Video appunto: Dalla Rivoluzione francese al Direttorio

Rivoluzione francese



(1789)

Prima della Rivoluzione



La nazione era divisa in tre grosse classi sociali;
1) Clero (1° stato).
2) Nobiltà (2° stato).
3) Il resto dei cittadini (3°stato).
La Francia era ancora sotto quello che viene chiamato ancien regime, ovvero quel sistema che prevede che il sovrano governi in maniera assolutistica, e clero e nobiltà godano di enormi privilegi (strascico della tradizione feudale del medioevo).
Uno tra tutti era l’esenzione dal pagamento di tasse, ciò comportava che tutti i tributi ricadessero sul terzo stato.


La situazione politica



-RE (Luigi XVI): poteri assoluti.
-Parlamento: esclusivamente a carattere consultivo, privo di poteri.
-Stati generali: assemblea convocata solo in caso di emergenza dal Re e formata da rappresentanti dei tre stati.

Il grande problema degli Stati Generali è che le tre classi NON sono ripartite per numero di perone rappresentate, ma sono divise in tre parti uguali, con la conseguenza che nobili e clero votavano sempre a loro favore, impedendo al terzo stato di essere giustamente rappresentato.

La Francia giunge ad un livello critico, e il Re, bisognoso di soldi (guerre inutili, carestia, spese folli di corte), convoca gli stati generali.
Ognuna delle parti in causa si presenterà con scopi diversi:
1) Re: ottenere più soldi tassando Nobili e Clero.
2) 1° e 2° stato: incolpare il Re della crisi, ridurgli i poteri e darli al parlamento.
3) 3° stato: cambiare il modo di votare agli stati generali, predisponendo un sistema di voto nominale e non più per gruppo di appartenenza.
Tuttavia, dopo diverso tempo in situazione di stallo (dovuta ai diversi interessi), il Re decide di sciogliere l’assemblea, e il terzo stato, decide di creare usa sua personale assemblea. PRIMO ATTO DI RIVOLTA.

Passerà alla storia il luogo di riunione di questa assemblea, ovvero la stanza della pallacorda.
Qui verrà proclamata l’Assemblea Nazionale Costituente (da ora abbreviata con ANC), dove i rivoluzionari redigeranno la costituzione, affiancati anche da alcuni nobili contrari al vecchio sistema.

La costituzione (assieme ad altri provvedimenti) verranno presentati al re, poiché nessuno voleva la caduta della monarchia, ma solo renderla una monarchia parlamentare su modello di quella inglese.

Il re non coglierà il cambiamento della storia e compirà quattro gravi errori:
1) Manda l’esercito a circondare l’ANC.
2) Il Re rifiuterà di firmare la costituzione e i provvedimenti.
3) Una notte tenterà di fuggire all’estero con la famiglia ma verrà riconosciuto e ricondotto a palazzo.
4) Segretamente spalleggiava coloro che resero fallimentare la guerra.

14 luglio 1789: il popolo insorto darà l’assalto alla Bastiglia (prigione dei dissidenti politici) come atto simbolico.

Provvedimenti dell’ANC



1) Abolizione della feudalità: i contadini nei campi si ribellano prendendo d’assalto le dimore dei signori e bruciando i documenti che garantivano privilegi alle famiglie nobiliari. (momento chiamato “la grande paura”).
2) Pubblicata la “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” (che escludeva comunque dalle votazioni le donne e i poveri).
3) Il clero viene riformato (“Riforma civile del clero”) tutte le terre del clero vengono requisite dallo stato, inoltre preti e vescovi diventano “dipendenti statali”, stipendiati direttamente dalla Francia e non più dal Papa.

L’ANC è divisa in due partiti:
-Giacobini/radicali.
-Moderati.

Quando il Re viene scoperto durante la sua fuga, viene accusato di tradimento, ma l’assemblea (che voleva la monarchia) proteggerà il sovrano.

Intanto, sul piano estero, Austria e Prussia (anch’esse monarchie assolute), spaventate dalla rivoluzione dei francesi, attaccheranno la Francia nel tentativo di spegnere la rivoluzione.
Anche Luigi vuole la guerra, ma farà di tutto per perderla (vedi: errore 4 del Re) complottando con la Prussia nella speranza di riprendere il potere assoluto.
L’assemblea prende di buon grado la guerra, usandola come dimostrazione di solidità e capacità di governo.

Tuttavia la maggior parte dei generali e ufficiali francesi sono di origine nobiliare, e complotteranno con il Re per far perdere la guerra.
L’ANC scopre il tradimento.
Per pochi voti vincerà la mozione che metterà a morte Luigi XVI e tutta la sua famiglia (ghigliottina).

Subito dopo la morte del re, l’ala radicale dell’ANC ottiene la maggioranza e Robespierre sarà a capo della nazione.
Il periodo sotto il suo potere è noto come “periodo del terrore”, poiché tutti coloro che non sostenevano il suo governo, venivano etichettati come oppositori e condannati a morte, talvolta senza un equo processo.

Sarà l’ala moderata a porre fine a questo regno di terrore, catturando e ghigliottinando Robespierre.
Subentra il DIRETTORIO, un’oligarchia di membri dell’ala moderata.
La guerra con Austria e Prussia continua.