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Le guerre d’Italia

Alla fine del XV secolo, mentre in Europa si stavano consolidando le grandi monarchie nazionali, l’Italia rimaneva frammentata in tutta una serie di piccoli stati. Finché era in vita Lorenzo il Magnifico, l’equilibrio non fu modificato; a questo proposito va ricordato che Lorenzo il Magnifico è stato chiamato “l’ago della bilancia della politica italiana”. Alla sua morte la situazione cambiò.
La prima causa della rottura dell’equilibrio è la salita al trono pontificio di Alessandro VI Borgia. Il suo desiderio di favorire con un nepotismo sfrenato i proprio parenti, provocò le ambizioni dei cinque principali stati della penisola: Ducato di Milano, Repubblica di Venezia, signoria di Firenze, Stato pontificio e Regno di Napoli. Infatti quando Carlo VIII, re di Francia, accampando dei diritti ereditari sul Regno di Napoli, nessun stato italiano si oppose, eccetto Firenze (dove i Medici furono cacciati e fu proclamata la Repubblica) , anzi qualcuno arrivò perfino a favorire il progetto francese, come Ludovico il Moro. Alla fine, gli stati italiani, considerando che la presenza di uno straniero sarebbe stata più nociva di un governo aragonese a Napoli, decisero di costituire una lega antifrancese a cui si unirono l’Impero Asburgico e la Spagna. Carlo VIII, temendo di restare intrappolato, decise di ritornare in Francia e nel 1495, l’esercito della Lega cercò di fermarlo inutilmente a Fornovo.
Tre anni dopo, il nuovo re di Francia, Luigi XII, accampò delle pretese dinastiche sul ducato di Milano, in qualità di erede di una Visconti e strinse un’alleanza con la Repubblica di Venezia, che voleva approfittare della situazione per estendere la propria supremazia sull’Italia centro-settentrionale. Nella guerra, Ludovico il Moro fu fatto prigioniero e condotto in Francia. In base ad un accordo fra Spagna ed Italia, l’Italia Meridionale restava sotto la dominazione spagnola e il ducato di Milano sotto quella francese.
La guerra riprese con il papa Giulio II che voleva consolidare il potere temporale della Chiesa e bloccare i progetti espansionistici di Venezia. E’ così che si fece promotore della Lega di Cambrai (1508) comprendente Spagna, Francia, Impero asburgico e il Papato. Venezia fu sconfitta nel 1509 nella battaglia di Agnadello. Tuttavia, con molta abilità diplomatica, i Veneziani riuscirono ad evitare il peggio, attuando un rovesciamento delle alleanza in direzione antifrancese. Infatti il Papa Giulio si fece promotore di una seconda Lega, la Lega santa, che, contro i Francesi, comprendeva Spagna, Impero Asburgico, Inghilterra, Confederazione svizzera e la stessa Venezia. Questa volta la Francia fu sconfitta: gli Sforza ritornarono a Milano ed i Medici a Firenze.
Ma il nuovo re francese, Francesco I non si dette per vinto e non si rassegnò alla perdita del Ducato di Milano. Dopo una nuova guerra di conquista, nel 1516, la Francia e la Spagna siglarono un accordo: la Francia ottenne definitivamente la Lombardia e la Spagna ebbe il Regno di Napoli.
Intanto nello stesso anno, saliva al trono di Spagna Carlo di Asburgo che a seguito di una complessa eredità, più tardi cinse anche la corona dell’Impero Asburgico, col nome di Carlo V, concentrando così nelle sue mani un immenso territorio che si estendeva fino alle colonie spagnole del Sud- America. Il suo progetto era di ristabilire una monarchia universale di stampo medioevale, ma non si rese conto che ormai i tempi erano cambiati e che si stavano formando gli stati nazionali. La Francia si sentì allora accerchiata dai possedimenti di Carlo V, mentre quest’ultimo era interessato a dominare la pianura Padana, cacciando i Francesi, per collegarsi direttamente con i possedimenti spagnoli in Italia. E’ così che l’Italia diventò nuovamente un terreno di battaglia. Francesco I, sconfitto a Pavia, nel 1525, fu fatto prigioniero e trasferito in Spagna. Con il trattato di Madrid dell’anno successivo, Milano passavano a Carlo V.
Tornato in libertà, Francesco I non si dette per vinto e strinse intorno a lui un’alleanza di tutti gli stati italiani, Papa compreso, per ostacolare Carlo V: la lega di Cambrai. Durante la guerra, l’esercito imperiale sconfisse i Francesi e i loro alleati ed i lanzichenecchi, soldati mercenari a servizio di Carlo V, nel 1527, sottoposero Roma ad un tremendo saccheggio, costringendo il papa Clemente VII a rifugiarsi nel Castel Sant’Angelo, dove rimase assediato per due anni. A Cambrai, nel 1529, su stipulato un nuovo accordo fra Francesco I e Carlo V: la Francia riprendeva la Borgogna e Carlo V manteneva il dominio in Italia. Comunque, anche dopo la divisione dell’impero asburgico fra i due figli di Carlo V, la guerra continuò e dopo la sconfitta dei Francesi nella battaglia di Saint-Quentin, nel 1559, si arrivava al trattato di Cateau-Cambrésis: la Spagna manteneva la preponderanza spagnola in Italia e la Francia otteneva Calais, ultimo baluardo inglese in terra francese.
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