Genius 13146 punti


Nuovi regni nell’Europa cristiana

Normanni e Ungari non furono gli unici popoli a essere attratti in questo periodo nell’orbita della civiltà cristiana: un fatto di grande portata storica, per esempio, fu anche la conversione degli Slavi. Le popolazioni slave avevano occupato gran parte dei territori abbandonati da quelle germaniche che si erano spostate verso Occidente; già con Carlo Magno però il nuovo Impero (romano e cristiano) aveva iniziato un movimento di espansione in senso contrario, sottomettendo popolazioni germaniche rimaste pagane, come i Sassoni, e incontrando, e scontrandosi con i popoli slavi. Conquista e diffusione del cristianesimo si intrecciarono strettamente, ma a differenza dei Sassoni, le popolazioni slave convertite riuscirono a dar vita a regni autonomi.

A Mieceslao (vissuto dal 920 circa al 992) si deve la cristianizzazione dei Polacchi (nel 966) e l’origine del loro Regno dunque una compagine statale cristiana e cattolica veniva a sorgere nella fascia più orientale d’Europa. Più a Sud, del resto, la Boemia e la Moravia vennero cristianizzate nel corso del IX secolo.

Alla fine del X secolo, dunque, la civilizzazione cristiana latina aveva enormemente dilatato i suoi orizzonti, ben oltre quelli del vecchio classico romano e anche oltre quelli dell’Impero carolingio, spingendosi le sue frontiere fino alla Russia ( che in ogni caso, come gran parte dei Balani, rimaneva terreno d’Espansione della civiltà e della Chiesa bizantine).
Si può dire che la civiltà europea avesse raggiunto, con l’eccezione di gran parte della Spagna ancora musulmana, la sua fisionomia geografica quasi definitiva.


Hai bisogno di aiuto in Storia Medievale?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove