I regni romano-barbarici e l'impero bizantino

Periodo storico: 476-554 d.C.

Il lasso di tempo fra la fine dell'età antica e l'inizio dell'età moderna è un periodo di circa 1000 anni chiamato Medioevo (età di mezzo)
La data di inizio del Medioevo coincide simbolicamente con la caduta dell'Impero Romano d'occidente (476), mentre la fine con la Scoperta dell'America del 1492.
Questo arco temporale di circa 1000 anni è suddiviso in:
Alto Medioevo (dal VI al X secolo)
Basso Medioevo ( dall'XI al XV secolo)
L'idea di Medioevo nacque nel Rinascimento quando la riscoperta del mondo antico portò a considerare questo lunghissimo periodo precedente, come un'epoca di decadenza della civiltà e questa interpretazione negativa dominò fino agli inizi dell'800 quando gli esponenti del Romanticismo rivalutarono i valori del medioevo ossia:

la nascita delle diverse culture nazionali
l'affermarsi della spiritualità cristiana
Inoltre i romantici seppero apprezzare l'arte e la cultura medioevale che in quanto libera dall'influsso dei classici, fu estremamente originale.
Durante il Medioevo si svilupparono fenomeni nuovi come:
l'apporto di nuove popolazioni
il ruolo politico del papato
la nascita delle lingue moderne.
Ma continuarono a svilupparsi anche fenomeni che avevano le loro radici nel mondo antico:
L'affermazione del Cristianesimo come religione prevalente
Il decadimento della vita cittadina a causa della crisi economica
l'impoverimento delle campagne
Questi ultimi due aspetti furono però caratteristici dell'Alto Medioevo perché durante il Basso Medioevo maturarono condizioni di un grande sviluppo economico e culturale

In questo periodo si accentuò il decadimento politico dell'Italia e il suo ruolo come frontiera meridionale e lo spostamento dell'asse politico verso nord, infatti prosperarono la civiltà araba e bizantina. Fu così che si pose fine al ruolo centrale del Mediterraneo.
I territori dell'Europa Occidentale durante l'Alto Medioevo subirono una gravissima crisi demografica e questo causò un regredire della vita cittadina, una incuria di strade, acquedotti, ponti che resero anche molto difficili le comunicazioni.
Le città si contrassero sia perché a causa delle invasioni decisero di difendersi costruendo mura urbane che ne delimitarono i confini , sia perché come abbiamo detto la popolazione diminuì. Interi quartieri si ricoprirono di vegetazione e si trasformarono in pascoli intra moenia (dentro le mura) e vecchi centri abitati assunsero le sembianze di città-fantasma.

L'agricoltura subì un forte regresso e i terreni un tempo coltivati si impaludarono e furono abbandonati a causa della malaria. Ci fu un infittirsi di boschi e foreste abitati da lupi e territorio dei briganti. Molta vita medievale vera e immaginaria trova la sua collocazione del bosco che era luogo mitologico abitato da elfi, gnomi e fate e insieme, indispensabile risorsa economica perché forniva il legno usato per gli attrezzi, le case, per riscaldare e cuocere e forniva il cibo per gli animali da allevamento come le ghiande per i maiali.
Il commercio risentì della decadenza delle vie di comunicazione e della presenza dei briganti e entrò in fase di stagnazione ( ossia di arresto di crescita). Risentì molto anche dell'uso sempre più limitato della moneta e dell'utilizzo del baratto.

A partire dal VII secolo gli Arabi si impadronirono di buona parte delle coste mediterranee rendendo impercorribili le rotte marittime e questo fece insabbiare i porti, distruggere le città portuali e in più i mari si popolarono di pirati per lo più arabi.
L'unico commercio fiorente fu quello delle merci di lusso che provenivano dall'oriente per mezzo dei mercati bizantini.


Il sistema della curtis
Centro della società medioevale fu l'azienda agraria o Curtis. La curtis ers divisa in due parti:
Pars dominica
Pars massaricia
La pars dominica era la “parte del signore”, un latifondista aristocratico o ecclesistico che incaricava un supervisore di controllare il lavoro agricolo svolto dagli schiavi.
La pars massaricia erano i poderi coltivati dai cosiddetti massari eredi degli antichi coloni che non potevano abbandonare il terreno senza il permesso del signore e al quale dovevano versare molti tributi in natura e in denaro. Erano detti anche servi della gleba ( gleba significa zolla)

I massari erano costretti anche a lavorare anche la pars dominica per circa tre giorni la settimana e questo era gravoso per loro che dovevano trascurare i loro terreni.
I piccoli proprietari terrieri furono costretti a cedere la loro terra (allodio) ai latifondisti perché non reggevano gli abusi dei potenti e diventarono così loro stessi dei massari.
La curtis divenne così la cellula dell'organizzazione sociale del tempo e il signore il potente indiscusso.
L'economia fu detta di sussistenza perché a malapena soddisfaceva le esigenze degli agricoltori e le altre attività soprattutto artigianali caddero in disuso. I pochi artigiani producevano solo i manufatti necessari alla comunità che tendeva all'autosufficienza economica.

