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Clemente VII incontra Carlo V a Bologna


Per l' incoronazione e per sistemare gli affari d'Italia, Carlo v scelse Bologna da dove avrebbe potuto intervenire più facilmente nell'inquieta Germania. Da Barcellona con un numeroso seguito per mare raggiunse Genova, dove fu accolto da tre illustri cardinali, e in Toscana trovò un suo esercito forte di 12.000 fanti e 2000 cavalieri con i quali avrebbe potuto muovere contro Venezia che gli era ostile.
Rinunciò all'impresa a causa dei successi riportati dai turchi in Ungheria e proseguì per Bologna dove fece il suo solenne ingresso il 5 novembre, e per correndo le vie splendidamente addobbate raggiunse la cattedrale di San Petronio dove lo aspettava il pontefice che era giunto alcuni giorni prima. Mentre suonavano le campane, rombavano i cannoni e rullavano i tamburi, Carlo v si inginocchiò davanti allo sconfitto Clemente VII al quale baciò il piede, la mano e il volto. Nei giorni successivi furono perfezionati gli accordi di Barcellona e di Cambrai con la partecipazione di altri principi italiani.
Fu conclusa la pace con la Repubblica veneta che restituì al papa Cervia e Ravenna ma l'assegnazione di Modena e di Reggio Emilia rimase in sospeso rimettendo ogni decisione a un futuro lodo imperiale.
Questo fu emesso l'anno successivo e favorì Alfonso I d'Este, che conservò Ferrara come feudo della Chiesa e Modena e Reggio come feudo dell'impero. Il 23 dicembre fu stipulata una «lega perpetua» tra il papa, l'imperatore, Ferdinando 1, re di Boemia e d'Ungheria, Venezia, Milano e altri principati italiani.
A Bologna fu doppia l'incoronazione di Carlo v d'Asburgo, re di Spagna e imperatore tedesco dal 1520. Il 22 febbraio 1530 dal papa ricevette nella cappella del palazzo pubblico bolognese la corona ferrea d'Italia fatta venire da Monza e il 24 febbraio in San Petronio l'aurea corona di imperatore del Sacro romano impero.
Per la seconda cerimonia nella cattedrale bolognese per simulare la basilica vaticana furono erette cappelle provvisorie e perfino fu installata una Rota Porphyretica, il grande tondo di porfido sopra il quale era stato incoronato Carlo Magno, cosicché, tranne la sede, tutto si svolse nel più rigoroso rispetto della tra dizione. Nella piazza davanti a San Petronio un alto ponte in legno collegava il palazzo pubblico, nel quale erano ospitati il papa e l'imperatore, con la cattedrale e il servizio d'onore era disimpegnato da 400 Lanzichenecchi mentre 2000 soldati con dieci cannoni erano schierati nella piazza. Dopo la lunga cerimonia Clemente VII e Carlo v alla testa di un imponente corteo attraversarono sotto il medesimo baldacchino la città.
Il fasto delle cerimonie di Bologna fu profondamente in contrasto con la squallida condizione di Roma che, ancora prostrata dai terribili eventi, il 12 apri le accolse al suo ritorno il papa con organizzato entusiasmo. Il 7 ottobre al le sventure della città si aggiunse una disastrosa inondazione del Tevere che secondo le cronache, provocò il crollo di 600 case e gravi danni a ponte Si sto, e ricomparve la minaccia della peste.
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