condizioni: il mercato dei beni è in equilibrio e il mercato della moneta è in equilibrio. Il valore del reddito e del tasso di interesse determinati in questo punto dipendono dalla posizione delle due curve. Se una delle curve si sposta, l’equilibrio cambia e l’economia si muove verso un nuovo livello di reddito e un nuovo tasso di interesse. Per esempio, se il governo aumenta la spesa pubblica, la curva IS si sposta verso destra. Questo provoca un aumento del reddito di equilibrio e spesso anche un aumento del tasso di interesse. Se invece la banca centrale aumenta l’offerta di moneta, la curva LM si sposta verso destra e il nuovo equilibrio sarà caratterizzato da un tasso di interesse più basso e da un reddito più alto. Il modello IS‑LM permette quindi di analizzare in modo chiaro gli effetti delle politiche economiche e le interazioni tra settore reale e settore finanziario. Nonostante la sua utilità didattica, il modello IS‑LM presenta anche alcune limitazioni. In primo luogo si tratta di una rappresentazione molto semplificata dell’economia. Nella realtà esistono molti altri fattori che influenzano l’andamento dell’economia, come le aspettative degli agenti economici, le relazioni con l’estero e il funzionamento dei mercati finanziari. Inoltre il modello è costruito principalmente per analizzare il breve periodo e non tiene pienamente conto dei processi di crescita economica nel lungo periodo. Per questo motivo, negli studi macroeconomici più avanzati vengono utilizzati modelli più complessi. Nonostante questi limiti, il modello IS‑LM rimane uno strumento molto utile per comprendere i principi di base della macroeconomia. Esso permette infatti di visualizzare in modo intuitivo il ruolo delle politiche economiche e il modo in cui le decisioni dello Stato e della banca centrale possono influenzare l’andamento dell’economia. Per questo motivo continua a essere ampiamente utilizzato nei manuali e nei corsi universitari introduttivi di economia.
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Esame Economia politica

Facoltà Economia

Appunti esame
Appunti di Economia politica. La curva LM e l’equilibrio nel mercato della moneta. La curva LM è uno degli elementi fondamentali del modello IS-LM utilizzato in macroeconomia per analizzare il funzionamento dell’economia nel breve periodo. In particolare, la curva LM descrive l’equilibrio nel mercato della moneta. Questo mercato riguarda l’incontro tra l’offerta di moneta, che è generalmente controllata dalla banca centrale, e la domanda di moneta da parte di famiglie e imprese. Nel modello macroeconomico, la moneta svolge un ruolo molto importante perché permette di realizzare le transazioni economiche. Le persone utilizzano la moneta per acquistare beni e servizi, pagare salari, effettuare investimenti e svolgere numerose attività economiche. Per questo motivo la quantità di moneta presente nell’economia e la domanda di moneta da parte degli individui influenzano direttamente il livello del tasso di interesse e il funzionamento generale dell’economia. La curva LM rappresenta quindi tutte le combinazioni possibili tra il livello del reddito nazionale e il tasso di interesse per cui il mercato della moneta si trova in equilibrio. Quando l’economia si trova su uno dei punti della curva LM significa che la quantità di moneta domandata dagli agenti economici è esattamente uguale alla quantità di moneta offerta dalla banca centrale.
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Appunti di Economia politica. In alternativa ai meccanismi reputazionali, è possibile tentare di risolvere i problemi di credibilità mediante un vincolo esterno alle autorità monetarie. ♦ Occorre in un certo senso “legare le mani” alla banca centrale, affinché s’impegni, oppure sia vincolata, a adottare una politica antiinflazionistica. ♦ Lo scopo è di obbligare le autorità a seguire dei comportamenti assolutamente prevedibili per gli agenti privati e, pur potendo ancora verificarsi un incentivo alle sorprese di politica economica, di creare un'impossibilità tecnica nell'attuarle o, perlomeno, d’elevare talmente il costo di un rinnegamento (in termini sia economici sia politici) da renderlo molto improbabile. ♦ In questo modo, mediante appropriate riforme istituzionali, si possono sostituire dei vincoli politici ai vincoli di credibilità.
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Appunti di Economia internazionale e globalizzazione dei mercati. I mercati finanziari rappresentano l’insieme delle strutture e degli strumenti attraverso cui avviene lo scambio di capitali tra soggetti che dispongono di risorse finanziarie e soggetti che necessitano di finanziamenti. Essi svolgono una funzione fondamentale nell’economia moderna, poiché consentono alle imprese di reperire capitali per investimenti e crescita, agli Stati di finanziare la spesa pubblica e ai risparmiatori di investire il proprio denaro ottenendo un rendimento. Tra i principali mercati finanziari vi sono il mercato azionario, dove vengono negoziate le azioni delle società quotate, il mercato obbligazionario, dedicato ai titoli di debito, e il mercato valutario, nel quale si scambiano valute internazionali. Negli ultimi anni hanno assunto crescente importanza anche i mercati digitali e le criptovalute, caratterizzati da elevata volatilità e innovazione tecnologica. Il corretto funzionamento dei mercati finanziari dipende dalla trasparenza delle informazioni, dalla fiducia degli investitori e dall’attività di vigilanza esercitata dalle autorità competenti
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Esame Economia politica

Facoltà Economia

Appunti esame
Appunti di Economia politica. Tra i principali mercati finanziari vi sono il mercato azionario, dove vengono negoziate le azioni delle società quotate, il mercato obbligazionario, dedicato ai titoli di debito, e il mercato valutario, nel quale si scambiano valute internazionali. Negli ultimi anni hanno assunto crescente importanza anche i mercati digitali e le criptovalute, caratterizzati da elevata volatilità e innovazione tecnologica. Il corretto funzionamento dei mercati finanziari dipende dalla trasparenza delle informazioni, dalla fiducia degli investitori e dall’attività di vigilanza esercitata dalle autorità competenti. Eventi economici, decisioni delle banche centrali, crisi geopolitiche e andamento dell’inflazione influenzano costantemente i prezzi degli strumenti finanziari. Per questo motivo, investire nei mercati richiede conoscenze specifiche, capacità di valutazione del rischio e attenzione alle dinamiche economiche globali.
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