Estratto del documento

Finanza sostenibile 2022/23

Parte 2 - Prof.ssa R. Castellano

Master Degree in Economics and Sustainability
Università degli studi di Roma
Unitelma Sapienza

Tesina di Stefania Curani
Croce Rossa Italiana e l’impact investment
Strategie e finanziamenti in ambito sociale e ambientale

Si ringrazia la Dott.ssa Giada Mauriello dell'ufficio Finanza e Amministrazione della Croce Rossa Italiana.

Indice

  • Introduzione pag.3
  • Croce Rossa Italiana pag.5
    • Strategia Giovani Agenda 2030 pag.7
    • Strategia progetti cambiamenti climatici pag.12
    • CRI verso la sostenibilità pag.15
    • Green Camp e We Adapt pag.17
  • Finanza sostenibile e CRI pag.20
    • Come la CRI segue i parametri della Finanza Sostenibile
    • Stakeholder pag.22
    • Fondi CRI, il loro utilizzo e l’impact investment pag.31
    • Engagement pag.38
  • Conclusione pag.43
  • Bibliografia e Sitografia pag.45

Introduzione

La finanza sostenibile si pone tra la finanza tradizionale e la finanza filantropica, con l'obiettivo di creare valore a medio-lungo termine e perseguire gli obiettivi principali (SDG) dell’Agenda 2030 secondo l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici tenutosi nel 2015. La finanza sostenibile ha come scopo quello di realizzare dunque un rendimento sociale condiviso assieme al ritorno economico atteso dall’investimento; essa si pone al centro del dibattito economico riguardo i temi ambientali che hanno spinto molti paesi ad adottare misure di mitigazione dei rischi connessi ai mutamenti climatici e diseguaglianza sociali.

Zingales (2015) spiega come la finanza “buona” al servizio delle persone, aiuti a scomporre e gestire i rischi, in modo da rendere più efficiente il processo economico e a segnalare al mercato, a seconda dei prezzi delle attività finanziare, quali sono le attività economiche più meritevoli di investimento al fine di incrementare l’allocazione efficiente delle risorse e attenuare le asimmetrie informative. La trasparenza e buona strategia di finanziamento, con fine ultimo il positivo impact investment, attrae e mantiene buoni i legami con gli stakeholder (interni ed esterni) e/o shareholder value (i portatori di interessi). Perseguendo inoltre le social norms si esercita una pressione sugli asset manager e gli asset owners, i quali evidenziano come le scelte di investimento e i loro impatti portino a un benessere maggiore e un affronto positivo e resiliente verso le crisi.

Per questi motivi, nell’elaborato andremo ad individuare ed analizzare la struttura organica dell’associazione della Croce Rossa Italiana come ente di volontariato del Terzo Settore che mira sì ad un ritorno economico, essendo non a scopo di lucro. Vedremo invece come grazie alla volontà di fare del bene per la società e l’ambiente, a livello locale e globale, essa riesca a mirare e lavorare per raggiungere obiettivi di sostenibilità in tutti i campi nei quali opera al fine di accrescere il benessere sociale e ridurre i rischi legati ai cambiamenti climatici.

In particolare, la strategia per la politica ambientale e quella dei giovani dell’Agenda 2030, con l’avvio di progetti come il Green Camp e We-Adapt hanno già portato a ottimi risultati di impatto sociale e ambientale per un'educazione che cambierà il mondo, partendo da piccoli gesti e arrivando ad essere resilienti e attivi come parte di una comunità che interagisce e lavora per un cambiamento. Osserveremo nella ricerca come la strategia finanziaria della CRI paragonata a quelle strategie di finanza sostenibile delle aziende, viene messa in atto e secondo quali parametri, tramite l’analisi del bilancio 2021 dell’associazione disponibile online.

Come vengono utilizzati i fondi CRI specialmente nel settore dei Social Impact Bond, legato infine con l’engagement del Terzo Settore. In conclusione verrà posta la comparazione empirica tra l’attuale metodologia di utilizzo fondi in CRI per fini sociali e ambientali e come sarebbe se questi fondi fossero obbligazioni comparate certificate e verificate secondo gli standard delle istituzioni europee, come green e social bonds.

