Genius 24328 punti

Reazioni del protestantesimo


All'inizio del suo governo Clemente VII riprese la politica religiosa avviata da Leone x alla dieta di Worms nella quale era stato pubblicato l'editto contro Martin Lutero (rappresentato come un mostro a sette teste, da dottore a Barabba, durante la propaganda cattolica tedesca), e perseguita senza risultati anche da Adriano VI alla dieta di Norimberga negli anni 1522 e 1523.
A differenza dei suoi predecessori Clemente VII tentò di rendersi conto della situazione tedesca valendosi di persone esperte e fidate, tra le quali in primo luogo l'arcivescovo Girolamo Aleandro, e inviò in Germania non un semplice nunzio, ma un legato a latere con istruzioni segrete, che fu il cardinale Lorenzo Campegio, convinto sostenitore della riforma ecclesiastica, con giurisdizione anche in Polonia, in Boemia e in Ungheria e con l'incarico di occuparsi della questione turca per ottenere aiuti per l'Ungheria dagli Stati rappresentati nella dieta.
Il 17 marzo del 1524 Campegio parlò alla dieta di Norimberga con tono conciliante, il suo intervento fu apprezzato ma non ebbe successo.
Dopo una sosta di circa tre anni dovuta al conflitto con Carlo v e al Sacco,
l'attività della Santa Sede riprese dopo la pace di Barcellona e gli incontri di Bologna con la stipulazione di un accordo tra papato e impero sulla politica da tenere nei confronti dei protestanti.
Ai progressi del protestantesimo in Germania si aggiunse, per la Chiesa, anche la perdita degli Stati scandinavi, nei quali re Federico I di Danimarca e Gustavo I Vasa di Svezia per fini politici imposero con la forza la fede luterana ai loro popoli, e di gran parte della Svizzera, dove la vittoria riportata nel 1531 dai cattolici nel cantone di Zurigo con la battaglia di Kappel non impedì che l'eresia calvinista si radicasse e si diffondesse. In Inghilterra Enrico VIII Tudor, autore del trattatello teologico contro Lutero che gli guadagnò il titolo di Defensor Fidei, fin dal 1524 chiese ripetutamente l'annullamento del matrimonio con Caterina d'Aragona, zia di Carlo v, per sposare la dama di corte Anna Boleyn inviando suoi rappresentanti al papa anche in Castel Sant'Angelo durante il Sacco, a Orvieto e a Viterbo e ottenendo però soltanto risposte cautamente vaghe.
Nel 1533 ottenuta l'acquiescenza del clero inglese, il re fece annullare il suo matrimonio e sposò la Boleyn e nel 1534 rispose alla bolla papale di scomunica facendo votare dal Parlamento l'Atto di supremazia che poneva le basi della scismatica chiesa anglicana.
Hai bisogno di aiuto in Storia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email