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Carlo VIII e le guerre d’Italia

1494 → è un periodo dominato dalle ingerenze straniere nella penisola italiana: l’Italia era spezzettata in ducati (Milano, Savoia, Mantova, Modena e Ferrara), marchesati, repubbliche (Venezia, Genova, Lucca, Siena) e poi c’erano il regno di Napoli e lo stato della chiesa → proprio questa frammentazione la rende facile terra di conquista.

La monarchia francese rappresentata da Carlo VIII aveva intorno a sé regni molto forti: i regni spagnoli, il Sacro Romano Impero e l’Inghilterra. Per questo si rivolge all’Italia per allargare i suoi domini e rafforzare il suo potere: l’obiettivo principale era il Regno di Napoli (sul quale il re rivendicava i suoi diritti perché discendente dagli Angiò → dinastia che aveva governato quei territori dal 1266 al 1442, poi sono subentrati gli Aragonesi).

Principale alleato di Carlo VIII fu Ludovico Sforza “Il Moro”, che governava Milano.

La spedizione di Carlo VIII in Italia dà avvio a un ventennio di guerre ininterrotte → la superiorità militare dei francesi era evidente e le principali città italiane aprirono loro le porte: i primi furono i Medici (di Piero de’ Medici), che per la loro arrendevolezza ai francesi vengono cacciati dalla città, dive nasceva una Repubblica sotto la guida di Gerolamo Savonarola.

A Roma, papa Alessandro VI Borgia non oppose molta resistenza e lasciò passare i francesi fino a Napoli, dove Alfonso d’Aragona abdicava e il figlio Ferrandino fuggiva.

La lega italica → si viene a creare ampio fronte tra gli stati italiani facente capo a Venezia e al pontefice, per isolare i francesi con l'aiuto degli spagnoli → il 6 luglio 1495 Carlo VIII a Fornovo trova la strada sbarrata e deve tornare in Francia.
A Napoli viene restaurata la dinastia aragonese.

Dopo la morte improvvisa di Carlo VIII nel suo castello di Amboise, il suo successore Luigi XII ritenta la conquista → nel settembre 1499 i francesi entrano a Milano (Ludovico il Moro fugge in Austria).

Luigi XII riesce a conquistarsi anche il favore del pontefice concedendo al figlio di questi, Cesare Borgia, la mano di una principessa francese e il titolo di “Duca di Valentinois”, da cui poi gli deriverà il soprannome di “Valentino”. Costui, nel frattempo, agendo con spregiudicatezza spesso fraudolenta (e che sarà invece lodato da Machiavelli come uno dei modelli di “principe nuovo”) dà vita a uno stato personale in Romagna sfruttando l’appoggio dei francesi e rafforzando così anche il dominio del pontefice.

Morto Alessandro VI Borgia subentra Giulio II (anche lui uomo autoritario e bellicoso) → con questa successione termina anche il potere di Cesare Borgia, che morirà di morte violenta;
→ Giulio II è ricordato anche come protettore delle arti e per aver commissionato i lavori della Cappella Sistina a Michelangelo e le Stanze Vaticane a Raffaello.
→ si vengono a creare due leghe:
-la lega di Cambrai (1508) = in funzione anti-veneta e formata dall’Impero, i francesi, gli spagnoli e alleati minori;
-la lega santa (1511) = per l’estromissione dei “barbari”. Era formata dalla Spagna + gli stati italiani (anche Venezia).

Le guerre d’Italia si concludono con la feroce battaglia di Merignano (oggi Melegnano) del 14 settembre 1515, che vedeva i francesi di Francesco I (successore di Luigi XII) contro gli svizzeri e con il definitivo Trattato di Noyon (o pace di Noyon) del 1516 in cui si stabiliva che i francesi avevano Milano e gli spagnoli Napoli.

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