Rivoluzione francese

Crisi finanziaria
In seguito alla guerra dei 7 anni la Francia entrò in crisi:
- insoddisfazione per il governo monarchico, e per il lusso della corte, da parte delle classi umili - impossibilità di crescita per i ceti borghesi a causa dei privilegi aristocratici
- crisi finanziaria a causa dell’appoggio alla rivoluzione americana
Contro la crisi finanziaria prestito forzoso e svalutazione della moneta erano insufficienti, Luigi XVI impose così la Tassazione.
Tasse
Ogni stato contribuiva al pagamento delle tasse:
- I e II stato (2%): Clero pagava ogni 5 anni e la nobiltà era esente alla maggior parte delle imposte dirette
- III stato: subiva il peso delle tasse e i contadini dovevano pure versare alla chiesa le decime
Convocazione Stati Generali
• Fu così che i parlamenti di Parigi chiesero la convocazione degli stati generali, che avrebbero
dovuto essere consultati per ogni tassa ma che non erano più stati riuniti dal tempo del Re sole. Luigi XVI si rifiutò facendo scogliere i parlamenti, dandone il ruolo ad una commissione di nomina regia. I parlamenti, sostenuti dal III stato, iniziarono a ribellarsi nel 1788.
• Luigi XVI fissò così la convocazione per l’anno successivo, si aprì però un pr.oblema di votazione:
la nobiltà reclamò che gli stati avrebbero dovuto essere convocati come solito: ogni stato con egual numero di rappresentanti e ogni camera avrebbe votato separatamente. Così facendo però il I e II stato avrebbero sempre prevalso, il III stato propose quindi un numero doppio di rappresentanti per sé, che si votasse per testa e non per stato, ed in un unica assemblea.
Partito Nazionale
Le richieste furono sostenute dal Partito Nazionale, i cui membri appartenevano a tutti gli stati, difatti le opinioni erano contrastanti. Inoltre molti del I stato erano curati di campagna più vicini al popolo che ai grandi vescovi, e anche certi esponenti del II erano diversi dai colleghi aristocratici (Lafayette, Mirabeu ecc).
Quaderni di rimostranze
Alcuni sudditi francesi scrissero i quaderni di rimostranze su invito del sovrano per esprimere il malcontento, illustrando possibili soluzioni, tra cui vi era:
- nuove forme di rappresentanza politica
- abolizione dei privilegi
- concezione di una costituzione - libertà personali e di stampa
Elezione dei deputati
Il re si decise allora a confermare il numero dei deputati del III stato pari alla somma di quelli del I e del II, non si pronunciò però sui metodi di votazione.
Per la convocazione dei deputati:

- ogni francese che avesse più di 25 anni e iscritto al registro delle imposte avrebbe potuto votare per l’elezione di assemblee locali, le quali avrebbero votato per quelle provinciali, che avrebbero infine votato per i deputati. I deputati del III stato furono tutti di estrazione borghese.
Giuramento della pallacorda
• Il 5 maggio 1789 i deputati si riunirono nella reggia di Versailles per l’apertura degli stati generali.
• I deputati del 3o stato si rifiutarono di votare finché non si fosse svolta la votazione in un’unica
assemblea.
• Il 17 giugno il primo atto rivoluzionario: il 3o stato si battezzò assemblea nazionale con l’obiettivo
di dare una costituzione alla Francia. Furono così esclusi dalla sala dove erano soliti riunirsi e ciò li portò a riunirsi nella sala della pallacorda, dove promisero di non separarsi mai fino alla costituzione (Giuramento della pallacorda)
Assemblea costituente
Il re pensò allora di sciogliere l’assemblea, ma di fronte alla rivolta del 3o stato a cui cominciarono ad unirsi anche esponenti del 1o e del 2o, fu costretto ad ordinare che i deputati si riunissero in un unica assemblea. L’assemblea nazionale si dichiarò Costituente.
Crisi economica
I pessimi raccolti del 1789 avevano portato ad un aumento dei prezzi (raddoppiati nel caso del grano e del pane) e ad un conseguente aumento di crisi economica già preesistente che portò alla rovina anche delle attività manifatturiere
Grande Paura
La paura che si creò portò a rivolte da parte dei ceti più poveri, che assalirono castelli e villaggi. L’ondata si propagò e fu nota come “Grande paura”.

