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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA, SOCIOLOGIA, PEDAGOGIA E

PSICOLOGIA APPLICATA - FISPPA

CORSO DI STUDIO IN SCIENZE DELL’EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE

CURRICOLO SCIENZE DELL’EDUCAZIONE

Relazione finale

L'EDUCAZIONE INTERCULTURALE ATTRAVERSO L'INCLUSIONE A

SCUOLA E NELLE AGENZIE EDUCATIVE EXTRASCOLASTICHE

RELATORE

Prof.ssa Chiara Mirandola LAUREANDA Borsato Lisa

Matricola 1230250

Anno accademico 2021/2022

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Sommario

INTRODUZIONE ......................................................................................................................... 4

1. LA FAMIGLIA MIGRANTE ............................................................................................... 6

1.1 I bambini asiatici: l’importanza della scuola ....................................................................... 7

1.2 Bambini e ragazzi stranieri in Italia .................................................................................... 8

1.3 La ricostruzione delle biografie ........................................................................................... 9

2. L’ACCESSO E L’ACCOGLIENZA A SCUOLA .............................................................. 10

2.1 L’apprendimento dell’italiano ........................................................................................... 14

2.2 Minori stranieri con disabilità ........................................................................................... 17

2.3 Il tema della disabilità nelle scuole italiane ....................................................................... 20

2.4 Le disposizioni e gli strumenti di integrazione di studenti con difficoltà scolastiche e DSA

................................................................................................................................................. 23

3. ESPERIENZA DI TIROCINIO NELLA COMUNITÀ EDUCATIVA “IL PICCOLO

PORTO” ...................................................................................................................................... 24

3.1 Azioni rivolte al minore .................................................................................................... 25

3.2 Gli strumenti operativi ...................................................................................................... 26

3.3 Il mio ruolo e considerazioni personali ............................................................................. 28

CONCLUSIONI .......................................................................................................................... 31

RINGRAZIAMENTI .................................................................................................................. 33

BIBLIOGRAFIA ......................................................................................................................... 34

SITOGRAFIA ............................................................................................................................. 35

3

INTRODUZIONE

Il tema principale dell’elaborato finale è costituito dalla risposta educativa che

l’istituzione scolastica e i servizi extrascolastici danno ai bisogni, alle necessità e alle

richieste di bambini e ragazzi stranieri. L’idea è nata in seguito all’esperienza di tirocinio

in una comunità educativa diurna per minori in cui la presenza di questa utenza era

maggioritaria.

Nel primo capitolo verranno presentate brevemente la ragioni che spingono uomini

e donne all’emigrazione dal proprio paese, presentando un excursus cronologico che ha

coinvolto il nostro paese.

Verranno presentate delle normative giuridiche che presentano l’attività e le

richieste a cui l’istituzione scolastica è tenuta a rispondere e quali interventi dovrebbero

essere messi in atto. Si pone l’attenzione, in particolare, sulle difficoltà di apprendimento

che questi studenti stranieri in alcuni casi possiedono e le strategie per compensarle al

fine di garantire un’inclusione scolastica e sociale. Successivamente verrà riportata la mia

esperienza di tirocinio in una comunità educativa diurna di minori dove verranno

presentati gli obiettivi che si pone e le attività attuate per perseguirli. Lo scopo della mia

ricerca è mettere in luce le modalità e le tecniche di inclusione scolastica ed

extrascolastica che coinvolge non solo lo studente straniero, ma anche gli permette di

facilitare l’integrazione dei loro compagni attraverso la comunicazione in lingua italiana

che costituisce il principale mezzo di conoscenza e di relazione. Vengono sensibilizzati

all’incontro con altre culture diverse da quella d’origine per creare degli uomini e delle

donne privi di stereotipi e pregiudizi riguardo il diverso.