Il fenomeno della schiavitù, pur continuando ad esistere, cominciò a decadere e la condizione schiavile andò migliorando; questo perché in una economia così chiusa, il lavoro degli schiavi non era più così conveniente, in più la perplessità della chiesa cristiana fece sì che gli schiavi godessero di un trattamento migliore (non si potevano vendere separatamente le coppie sposate, gli schiavi cristiani non potevano essere venduti oltre i confini degli stati cristiani…)
In più cominciarono a lavorare anche in autonomia e a mettere da parte dei guadagni.
Fu una rivoluzione culturale che riabilitò il lavoro manuale fino ad allora considerato umiliante e spinse a cercare nuove soluzioni per rendere più efficiente questo tipo di lavoro.

I regni romano barbarici
Fine del V secolo

I regni del V e VI secolo sono stati definiti romano-barbarici perché all'interno di essi la classe dirigente era barbarica per quello che riguardava l'esercito e il potere politico, e romana per quello che riguardava l'amministrazione dello stato e la vita cittadina.

I romani erano senz'altro più esperti in fatto di amministrazione cittadina, manutenzione e architettura, in più tutta l'organizzazione della chiesa era romana.
Questi furono i regni:
Il regno dei Vandali ( nell'africa settentrionale, Corsica e Sardegna)
Il regno dei Franchi ( nella Gallia centro-settentrionale)
Il regno dei Visigoti (nella Gallia meridionale e in spagna)
Il regno dei Burgundi (nella valle del Rodano)
Il regno degli Svevi (nella spagna nord occidentale)
Il regno degli Ostrogoti (in Italia. Dalmazia e Gallia Meridionale)
La Britannia fu invasa dagli Angli e dai Sassoni e molti Celti emigrarono sulle coste nord occidentali della Francia che venne chiamata appunto Bretagna. I celti d'Irlanda, gli Scoti; attraversarono il mare e conquistarono il nord della Gran Bretagna che si chiamò appunto Scozia.

La convivenza fra barbari e romani fu abbastanza pacifica ( solo i Vandali eliminarono la classe dirigente romana). I Germani pretesero metà o un terzo delle terre del regno. Fu così che i contadini legati alla terra cambiarono solo padroni e gli aristocratici continuarono comunque a godere dei privilegi; i proprietari terrieri avevano potere ed egemonia indiscusse.
Il processo di integrazione fu lento ma inevitabile e l'unico fattore di contrasto fu di tipo religioso perché i barbari avevano aderito all'arianesimo mentre i romani erano cattolici

Il regno degli ostrogoti e dei franchi

Il regno ostrogoto di Teodorico

Nel 488 Teodorico re degli Ostrogoti, entrò in Italia dove sconfisse Odoacre a Ravenna nel 493. Odoacre venne ucciso e Teodorico nel 494 assunse il pieno potere politico in Italia e stabilì a Ravenna la propria capitale. Teodorico come Odoacre era stato inviato dall'imperatore dell'impero di Oriente a sottolinearne l'importanza.

Il regno di Teodorico si estendeva alla Dalmazia, all'Illiria e alla Francia Meridionale. Teodorico regnò dal 494 al 526 e durante il suo regno tentò di creare una collaborazione fra Goti e Romani.
che formavano rispettivamente l'esercito e l'amministrazione civile, ma in realtà erano due comunità separate che avevano il proprio diritto, la propria lingua e le proprie tradizioni. Le controversie fra i due popoli erano regolate da tribunali misti. Il problema della religione era poi importante perché il papa cattolico doveva coesistere con un re devoto all'eresia ariana