Prime agitazioni
A Parigi scoppiarono rivolte per il pane, saccheggi, e la decisione del re di utilizzare l’esercito e licenziare il ministro Necker amaro dai cittadini come risposta portò aria di colpo di stato.
Presa della Bastiglia
A Parigi si iniziarono a formare bande armate di popolani, che svaligiarono botteghe di armaioli e un ricovero per soldati, per rubare le armi, finché non giunse la notizia della ricca armeria della Bastiglia, che portò al suo assalto il 14 luglio 1789, dove venne demolita e divenne simbolo della rivoluzione.
Salvataggio dell’Assemblea costituente
Il popolo parigino divenne protagonista e si alleò con l’assemblea costituente, obbligando il re a richiamare l’esercito e a richiamare Necker. In tutte le città le autorità comunali furono sostituite da organismi municipali, nacquero gruppi armati volontari le “guardie nazionali” atte a difendere l’assemblea, a capo di cui vi era La Fayette.
Decreti di agosto
Il 4 agosto 1789, secondo i decreti di Agosto, vennero aboliti i diritti feudali dall’assemblea costituente, di modo da romperne l’antico regime, cancellati i privilegi fiscali, soppressa la venalità delle cariche e confermata l’ uguaglianza dei cittadini.

L’abolizione al regime feudale portò, il 26 agosto 1789, la nascita della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, da cui nasce “libertè, legalitè, fraternitè” di ogni individuo ed una nuova concezione di regime: il re non era re per grazia di Dio, ma per la legge costituzionale, diventando così anch’egli funzionario della nazione.
Giornate di ottobre
• Il re si rifiutò di firmare la dichiarazione, mentre il partito nazionale si trasferì a Parigi dove le fa fame del popolo stava creando tensioni. Il 5 ottobre 1789 un corteo di 2000 donne parigine marciò per l’assenza di pane fino al consiglio municipale di Parigi. Furono però incoraggiate ad andare a far protesta direttamente all’assemblea costituente, dove il corteo giunse triplicato. Davanti alla sommossa il re promise nuovi approvvigionamenti e firmò la dichiarazione. Il re fu poi costretto a trasferirsi a Parigi, nel palazzo delle Tuileries, divenendo ostaggio del popolo.

• La ferocia del popolo divise le idee dei “patrioti” del partito nazionale: alcuni volevano frenare la rivoluzione, altri no poiché aspiravano ad altri cambiamenti.
Assegnati
• In seguito alla stesura della costituzione, il primo compito francese fu quello del risanamento delle finanze. I decreti di agosto sancirono l’uguaglianza fiscale di ogni cittadino, ma lo stato continuava ad aver bisogno di soldi: si decise di confiscare i beni della chiesa vendendoli all’asta, divennero così gli “Assegnati”, ovvero pegno utilizzabile per riempire le casse dello stato.
Costituzione civile del clero
• Nel luglio 1790 venne approvata la Costituzione civile del clero, dove gli ecclesiastici divennero funzionari dello stato stipendiati, e le diocesi vennero ridotte a 83 come i dipartimenti.
Gli ecclesiastici sarebbero poi nominati dalle assemblee di dipartimento per poi dover giurare fedeltà alla nazione. Le spese di culto spettano allo stato
• Nel dicembre 1789 la libertà di culto era stata concessa ai protestanti. Ma con la costituzione civile del clero la libertà della chiesa fu violata: Il pontefice non faceva più le nomine dei vescovi, erano addirittura i laici a farle. Prima che il papa condannasse il provvedimento la chiesa si spaccò in costituzionali, che giurarono, e refrattari, che non.
Divisione amministrativo-giudiziaria
Nel gennaio 1790 ci fu una nuova divisione politica del regno: ci si separò dalla monarchia e dal mosaico fatto di province ecc creando 83 dipartimenti, con il nome di elementi geografici, divisi in cantoni, a loro volta divisi in municipalità. Ogni amministrazione è affidata a 2 consigli: 1 legislativo e l’altro esecutivo. Vennero aboliti i parlamenti e creati i tribunali.
Riforme economiche
Nell’economia: furono abolite le dogane interne, i privilegi delle corporazioni monopolistiche e delle compagnie di mestiere. Fu creato un nuovo sistema di misure e pesi e furono poste le recinzioni alle terre. Venne incoraggiata la iniziativa privata di contadini e borghesi e nel 1790 fu emanato un decreto che cancellò i privilegi feudali, come le corvèes, ma che manteneva il rapporto signore- contadino sulle terre.
Diritti civili e politici
Una parte dei deputati dell’assemblea riteneva che i diritti presenti nella dichiarazione dovessero essere estesi a tutti i cittadini maschi (le donne erano già escluse). I cittadini nel 1790 vengono

divisi in passivi e attivi: ai primi (che non superavano una certa soglia del reddito), vennero riconosciuti i diritti civili, ma non politici, riservati ai cittadini attivi (che pagavano le imposte equivalenti a 3 giornate di lavoro ). solo 1/6 dei francesi quindi partecipava alla vita politica, tra questi inoltre solo chi pagava imposte pari a 10 giornate di lavoro potevano diventare deputati dell’assemblea legislativa, quindi il numero si restrinse ancor di più.
Divisione dei poteri
La Francia divenne così una monarchia costituzionale:
- il re conservò il potere esecutivo, comando degli eserciti, politica estera e nomina dei ministri. Aveva inoltre un diritto di veto sospensivo, il quale però poteva essere annullato dai deputati
- il potere legislativo fu dato ad un’ Assemblea di 1 sola camera eletta ogni 2 anni
- i magistrati ottennero il potere giudiziaeio
Club e stampa rivoluzionaria
Nel paese sorsero associazioni, circoli e club in cui si discuteva di politica.I gruppi erano divisi a seconda del pensiero politico. Idee radicali si riunivano attorno ai Giacobini (tra cui vi erano Brissot e Robespierre), da qui si separò poi una parte più radicale, i Girondini (tra cui vi erano Marat e Danton). Gli obiettivi dei club erano esporre le proprie idee di propaganda attraverso la libertà di stampa.
In assemblea alla destra sedevano coloro fedeli al Re, alla sinistra coloro fedeli alla costituzione, all’estrema sinistra i giacobini altamente democratici.
Tensioni
• La condanna della costituzione civile del clero portò all’occupazione di Avignone, portando alla nascita dell’idea che la religione cattolica fosse minacciata.
• la crisi agricola era irrisolta
• si creò una forte inflazione sugli assegnati a causa dell’avvento del corso forzoso (nessuno
poteva più rifiutarli in pagamento).
• la moneta d’oro e d’argento scomparve
• timore di una cospirazione di vendetta per i cambiamenti avvenuti
• vi era sempre di più una crisi politica data dalla separazione tra patrioti e Giacobini.
• Giacobini e Cordiglieri aspiravano a nuovi diritti politici.
Tentativo di fuga
• Mirabeu cercò di far notare che la nuova situazione cancellò alcuni nemici della corona e in gran parte il governo era ancora monarchico, ma lo sfregio della sua autorità lo portò alla fuga con la famiglia il 21 giugno 1791, attraverso l’appoggio dell’imperatore d’Austria, fratello della moglie. I fuggitivi furono però bloccati a Varennes per poi essere riaccompagnati a Parigi.
• Il tentativo di fuga portò alla nascita di idee secondo cui senza il re si sarebbe stati meglio: favorevoli alla repubblica erano Giacobini e Cordiglieri, assecondati dai sanculotti, gruppo di lavoratori, secondo il quale il popolo doveva essere sovrano
Massacro del campo di Marte
il 17 Luglio 1791, guidati dai sanculotti, una folla di parigini iniziò una manifestazione contro il re e la monarchia nel Campo di Marte. Fu ordinato però a La Fayette di far fuoco e vennero uccise più o meno 50 persone. Ciò portò alla rottura tra il popolo e il gruppo moderato dell’assemblea, e tra giacobini che si divisero in Giacobini democratici e Foglianti guidati da La Fayette, favorevoli alla monarchia.
Costituzione
Il 3 settembre 1791 nacque la nuova costituzione, a cui Luigi XVI fece giuramento diventando una monarchia costituzionale a tutti gli effetti. L’assemblea costituente fu sciolta e si tennero nuove elezioni per quella legislativa, che avrebbe dovuto emanare le leggi.
I membri della nuova assemblea erano: 264 di destra (foglianti), 136 di sinistra (giacobini e cordiglieri) e 354 deputati di centro.
Girondini
Tra giacobini ci fu una nuova scissione: capitanati da Brissot nacquero i girondini, che condividevano le stesse idee ma avevano più legame con i ricchi mercanti che con i sanculotti.
Guerra all’Austria
Austria e Prussia avevano già concordato di attaccare la Francia se il re non fosse stato reintegrato. Quando salì al potere Francesco II in Austria, lo scontro era alle porte e si aprì il 20 aprile 1792, quando Francia dichiarò guerra all’Austria.
- a sostenere gli austriaci vi erano i controrivoluzionari e Luigi XVI, favorevoli all’antico regime che
sarebbe rinato
- contro: giacobini e girondini che sapevano che dalla vittoria sarebbero arrivate numerose risorse
economiche.
- Contro il conflitto vi era solo Robespierre, che aveva paura di perdere tutto ciò che si era creato
Avanzata degli austro-prussiani
• La guerra cominciò molto male per la Francia, di cui l’esercito risultava organizzato e alcuni rifiutarono lo scontro. Gli austro-prussiani cominciarono quindi la marcia verso Parigi e il re non fece nulla, iniziando così ad essere considerato principale causa della rivoluzione.
• Ai primi di luglio giunsero i federati, corpi armati francesi, che furono subito affiancati da tutto il popolo parigino. Il 10 agosto 1792 una folla di sanculotti assalì il palazzo delle Tuileries, costringendo il re a rifugiarsi all’assemblea legislativa.
La comune e convenzione
Vista la situazione, la monarchia costituzionale fu sospesa e nacque La comune, un consiglio provvisorio. Anche l’assemblea legislativa si sciolse e fu creata la Convenzione. Vi fu il suffragio universale maschile e i sanculotti presero la guida della rivoluzione. Tutte queste divisioni portarono ad un indebolimento statale dove la paura era protagonista, che portò alla creazione di tribunali speciali e comitati di vigilanza, dove venivano arrestati anche coloro solamente sospettati violando anche i diritti dell’uomo precedenti.
Massacri di settembre
I nemici eran ormai alle porte di Parigi, e nacque l’idea di un complotto rivoluzionari che sarebbe partito dalle carceri dove erano rinchiusi molti sospettati. La soluzione non era altro che l’eliminazione fisica di essi: il 2 settembre 1792 migliaia di prigionieri furono uccisi per 5 giorni. A questo massacro si opposero i girondini, che iniziarono a diventare nemici di Parigi mentre i giacobini erano oramai gli unici fedeli alla patria.
Trionfo francese
il 20 settembre 1792 la Francia trionfò a Valmy con un esercito molto più debole rispetto a quello austriaco. Vennero poi conquistate più tardi Nizza, la Savoia e Belgio.
il giorno seguente fu proclamata la Repubblica, votata dalla Convenzione, nuova assemblea.
Divisioni nella Convenzione
i deputati della conversione erano divisi in: montagnardi (tra cui robespierre,danton e Marat) e girondini (sinistra) e dalla Pianura. Le 2 fazioni di sinistra, purché condividessero la stessa idea politica, erano in continuo scontro: i girondini avevano meno legami con Parigi. A dividerli fu la sorte del re:
- per parte dei giacobini doveva esser giustiziato senza processo (per evitare che tramasse ancora)
- secondo altri giustiziato con regolare processo
- secondo i girondini doveva esser risparmiato per la pace con le potenze straniere
Il 20 novembre 1792 fu scoperto un armadio nel palazzo del re con carte che testimoniavano i suoi pensieri antirivoluzionari, e fu deciso che sarebbe stato processato dalla convenzione.
