In alternativa ai meccanismi reputazionali, è possibile tentare di
♦ risolvere i problemi di credibilità mediante un vincolo esterno
alle autorità monetarie.
Occorre in un certo senso “legare le mani” alla banca centrale,
♦ affinché s’impegni, oppure sia vincolata, a adottare una politica
antiinflazionistica.
Lo scopo è di obbligare le autorità a seguire dei comportamenti
♦ assolutamente prevedibili per gli agenti privati e, pur potendo
ancora verificarsi un incentivo alle sorprese di politica
economica, di creare un'impossibilità tecnica nell'attuarle o,
perlomeno, d’elevare talmente il costo di un rinnegamento (in
termini sia economici sia politici) da renderlo molto
improbabile.
In questo modo, mediante appropriate riforme istituzionali, si
♦ possono sostituire dei vincoli politici ai vincoli di credibilità.
Il punto essenziale di quest’approccio è che in ogni caso sia
♦ escluso qualunque tipo di discrezionalità.
La definizione di specifici impegni al comportamento della
♦ banca centrale può avvenire attraverso riforme istituzionali, che
possono anche includere vincoli legislativi o addirittura
costituzionali.
Una critica a queste argomentazioni può essere che una
♦ costrizione della banca centrale ad una politica monetaria
rigorosa e finalizzata al perseguimento di un tasso d’inflazione
nullo elimina la flessibilità di risposta rispetto a possibili shock
ed accresce quindi le fluttuazioni del reddito e dell'occupazione.
In particolare, se il sistema economico è particolarmente
♦ instabile – quindi la probabilità che si verifichi uno shock è
molto alta – è preferibile che la banca centrale non sia vincolata
da una regola, ma possa operare con discrezionalità.
In questo caso alla banca centrale conviene pagare il costo di
♦ un'inflazione maggiore pur di avere le mani libere per
stabilizzare l’economia nel caso si verifichi uno shock.
Si può quindi affermare che essere credibili vincolandosi a
♦ seguire una regola predeterminata ha quindi un costo dato
dalla perdita di flessibilità.
Per quanto riguarda le soluzioni alternative, una soluzione
♦ intermedia tra l'approccio discrezionale (con bassa credibilità) e
quello normativo delle regole (con scarsa flessibilità) è stata
individuata nei meccanismi volti ad accrescere la credibilità
degli annunci, prevedendo la nomina di responsabili della
politica monetaria con le caratteristiche desiderate.
Si tratterebbe di nominare governatori delle banche centrali
♦ notoriamente conservatori ed avversi all'inflazione.
Oppure di definire il grado di autonomia della stessa banca
♦ centrale.
Attraverso queste modalità si potrebbe conseguire una
♦ soluzione alternativa rispetto all’applicazione di rigide regole di
condotta della politica monetaria.
Al fine di pervenire ad un equilibrio con tasso d’inflazione
♦ nullo come quello rappresentato dal punto A del grafico
precedente, la reputazione può fungere da sostituto per
l’adozione di vincoli all’azione della banca centrale.
Attraverso i meccanismi reputazionali, si cerca di mostrare che,
♦ sebbene vi sia un incentivo di breve periodo per le autorità
monetarie a adottare politiche inflazionistiche, come ipotizzato
nel modello precedente, la considerazione degli effetti di lungo
periodo può rendere preferibile una politica monetaria
finalizzata ad un tasso di inflazione nullo, poiché questa
consente di acquisire una "buona" reputazione.
In un contesto multiperiodale, le aspettative degli agenti
♦ dipendono, come si è già accennato, dal comportamento passato
delle autorità, così come le aspettative inflazionistiche, pur
razionali, possono dipendere dall'inflazione passata.
La reputazione del banchiere centrale di perseguire un tasso
♦ d’inflazione pari a zero, è acquisita nel tempo.
Tale reputazione può, ad esempio, essere conseguita tramite
♦ ripetuti ed impegnativi annunci pubblici, in seguito
effettivamente rispettati, tali da accrescere il costo di un
eventuale rinnegamento (costo da valutare anche
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