Croce rossa italiana

Nascita, struttura organizzativa e organi

L'Associazione Italiana della Croce Rossa è un'associazione di promozione sociale, ha come scopo l’assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. Ente riconosciuto di alto rilievo, posta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. La C.R.I. fa parte del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Nelle sue azioni a livello internazionale si coordina con il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), nei Paesi in conflitto, e con la Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) per gli altri interventi. Con 186 Società Nazionali membri, la FICR è la più grande organizzazione umanitaria mondiale.

La storia della Croce Rossa nasce nel 1859, quando il ginevrino imprenditore Jean Henry Dunant scende in Italia per ottenere una concessione da Napoleone III, impegnato nella Seconda Guerra d’indipendenza. Testimone involontario della vicenda bellica a Solferino, Dunant si sentì umanamente coinvolto e organizzò i primi soccorsi al motto di “tutti fratelli!” Il 22 agosto 1864 si realizza a Ginevra il sogno di questo storico personaggio di creare un’associazione internazionale, basata su princìpi solidi e in grado di prestare soccorso a qualsiasi persona in difficoltà: nasce la CROCE ROSSA. Nel 1901 Henry Dunant ottiene il primo premio Nobel per la Pace.

I principi del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa basa il proprio operato su 7 Princìpi imprescindibili ai quali ogni volontario e associato deve far riferimento: umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontarietà, unità e universalità. Con la Legge del 20 marzo 1975 n. 70 la C.R.I. viene classificata come "Ente di assistenza generica" e assoggettata alla disciplina degli enti pubblici parastatali. Con il DPR 31 luglio 1980 n. 613 vengono stabiliti i criteri ai quali avrebbe dovuto ispirarsi lo statuto dell'Associazione, qualificandola al tempo stesso come ente di diritto pubblico.

Con l'emanazione del d.lgs 28 settembre 2012 n. 178 - e della successiva ordinanza commissariale n. 552-12 del 23 novembre 2012 - la Croce Rossa italiana è stata trasformata in ente privato, venendo nel contempo posta in liquidazione assumendo la denominazione di Ente strumentale alla Croce Rossa italiana. È un'associazione con personalità giuridica riconosciuta, il d.gls. 178/2012 ha stabilito che la componente civile confluisca nella "Associazione della Croce Rossa italiana", qualificando quest'ultima come persona giuridica di diritto privato di interesse pubblico ed ausiliaria dei pubblici poteri nel settore umanitario, ponendola sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Dal 2016 la Croce Rossa Italiana ha cambiato personalità giuridica diventando un'associazione di promozione sociale di diritto privato. L'ordinamento della Croce Rossa Italiana si ispira ai principi di sussidiarietà, di democrazia ed elettività delle cariche associative, di separazione tra le funzioni di indirizzo e controllo e le funzioni operative di autonomia degli organi territoriali, nonché ai criteri di efficacia, efficienza ed economicità. La Croce Rossa Italiana si articola nei seguenti organi territoriali:

  • Organizzazione locale che agisce sul territorio, articolata in Comitati con autonoma personalità giuridica;
  • Organizzazione regionale articolata in Comitati Regionali e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, che coordina e controlla, mediante specifiche attribuzioni, l’attività dei Comitati che operano nella regione, nel rispetto dell’autonomia di ciascun Comitato;
  • Organizzazione nazionale, che stabilisce la strategia dell’Associazione ed approva le normative generali, denominata Comitato Nazionale.

Per l’assolvimento dei propri compiti istituzionali e di pubblico interesse, l’Associazione si è dotata una struttura organizzativa. Ai sensi del vigente Regolamento di Organizzazione, e in linea con la disciplina statutaria e normativa di riferimento, l’organizzazione dell’Associazione, si fonda sui seguenti principi (art.2):

  • Garantire continuità operativa in termini di gestione delle attività di interesse pubblico specificatamente indicate all’articolo 7 dello Statuto, ed attuazione degli obiettivi strategici, formulati in linea con la Strategia associativa;
  • Perseguire efficienza, efficacia organizzativa e razionalizzazione economica nella distribuzione delle responsabilità;
  • Garantire il coordinamento centrale delle attività istituzionali, pur con un ampio livello di decentramento regionale;
  • Centralizzare i “servizi di supporto”, in ottica di efficienza operativa e gestionale;
  • Supportare operativamente i Comitati CRI, attraverso le strutture previste a livello regionale e nazionale.

