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Traccia: Proponi una valutazione del mondo contemporaneo alla luce del valore fondamentale di libertà


«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»
Questo recita il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani, un documento sui diritti individuali promosso dall’ONU nel 1948.

Perciò, anche tra i diritti assoluti della Costituzione Italiana, ovvero i diritti che sono fatti valere per qualsiasi persona, vengono elencati i classici diritti di libertà. Ed è questo, infatti, il valore che ritengo fondamentale per poter vivere nella nostra società.
Esistono diversi tipi di libertà, ognuno essenzialmente presente nel nostro paese; esistono, però, diversi paesi non democratici in cui molte di queste libertà vengono violate.
Il primo diritto di libertà, il più importante a parer mio, è la libertà di parola, di opinione e di stampa, ed è presente in tutte le moderne costituzioni. In un paese democratico, compreso il nostro, ogni individuo ha il diritto di non essere molestato o attaccato a causa delle proprie opinioni e ha diritto alla libertà di espressione, ovvero la possibilità di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee, tutto nel rispetto dei diritti e della reputazione altrui. In base a ciò, per me qualsiasi persona deve poter esprimere quello che pensa, deve poter parlare liberamente e confrontarsi con altri pareri per comprendere e allargare la propria visione del mondo e di ciò che la circonda. Senza sfociare nel disprezzo delle idee altrui, hanno tutti la libertà di poter parlare e pensare apertamente. Questo diritto, quindi, limita delle particolari forme negative di espressione, quali il razzismo, sia nazionale sia religioso, e la violenza.
Purtroppo, questo non avviene in tutti i paesi: recentemente, in Turchia, il governo di Erdogan sta limitando moltissimo la libertà di espressione. Accademici stranieri vengono espulsi, docenti vengono arrestati, quotidiani critici verso il regime vengono chiusi e la censura dei social network è sempre più diffusa. Poiché questo paese è un importante alleato per assorbire i rifugiati che scappano dalla guerra in Siria, esso ha un peso considerevole per l’Unione Europea. Quindi, finché i politici europei daranno priorità alle proprie esigenze elettorali piuttosto che al diritto all’opposizione politica in Turchia, le limitazioni alla libertà di espressione potranno solo aumentare. Anche in Russia, per esempio, il dominio dei media statali è tale da limitare le voci libere in uno spazio isolato nel panorama mediatico.
Secondo diritto, per me, assolutamente essenziale è la libertà di movimento. Grazie ad essa, come scritto nell’articolo sedici della Costituzione, possiamo circolare liberamente, soggiornare e stabilire una momentanea o fissa residenza nella nostra città, in altre città e anche in altri Stati. Siamo liberi di andare ovunque vogliamo, senza nessuna restrizione. Inoltre abbiamo il diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il nostro, e di poter poi ritornare nel nostro paese, e nessuno può essere illegalmente privato del diritto di entrare nel proprio paese.
E, anche in questo caso, non in tutti i paesi funziona così: in Siria, nella parte orientale di Aleppo, la situazione è totalmente opposta. L’area, dichiarata come territorio sotto assedio, è costantemente circondata da forze militari e l'accesso agli aiuti umanitari è assente. Soprattutto, però, c’è una chiara restrizione della libertà di circolazione dei civili. Non possono muoversi liberamente per la città, fare rifornimenti di beni primari come il cibo e non possono lasciare la città, costretti a rimanere nelle loro case durante i bombardamenti.
Un altro diritto fondamentale per la nostra società è il diritto alla parità dei sessi. Negli standard occidentali, le donne vengono rispettate e, più o meno, trattate alla pari degli uomini: possono votare, possono decidere di abortire, possono scegliere di divorziare e, in alcuni casi, aspirare a gradi superiori in ambito lavorativo. E, soprattutto, hanno le stesse libertà degli uomini, quali la libertà di abbigliamento e di movimento. Anche in questo caso, non in tutti i paesi funziona così.
Come dice un proverbio saudita: Una ragazza non possiede altro che il suo velo e la sua tomba.
Questa frase contiene il significato della donna in Arabia Saudita: non può fare nulla e subisce forti discriminazioni. Le donne sono, sostanzialmente, sottoposte alla tutela dell’uomo. Questo è l’unico paese, per esempio, in cui ad esse è imposto il divieto assoluto di guida di mezzi di trasporto, compresa la bicicletta: nel 2011, infatti, il Tribunale di Jeddah condannò una donna a dieci frustate per aver sfidato questo divieto. Esse non possono assolutamente circolare non accompagnate da un uomo o senza autorizzazione e non possono praticare attività sportive, così nelle scuole e nelle università solo i maschi frequentano lezioni di ginnastica. Inoltre non è permesso loro di fare tutti i tipi di lavoro, e quelle poche che ne hanno uno devono essere controllate da un uomo; infine, nei negozi, ristoranti e bar, persino da Mc Donald’s o Starbucks, le donne devono rimanere separate dagli uomini, con muri eretti apposta a dividere i due sessi.
Agli omosessuali, poi, viene riservato un trattamento peggiore. Nei paesi occidentali si passa dalla possibilità di sposarsi, come in America, Francia o Inghilterra, o, comunque, di attuare altri tipi di unioni civili, come in Italia o in Australia, alla tolleranza senza nessun riconoscimento civile, come nei paesi asiatici o alcuni paesi dell’Europa dell’Est. In Medio Oriente, invece, la situazione è molto critica: mentre in alcuni paesi, come l’Algeria o la Libia, puoi incorrere in una penale in caso di omosessualità, in Arabia Saudita, Sudan o India puoi passare dall’ergastolo fino, addirittura, la pena di morte.
Di fronte a questi atteggiamenti, a queste chiusure mentali, non si può fare a meno di provare orrore e raccapriccio, semplicemente a causa di un orientamento sessuale diverso. Possono delle donne non avere libertà di scelta per essere nate femmine e, quindi, deboli? Possono delle persone non essere libere di rifornirsi di cibo per paura di morire? La libertà di qualsiasi cosa, sempre nel rispetto del prossimo, è il valore centrale per una società in cui ognuno possa sentirsi accettato, in cui ognuno abbia gli stessi diritti degli altri e in cui tutti possano vivere la propria vita senza l’oppressione altrui.
Infatti, come disse il filosofo e poeta libanese Khalil Gibran, la vita senza libertà, è come un corpo senza lo spirito.
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