Due sono i temi fondamentali da prendere in considerazione per l’attuazione di

un’educazione interculturale, il primo è costituito dalla cultura. Secondo la definizione

del 1871 dell’evoluzionista Taylor è l’insieme delle conoscenze, delle credenze, della

morale, delle abitudini e degli oggetti materiali appartenenti a una comunità. Mentre il

secondo tema è costituito dall’identità culturale e personale. La prima corrisponde

all’identificazione con un gruppo etnico, la quale inizia con la nascita. La seconda è

plasmata dalle scelte personali compiute dall’individuo nel corso della vita. È questa che

risulta traumatizzata in seguito al fenomeno dell’immigrazione che comporta la

separazione dai rapporti significativi. 4

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1. LA FAMIGLIA MIGRANTE

L’immigrazione è un fenomeno sociologico presente da sempre ed è considerato un

fatto sociale che riguarda gruppi di persone, non solo il singolo individuo; negli ultimi

anni è sempre più consistente quantitativamente e qualitativamente. Nell’ultimo decennio

è aumentato il numero di migranti provenienti dai Paesi dell’est Europa, dell’Africa

Settentrionale e dell’Asia. La maggior parte è alla ricerca di un’occupazione professionale

per consentire un miglioramento delle condizioni socioeconomiche, altri fuggono da

situazioni di guerra oppure necessitano di un’assistenza medico-riabilitativa nel caso di

persone malate o disabili. Alla fine del Novecento e all’inizio degli anni Duemila, la

persona migrante risiedeva in Italia per un breve periodo di tempo, successivamente si

ricongiungeva con la famiglia nel Paese d’origine dopo aver messo da parte dei risparmi

guadagnati con il lavoro in Italia. Oggi il fenomeno possiede una caratteristica stanziale

1

in cui a migrare è l’intera famiglia non più un singolo componente .

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Per questo sono necessarie misure e interventi mirati per gli adulti, ma soprattutto

per i bambini e i ragazzi che si ritrovano a vivere e crescere in una cultura che non è quella

d’origine la cui prima difficoltà incontrata è la lingua utilizzata nella comunicazione con

i pari. Questo fattore è il primo che si affronta a scuola per un inserimento positivo e per

permettere allo studente straniero di vivere l’esperienza scolastica con serenità senza il

peso di sentirsi “diverso dall’altro”.

1 Bini, E. (2017). Famiglie migranti con minori disabili. Prospettive inclusive nel sistema sociosanitario e

scolastico italiano. Culture e Studi del Sociale, 2 (2), 203-204

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L’istituzione scolastica è un’agenzia che consente l’integrazione tra le diverse

culture e il loro avvicinamento, tralasciando stereotipi e pregiudizi. Per promuovere

l’uguaglianza viene garantita loro la medesima opportunità formativa e educativa fornita

alle persone autoctone.

Negli anni ’90 il fenomeno migratorio coinvolgeva prevalentemente gli adulti,

mentre i minori venivano posti in secondo piano assieme alle problematiche legate

all’inserimento scolastico e nei servizi educativi. In una prima fase del processo ciò che

spinge le persone a spostarsi in un altro paese sono le condizioni economiche e lavorative

precarie e di marginalità sociale. Avviene anche una distinzione delle mansioni in base al

sesso: le donne sono impiegate nelle mansioni domestiche e nell’assistenza alle persone

non autosufficienti; mentre gli uomini sono occupati nei lavori agricoli, nell’ambito della

ristorazione e nelle piccole fabbriche. In questa prima fase lo scopo è il ricongiungimento

con la famiglia nel paese d’origine dopo alcuni anni in cui il lavoratore è riuscito a mettere

da parte qualche guadagno. Quindi il sentimento che prevale in questo periodo è di

instabilità e precarietà. Nella seconda fase di questo fenomeno avviene il

ricongiungimento con la famiglia che era rimasta nel paese d’origine. Rilevante è

l’influenza del luogo della nuova residenza in Italia, in quanto si considerano le

opportunità lavorative, la facilità di inserimento sociale e la presenza di connazionale nel

territorio.

1.1 I bambini asiatici: l’importanza della scuola

Per i genitori di questi bambini provenienti dall’Asia è fondamentale instaurare un

patto di fiducia che lega la famiglia e la scuola del figlio. Alla base di ciò ci sono i principi

ispirati a Confucio per cui l’insegnante è in una posizione gerarchicamente più alta in

quanto possessore del sapere. Rispetto a questa figura il genitore si trova in una posizione

subordinata.

