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Il Trattato di Tordesillas

Quando Cristoforo Colombo tornò dal suo primo viaggio, la Spagna si fece riconoscere dal papa Alessandro VI i diritti su tutti i territori d'Occidente; il riconoscimento avvenne nel 1493 con la bolla Inter coetera. I Portoghesi protestarono e per risolvere il contrasto si stabilì una divisione delle sfere di influenza: l'Oceano Atlantico fu diviso con una linea immaginaria, la raya, fissata a 370 leghe a ovest delle isole Azzorre; le terre a ovest della raya sarebbero state della Spagna, quelle a est del Portogallo. L'accordo tra Spagna e Portogallo venne siglato con il Trattato di Tordesillas (7 giugno 1494) che però, di fatto, non venne mai rispettato. Infatti gli altri Stati europei non avevano nessuna intenzione di concedere alla Spagna e al Portogallo il diritto esclusivo di conquistare colonie e in tutta l'epoca moderna valse solo la forza: lo Stato che raggiungeva un nuovo territorio se ne appropriava.

A partire dalla seconda metà del Cinquecento, Olanda, Inghilterra e Francia si opposero al monopolio iberico: questi Stati sostenevano che i mari e il commercio dovevano essere liberi e per questo effettuavano azioni sistematiche di pirateria e di contrabbando.
Ma non appena acquisirono possedimenti, anche queste potenze si affrettarono a pretendere nelle loro colonie il monopolio del commercio. Di conseguenza, il colonialismo europeo fu sempre caratterizzato dalla completa subordinazione dell'economia delle colonie agli interessi della madrepatria.

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