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Appunti di Scienze della formazione - Università degli Studi di Padova

La ricerca si è concentrata sull'indagine delle possibilità e dei limiti dell'introduzione dell'inglese nella prima infanzia. La prima parte descrive il ruolo dell'inglese come lingua franca nel mondo, a partire dal suo affermarsi come tale fino a delinearne gli usi e il potere influente nella società odierna, che giustificano l'attenzione crescente da dedicare all'insegnamento di questa lingua. Successivamente, è stato analizzato il contesto europeo dal punto di vista delle politiche relative all'insegnamento delle lingue straniere, attraverso i dati forniti dalla rete istituzionale Eurydice, con l'obiettivo di offrire una panoramica della situazione attuale riguardo alle politiche dei vari sistemi educativi europei verso l'insegnamento dell'inglese, ma soprattutto per indagare se e in quale misura l'inglese sia presente nell'educazione della prima infanzia a livello normativo. La seconda parte si concentra sull'effettiva introduzione dell'inglese come lingua straniera nella prima infanzia, con un primo focus sull'apprendimento delle lingue dal punto di vista neuropsicologico, giustificando e motivando l'esposizione precoce a una lingua straniera attraverso alcuni concetti chiave della neuropsichiatria infantile (come la plasticità cerebrale). Proseguendo, vengono delineate le teorie e le pratiche più adatte per un apprendimento efficace dell'inglese in età prescolare, dopo aver chiarito quali aspettative realistiche si debbano avere rispetto a tale obiettivo. Infine, ci si concentra sul ruolo dell'insegnante e sui preconcetti o pregiudizi riguardanti l'inglese nella prima infanzia. A tal proposito, vengono presentati i risultati di un questionario somministrato a insegnanti italiani della scuola primaria e dell'infanzia. I risultati raccolti, pur dimostrando una timida apertura degli insegnanti verso l'esposizione precoce all'inglese, evidenziano la presenza di alcuni preconcetti e pregiudizi sull'argomento.
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Elaborato finale laurea triennale in scienze dell'educazione e della formazione. Relatore Chiara Mirandola e co-relatore Rossella Falvo. Titolo dell'elaborato: L'educazione interculturale a scuola e nelle agenzie educative extrascolatiche.
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Considerando l'inclusione sociale come priorità delle politiche in materia di istruzione e coesione sociale degli ultimi trent'anni, a livello europeo così come a livello statale, nel primo capitolo propongo un'analisi di ciò che concerne il concetto di inclusione, il suo approccio e le relative caratteristiche. Essendo un tema che coinvolge anche la politica, nel primo paragrafo del capitolo uno propongo un'analisi della legislazione italiana riguardo l'inclusione sociale. Al secondo paragrafo considero la Legge 104 inerente ai diritti delle persone diversamente abili come proseguimento normativo della legislazione approfondita nelle precedenti pagine. Siccome l'ultima riforma in materia di istruzione in Italia ha come obiettivi la coesione sociale e l'inclusione, il terzo paragrafo è dedicato ad essa, in particolare per quanto concerne i temi della mia tesi, constatabili anche dal titolo. Il secondo capitolo è dedicato ai principali attori che ruotano attorno a queste politiche: i docenti e gli insegnanti di sostegno. Descrivo il loro ruolo, la loro formazione e le prassi proprie di questa professione. Nel terzo capitolo, basandomi sui dati reperibili sul sito dell'Istituto Nazionale di Statistica, fornisco un quadro generale dei livelli di inclusività presenti nel nostro Paese, prendendo in considerazione le percentuali di tali livelli........
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La nostra società è investita da più di un quarto di secolo da mutamenti profondi: viviamo in una società-mondo caratterizzata dall'interdipendenza delle economie nazionali e sovranazionali a livello mondiale. In altre parole: ciò che accade in un Paese fa sentire il suo impatto su tutti gli altri Paesi. Il presente lavoro nasce dall'esigenza di analizzare il fenomeno della globalizzazione, e le implicazioni che ne derivano, sia a livello sociale e culturale che a livello politico, in relazione ad alcuni aspetti dell'educazione contemporanea. Considerando il tema delle grandi migrazioni degli ultimi trent'anni come conseguenza delle politiche neoliberiste degli Stati occidentali, nel primo capitolo propongo un'analisi volta ad evidenziare la velocità progressiva della pluralizzazione culturale a cui stiamo assistendo e il terremoto sociale da essa prodotta, che confluisce anche nei sistemi formativi italiani. Il secondo capitolo si concentra in particolare sulle politiche in materia di inclusione sociale e istruzione, tenendo come punto di riferimento l'apparato sovranazionale europeo. Assume primaria importanza in questo capitolo l'idea [...]
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