In un ultimo tentativo di salvargli la vita i girondini proposero che l’ultima parola l’avessero i cittadini, ma la richiesta fu respinta e il 20 gennaio del 1793 fu giustiziato con la Ghigliottina.
Missione rivoluzionaria
Le potenze europee di fronte alla morte di Luigi XVI si armarono di sdegno tanto da portare la Francia a temere un loro attacco imminente. Fu per questo che il 1o Febbraio 1793 la Francia attaccò Olanda, Inghilterra ed in seguito Spagna e gli stati italiani. L’obiettivo della guerra era portare la nuova costituzione francese fondata sulla libertà anche all’estero, riconquistando gli antichi confini francesi (alpi, reno, pirenei ecc.).
Prima coalizione antifrancese
Di fronte alla guerra, l’Inghilterra organizzò la 1a coalizione antifrancese con Austria, Prussia, Portogallo, Spagna, regno di Napoli e di Sardegna. L’esercito francese fu così colto di sorpresa nelle fiandre e costretto alla ritirata; la guerra iniziò di nuovo a svolgersi in suolo francese. Dumouriez pensò di marciare su Parigi per ristabilire la monarchia, ma nessuno lo sostenne, e finì così per fuggire ed allearsi con i nemici. Il suo tradimento distrusse la fiducia nei girondini.
Rivolta della Vandea
L’esercito patriottico della battaglia di Valmy non vi era più, si organizzò così una leva obbligatoria in cui il numero da raggiungere era di 300.000 soldati. ogni dipartimento avrebbe dovuto fornire uomini in proporzione alla popolazione, ma i contadini della Vandea, regione povera e antirivoluzionaria, si rifiutarono di lasciare i campi. Iniziarono quindi guerre civili a parte dei controrivoluzionari.
Protesta degli Arrabbiati
La convenzione decise inoltre, per bilanciare le spese di guerra, di iniziare una nuova emissione degli assegnati. le difficoltà economiche che si crearono, a detta dei sanculotti, erano opera degli antirivoluzionari. Molti di questi sanculotti si riunirono poi negli “arrabbiati”
Provvedimenti
le tensioni interne portarono alla nascita di una grande parte contro i girondini nella Convenzione, la quale prese alcuni provvedimenti:
1) emigrati banditi dal paese
2) creato il tribunale rivoluzionario contro i controrivoluzionari.
3) creati i comitati rivoluzionari di vigilanza per controllare la situazione.
4) creato il comitato di salute pubblica, organo esecutivo, composto da 9 membri.
5) fu dato un prezzo massimo per i cereali e la farina e un decreto conto gli accaparratori
Misure queste che ai girondini non piacquero.
Cadono i girondini a Parigi
il 2 Giugno il popolo chiese la cacciata dei girondini, ciò non accadde ma molti furono arrestati: i girondini a Parigi caddero. Si rinforzarono però nelle altre regioni, tant’è che a Marsiglia e Lione furono cacciati i Giacobini. Nacque così una nuova guerra civile.
Costituzione del 1793
il 24 Giugno i montagnardi approvarono una nuova costituzione, analoga alla prima ma con:
1) diritto al lavoro, all’assistenza, all’istruzione, alla resistenza e all’insurrezione.
2) suffragio universale maschile che eleggeva un’unica assemblea ogni anno
3) l’assemblea eleggeva 24 membri del consiglio esecutivo
4) referendum popolare per l’approvazione della costituzione
Comitato di salute pubblica e di sicurezza
Il comitato di salute pubblica fu rafforzato da 9 a 12 membri e affiancato da quello di sicurezza generale: il primo si occupava di politica e milizia, l’altro di polizia. Dopo Danton vi entrò a far parte Robespierre per 1 anno.
Robespierre:
1. abolì i canoni signorili e diritti feudali
2. vendette le terre degli emigrati
3. diede un maximum generale ai prezzi e agli stipendi
4. leva militare obbligatoria
5. abolizione della schiavitù di modo da alleare gli schiavi contro l’Inghilterra.