La scuola nella realtà asiatica costituisce un luogo tradizionale, il quale esige

impegno e disciplina, il metodo è basato prevalentemente sulla ripetizione mnemonica e

non viene lasciato spazio all’espressione libera e personale del bambino. Particolare

importanza viene assegnata al voto che viene utilizzato come mezzo di controllo e

misurazione dell’andamento scolastico da parte della famiglia dello studente. Il sistema

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di valutazione utilizzato in Italia è differente in quando si utilizzano valutazioni e giudizi

scritti che sono di difficile comprensione alle famiglie cinesi date le difficoltà

2

linguistiche.

1.2 Bambini e ragazzi stranieri in Italia

Oggigiorno una parte significativa di minori è nata in Italia da genitori stranieri

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quindi secondo il diritto di ius soli possiedono la cittadinanza italiana. La difficoltà

riscontrata dalla famiglia è di tramandare le tradizioni del paese d’origine al figlio in

quanto non ha mai avuto un contatto diretto con essa. Lo stesso diritto vale per i bambini

stranieri adottati da genitori italiani, dopo un anno di affido preadottivo acquisiscono la

cittadinanza italiana. I figli di coppie miste possiedono un bagaglio culturale vario in

quanto avviene l’incontro di due culture genitoriali differenti.

In generale i migranti vengono etichettati con il nome di straniero o immigrato

senza considerare l’aspetto biografico di ciascuno a scuola e nella società. Ciò che prevale

negli adulti e nei minori è un sentimento di profondo cambiamento di sé, perdita e

separazione come conseguenza allo spostamento dal paese d’origine. La scuola e i servizi

educativi costituiscono un luogo di incontro delle differenze attraverso cui viene ridefinita

la storia personale di ognuno attraverso la loro valorizzazione.

Con la definizione di bambino straniero o bambino immigrato si presentano delle

ambiguità, per distinguere gli stranieri immigrati dai cittadini appartenenti all’UE in Italia

si utilizza il termine di extracomunitari quindi attraverso l’utilizzo di un criterio giuridico.

Nel primo caso il termine straniero indica coloro che non possiedono la nazionalità del

paese di immigrazione, non considera il fattore economico, culturale e spinge le persone

allo spostamento geografico. In Francia i figli di migranti vengono denominati “enfants

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de migrants” , attraverso questo appellativo si sottolineano gli aspetti sociali e

psicologici di coloro che hanno vissuto l’esperienza di emigrazione. Alto è il rischio di

2 Favaro G., Il mondo in classe. Dall’accoglienza all’integrazione dei bambini stranieri a scuola, Bologna,

Nicola Milano Editore, 2000, p. 37-41

3 Legge n. 91 del 05.02.1992, art.1

4 Favaro G., Il mondo in classe. Dall’accoglienza all’integrazione dei bambini stranieri a scuola, Bologna,

Nicola Milano Editore, 2000, p. 11 8

stigmatizzazione sociale, cioè il rimandare all’immagine di problema legato alla lingua e

alla marginalità socioculturale.

Mettendo a confronto i due termini straniero e immigrato la conclusione è che nel

primo caso la parola è neutra, in quanto definisce una persona priva di cittadinanza del

paese in cui è immigrata. Con il secondo termine si sottolineano i connotati negativi che

sono riconducibili allo svantaggio sociale e alla condizione economica.

1.3 La ricostruzione delle biografie

Si ha la tendenza a soffermarsi sugli aspetti oggettivi e soggettivi del fenomeno

dell’immigrazione, quindi motivazioni economiche, sociali, condizioni di guerra o di

povertà tralasciando l’aspetto della biografia personale. Considerando il bambino

migrante, ma in generale tutti colori coinvolti in questo processo di spostamento

geografico è fondamentale porre l’attenzione su di essa per rispettare e valorizzare la

pluralità delle identità. Il punto di partenza è la raccolta delle informazioni della famiglia

del minore non assumendo un atteggiamento interrogatorio, questo primo momento

potrebbe essere facilitato dalla presenza di un mediatore culturale che agevola la

comunicazione con la famiglia date le difficoltà di comprensione linguistica. Sempre in

questa fase si possono individuare dei progetti di integrazione, di alfabetizzazione, di

opportunità sociale e formazione professionale. Per la raccolta dei dati è utile fissare delle

voci attraverso l’uso di una traccia scritta per facilitare il processo e non tralasciare punti

fondamentali. I dati raccolti riguardano la nazionalità dei genitori e del bambino, la

composizione e le caratteristiche del nucleo familiare, la data di arrivo in Italia, le

motivazioni dell’emigrazione, il percorso migratorio, la situazione abitativa e lavorativa,

i contatti con gli autoctoni, la religione, la scolarità e il livello culturale dei genitori e di

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eventuali fratelli o sorelle, infine le lingue parlate e scritte.

Nell’inserimento scolastico del minore straniero è rilevante la situazione

socioeconomica della famiglia in quanto se fosse carente essa avrebbe delle difficoltà

nell’affiancare la scuola nel processo educativo del figlio. Da considerare è l’aspetto della

lingua e della cultura diversa che potrebbero costituire un ostacolo per la comunicazione

5 Ivi, p. 16 9

scuola-genitori. Per quanto riguarda i bambini stranieri nati in Italia con un’età compresa

fra gli 0 e gli 8 anni il percorso scolastico è simile a quelli dei coetanei autoctoni. Mentre

per i minori immigrati sul percorso scolastico incide l’età di arrivo Italia e il processo di

scolarizzazione pregresso. Più tardivo è l’inserimento a scuola nel territorio italiano, più

aumenta il rischio di incontrare delle difficoltà che potrebbero portare in alcuni casi

all’insuccesso scolastico.

Pongo l’attenzione sull’aspetto dell’italianizzazione del nome e cognome che

avviene nella popolazione cinese. La formazione del cognome ha un’origine antica

proveniente dalla divisione in clan, i quali erano caratterizzati da un proprio totem dove

il cognome era costituito da un logogramma. Con il tempo si è passati ad un sistema

patriarcale in cui veniva ereditato il cognome del padre. In passato importante era anche

il nome in quanto identificava una determinata persona rispetto alle altre. Secondo la

tradizione e il rispetto, in Cina non si può avere lo stesso nome di un parente o familiare,

nemmeno se contiene una sillaba omofona. Giunti in Italia, i bambini subiscono

un’italianizzazione del proprio nome che causa una frammentazione dell’identità e della

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cultura d’origine. 2. L’ACCESSO E L’ACCOGLIENZA A SCUOLA

Il verbo accogliere significa ascoltare, comprendere, incontrare e riconoscere l’altro

come un individuo che possiede conoscenze, competenze, abilità e potenzialità.

L’obiettivo è quello di fornire al minore straniero gli strumenti necessari all’orientamento

autonomo attraverso l’integrazione sociale e scolastica.

Importante è considerare l’età del minore al momento dell’arrivo in Italia, il

percorso scolastico pregresso nel paese d’origine, il livello di conoscenza della lingua

italiana e le caratteristiche della lingua materna. I bambini piccoli trovano maggiori

stimoli nei contesti educativi come la scuola dell’infanzia che costituisce il passaggio da

un contesto familiare in cui è presente una lingua e una cultura propria a un contesto

educativo in cui sono presenti regole di comportamento e abitudini da acquisire. I

6 Tiso P., Ragazzo straniero tra scuola e territorio, Padova, Collana Elementi, 2004, p. 48

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problemi che si possono riscontrare nell’inserimento scolastico possono riguardare oltre

gli elementi citati precedentemente, anche le condizioni economiche della famiglia e la

mancanza di tempo che riduce la partecipazione dei genitori nel processo di educazione

dei figli; sono presenti anche difficoltà legate alla comunicazione. Inoltre, secondo le

ricerche gli studenti stranieri presentano maggiori ritardi e insuccessi scolastici a causa

della scarsa permanenza in Italia dovuta a frequenti spostamenti nel Paese d’origine, del

livello culturale dei genitori, delle difficoltà linguistiche e del basso status sociale del

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nucleo familiare . La nuova lingua costituisc

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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