La sinergia e collaborazione dei diversi organi e gradi all’interno della CRI permette di svolgere un lavoro di volontariato volto al miglioramento, cambiamento, adattamento e gestione dei rischi e delle emergenze alle quali da sempre cerca di trovare la soluzione migliore per il fine ultimo di risolvere e mitigare le situazioni di crisi e pericolo.

Strategia Giovani Agenda 2030

Proprio la Strategia della Croce Rossa Italiana verso la gioventù guarda al mondo giovanile sotto differenti prospettive. Abbiamo preso in esame il Giovane in relazione a sé stesso, come singolo protagonista della sua vita e che deve sviluppare le sue abilità personali per portare a un cambiamento positivo nella comunità, il cosiddetto Butterfly Effect che ci permette di riflettere sull’importanza delle nostre scelte e del possibile impatto che possono avere sul mondo che ci circonda. Ci porta a pensare come l’umanità non possa non dipendere da tutto ciò che la circonda. “Tutto è collegato, in un modo o nell’altro.”

Per cui il Giovane non è solo, fa parte di un gruppo con cui deve imparare a relazionarsi e ad agire, che lui influenza e da cui viene influenzato, basato sul rapporto tra il Giovane e la Comunità in cui vive la quale è vista come il punto di partenza per lo sviluppo del Giovane stesso, dove il sistema complessivo, e non i suoi singoli elementi, agiscono in sinergia.

Per mezzo dell’educazione e divulgazione con metodologie learning-by-doing e informali, la CRI si impegna a promuovere comportamenti positivi e lo sviluppo di strumenti di autodeterminazione della persona, grazie alla partecipazione attiva per stimolare la responsabilizzazione e la rappresentatività dei giovani all’interno sia della società sia dell’Associazione. Infine, grazie a un processo di continua generazione di idee, accelerazione di dinamiche, individuazione di nuovi bisogni e obiettivi, generiamo innovazione.

Grazie alla combinazione tra le 3 prospettive e le 3 metodologie sarà possibile pianificare delle azioni specifiche, basate sui bisogni identificati nella prima parte del percorso, in grado di rispondere a questi in modo il più efficiente ed efficace possibile. Punto di partenza della Strategia è stata la ricerca e l’analisi dei nuovi bisogni della Gioventù, condotta tenendo in considerazione risultati ISTAT ed EUROSAT, i Sustainable Development Goals (SDG) delle Nazioni Unite, la Youth Engagement Strategy e i trend di cambiamento della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Questi dati sono stati integrati con l’indagine condotta da CRI su un campione di 7000 giovani italiani tra i 14 e i 32 anni distribuiti su tutto il territorio nazionale, realizzata da giovani Volontari con formazione specifica in tecniche di progettazione partecipata e coinvolti attivamente nel processo di indagine (allegato report CIESSEVI).

I Giovani della CRI si sono posti come valori quelli di:

  • Essere promotori di un modello di cittadinanza attiva;
  • Voler dare voce ai bisogni e alle sfide umanitarie delle nuove generazioni;
  • Voler sviluppare un’identità di giovani che possano essere contagiati dai valori umanitari;
  • Voler creare contesti protetti dove mettersi alla prova e poter trasformare sfide in opportunità;
  • Essere attori e sviluppatori delle azioni per favorire la nostra crescita.

La Croce Rossa Italiana offre ai giovani, attraverso delle esperienze educative, la possibilità di apprendere, scoprire, analizzare e capire i nostri valori umanitari e il loro significato, elaborando un sistema di riferimenti personali che li guiderà per tutta la vita. La CRI attraverso i suoi giovani Volontari si impegna a educare:

  • Con metodologie educative esperienziali, basate sulla pratica diretta, che prevedano la condivisione o la sperimentazione di eventi, situazioni, ruoli o compiti. Questi momenti di formazione possono essere di carattere cognitivo, emotivo o sensoriale. Ne sono esempio i role play, i percorsi sensoriali, toolkit, la narrazione di eventi personali e la peer education come metodologia educativa che mira alla trasformazione delle persone in esempi viventi di comportamenti sani ed inclusivi;
  • Attraverso l’alternanza scuola-Volontariato, con progetti finalizzati a coinvolgere gli studenti liceali e universitari, in modo che si dedichino delle ore formative e operative al Volontariato;
  • Grazie al protocollo formativo CRI-MIUR, con attività formative e di prevenzione all’interno delle scuole;
  • Grazie al protocollo alternanza scuola-lavoro CRI-MIUR, per facilitare e sostenere l’inserimento lavorativo dei Giovani;
  • Grazie all’aumento della capacità relazionali e comunicative per contrastare fenomeni di ingiustizia sociale;
  • Favorendo percorsi di formazione accessibili e riconosciuti all’esterno dell’Associazione;
  • Aumentando la cultura del Volontariato e della cittadinanza attiva tra i giovani delle Comunità.

Questa Strategia, frutto di un’ampia consultazione con tutti i Comitati sul territorio, i Comitati Regionali ed il Comitato Nazionale, riflette la visione strategica di coloro che svolgono ogni giorno le attività della CRI sul territorio ed all’estero e di quanti lavorano per mettere sempre al centro delle proprie azioni il valore dell'umanità e il valore della relazione con l'altro. Essi si impegnano per assistere le persone in situazione di vulnerabilità e, quindi, conoscono le necessità delle comunità all’interno delle quali intervengono.

Questi obbiettivi in linea con l’Agenda 2030 e con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs - Sustainable Development Goals) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, e mirano a contribuire all’agenda umanitaria globale, a progredire nella lotta alla povertà e ad intervenire in modo efficace nelle calamità ed in tutte le emergenze personali e di comunità.

La CRI ricopre un ruolo unico in Italia quale ausiliaria dei pubblici poteri nel campo umanitario, della protezione della salute e della prevenzione delle malattie, in ambito di risposta alle emergenze e riduzione dei rischi legati alle catastrofi e nella diffusione di una cultura di non-violenza e pace attraverso la promozione dei Principi e Valori Umanitari e del Diritto Internazionale Umanitario. È necessario incoraggiare e promuovere la partecipazione attiva delle persone, e dei giovani in particolare, perché le nostre comunità possano affrontare nelle condizioni ottimali le sfide presenti e future. In base a quanto previsto dalla Strategia della CRI verso la Gioventù si favoriscono lo sviluppo e la crescita personale dei giovani, incoraggiandoli a diventare attori chiave delle loro comunità, coltivando i valori del rispetto e della solidarietà per rispondere ai bisogni più pressanti e concreti di lavoro, relazione, prevenzione, svago, sicurezza e formazione.

Nel 2024, se necessario, si avvierà una revisione di metà periodo, che adegui la CRI alle nuove tendenze emergenti, al contesto politico, socio-economico e tecnologico in continua evoluzione, oltre che alla Strategia globale 2030 della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, della quale la CRI fa parte.

Due sono i settori di cui tratteremo in particolare per quanto riguarda l’azione della CRI:

Inclusione sociale

Come abbiamo precedentemente accennato la CRI promuove lo sviluppo dell’individuo, protegge i suoi diritti e salvaguarda la dignità umana di tutti i membri della società, al fine di garantire a ciascun individuo l’opportunità di sviluppare al massimo le proprie potenzialità, prestando attenzione alla persona e al suo benessere in tutti i suoi aspetti. A tal fine, la CRI è impegnata a prevenire l’esclusione sociale, alleviare le sue conseguenze e a costruire comunità più forti e più inclusive.

Preparazione e risposta alle emergenze, riduzione del danno a seguito di disastri e crisi

La CRI prepara le comunità in caso di potenziali calamità naturali e non e garantisce una risposta efficace e tempestiva alle situazioni di emergenza. Facendo parte del sistema nazionale della Protezione civile, la CRI predispone strutture e servizi sanitari in situazioni di emergenza, informa ed educa la popolazione prima, durante e dopo le calamità e i conflitti, e fornisce un supporto psicosociale continuativo anche quando gli effetti della crisi si estendono nel tempo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher stefania.curani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza sostenibile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Unitelma Sapienza di Roma o del prof Carboni Bruno.
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