Minacce controrivoluzionarie
Il 13 luglio Marat venne assassinato da Charlotte Corday, aristocratica che si vendicò per la condanna del re.
i monarchi di colone intanto avevano consegnato la città in mano agli inglesi e fu così votata una legge dei sospetti che affermava che chiunque non avesse fatto nulla per la rivoluzione era processabile.
Il terrore
Si aprì così la fase del terrore:
1) arresti senza imputazione.
2) condannati a morte tutti gli oppositorni, tra cui la regina maria antonietta e il girondino Brissot. 3) Soppresse le rivolte nelle città ribelli come Lione, Tolone e la Vandea che subirono molti morti. 4) limitato il potere degli arrabbiati, riportato sotto comitato di salute pubblica, e dei club femminili che vennero cancellati
• Nell’inverno 1973 vennero respinti gli eserciti della prima coalizione.
Eliminazione degli indulgenti
nacquero 2 correnti di pensiero contrarie a Robespierre:
1) gli Indulgenti: sostenuti da Danton secondo cui andava frenata la crudeltà del comitato di
salute pubblica
2) gli hebertisti: sostenuti da Hebert dei cordiglieri che accusavano Robespierre di essere
addormentatore della rivoluzione.
Tutti questi furono condannati a morte.
Grande terrore
nel giugno-luglio 1794 si aprì il grande terrore: l’unico sentenza era la pena di morte e tutti gli avversari politici furono uccisi. Niente più re, niente più religione ecc.
Colpo di stato - 9 termidoro
Il 27 luglio 1794, 9 termidoro per l’antico calendario, una congiura all’interno del comitato portò alla condanna di Robespierre, Saint Just e Couthon, che il giorno dopo furono ghigliottinati
Smantellamento dei giacobini
Il nuovo gruppo dirigente, i termidoriani (coloro che fecero il colpo di stato), smantellarono tutto ciò attuato da Robespierre, cancellando comitato di salute pubblica, tribunale rivoluzionario e chiudendo il club dei giacobini, mentre i girondini tornarono nella convenzione.
Terrore bianco
favorita fu la ripresa delle forze realiste, che alla fine del 1794 iniziarono una caccia ai sanculotti e ai giacobini dando vita al terrore bianco, chiamato così per il colore della bandiera borbonica
rivolte interne
il ritorno al liberismo portò anche al ritorno di una crisi economica: fu sospeso il maximum e ciò portò a diverse volte nella primavera del 1795 che furono represse dall’esercito.
Sembrava inoltre imminente il ritorno alla monarchia con Luigi XVIII ma il tentativo di una alleanza con gli inglese finì con il fallimento.
Costituzione del 1795
La costituzione del ’93 non entrò mai in vigore e ne venne emanata una nuova il 22 agosto 1795, integrata da una dichiarazione dei doveri:
- valore delle proprietà
- uguaglianza (non necessariamente politica)
- diritto di voto limitato ai francesi che pagavano le imposte dirette
- potere esecutivo affidato ad un direttorio di 5 membri, aventi poteri quasi come quelli del
sovrano
- parlamento diviso in 2 camere: Consiglio dei 500, che proponevano le leggi e i candidati del
direttorio, e consiglio degli anziani, che votavano le leggi ed eleggevano i candidati del direttorio.
Insurrezione realista
I termidoriani, per evitare che prevalsero i realisti, stilarono il decreto dei 2/3 dove gli elettori erano obbligati a scegliere 2/3 dei nuovi Deputati del parlamento tra i membri della convenzione uscente. Di fronte a questa legge i realisti attuarono un colpo di stato che fu represso dai termidoriani capitanati da Barras e da alcuni generali tra cui Napoleone Bonaparte.
Nonostante ciò la monarchia si stava rigenerando ma i deputati riuscirono ad eleggere 5 deputati contrari ad essa nel direttorio, fra cui Barras.
Congiura degli eguali
Tornarono poi protagonisti i giacobini, in seguito all’aiuto contro i realisti, i quali ebbero libertà di stampa per esporre le proprie idee. Babeuf propose poi una società senza proprietà privata, ma nessuno lo sostenne. Tentò allora una congiura insieme ad ex membri della convenzione e a Filippo Buonarroti, ma fu fermato e condannato a morte.

Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email