Per favorire l'integrazione Teodorico si circondò di fidati collaboratori Romani come Cassiodoro e il senatore Simmaco.
Boezio ad esempio ottenne il ruolo di magister officiorum,
Teodorico era consapevole della minaccia che poteva provenire dall'impero d'oriente quindi cercò un accordo con Clodoveo re dei Franchi, ma non riuscì a trovarlo. Inoltre gli ostrogoti spingevano perché i Romani fossero espulsi dalla corte.
Le paure di Teodorico non erano infondate, infatti nel 520 l'impero d'oriente cominciò a preparare la riconquista dell'Italia e portò dalla propri parte molti senatori. Questo inasprì Teodorico che accentuò la repressione dei cattolici, gettò in carcere il papa e giustiziò i senatori accusati di congiure con i bizantini, come Boezio e Albino ( Boezio prese le difese di un altro senatore , Albino, accusato di una corrispondenza compromettente con l'imperatore d'oriente e nel 525 fu incarcerato e giustiziato)
Queste esecuzioni scavarono un solco incolmabile fra il Senato Romano e gli Ostrogoti.
Nel 526 teodorico morì e gli succedette la figlia Amalasunta come tutrice di Atalarico. Quando Atalarico morì, Amalasunta sposò il cugino Teodato che la incarcerò e poi uccise.
Il regno degli ostrogoti si trovò quindi in serie difficoltà e incapace di fronteggiare la minaccia proveniente dall'impero d'oriente.

Clodoveo e il regno dei franchi

Quasi contemporaneamente al regno di Teodorico, nelle Gallie prosperò il regno dei franchi sotto la guida di Clodoveo (481-511)
Clodoveo sottomise le popolazioni germaniche presenti sul territorio e anche la popolazione Gallo-Romana. In più compì un'importante manovra politica convertendosi al cristianesimo e conquistando l'appoggio del papato. L'aristocrazia franca e quella romana si mescolarono grazie ai molti matrimoni misti e nonostante i franchi fossero per lo più esponenti dell'esercito e i romani, civili, la separazione fra loro non fu netta e per questo motivo il regno franco fu più forte e solido degli altri.
I Franchi erano insediati nella parte settentrionale della Francia, soprattutto sulla frontiera sul Reno che era la più insidiosa da difendere. Qui c'erano due importanti città fortificate come Treviri sul Reno e Parigi.
Quando morì Clodoveo, il regno si frammentò e nacque una specie di di confederazione franca, anche se l'unità non venne mai meno. Fu così il regno dei franchi si preparò a diventare la nazione guida dell'europa medioevale,

L'impero romano d'oriente(bizantino)

Nel paragrafo precedente abbiamo più volte parlato dell'Impero Romano d'Oriente che riuscì a sopravvivere all'impero d'occidente. La sua capitale Costantinopoli era molto più fiorente dell'ormai decadente Roma. La vita ruotava attorno al sacro palazzo, sede dell'imperatore, le cui stanze erano destinate ai cerimoniali di corte come ad esempio la sala di porpora riservata al parto e la sala del trono.
L'imperatore, basileus, aveva un controllo saldo sull'impero e il suo potere era assoluto. Egli era difensore dello Stato Romano e protettore della religione cristiana; il suo potere veniva da Dio ed era considerato sacro. L'imperatore interveniva nelle questioni religiose e nominava il patriarca, ossia il vescovo, di Costantinopoli. Questo tipo di rapporto fra sfera civile e religiosa è noto come cesaropapismo, in quanto l'imperatore era nello stesso tempo capo dello stato (Cesare) e capo della chiesa (papa).
Come mai l'impero d'oriente fu più solido di quello d'occidente?
Innanzitutto per una vita cittadina molto attiva alimentata dal commercio estero con Persia, India e Cina. Era quindi una società prospera e questa prosperità permise di reclutare eserciti efficienti e mantenere le forme dello stato Romano tardoantico. Era quindi uno stato organizzato con tribunali, leggi, poste pubbliche e scuole. Aveva solide finanze, un'economia monetaria, una diplomazia abile e scaltra, superiorità tecnologica. Era popolato da genti di lingua greca che divenne lingua di stato, leggevano i classici e seguivano la cultura greca.
Dunque i tre pilastri dell'impero d'oriente furono: stato romano, cultura greca e religione cristiana .

L'impero d'oriente da Giustiniano a Eraclio

Uno dei più grandi sovrani dell'Impero d'Oriente fu Giustiniano che regnò dal 527 al 565 che ebbe fra i suoi più validi collaboratori sua moglie Teodora.
A Giustiniano si deve il Corpus iuris civilis, ossia una raccolta di tutte le leggi e norme giuridiche che si erano stratificate nel corso dei secoli. Una commissione di giuristi diretta da Triboniano, selezionò e raccolse tutte le leggi le quali tutti i cittadini erano obbligati a rispettare.
Giustiniano riordinò anche l'amministrazione statale e fece opere grandiose come la basilica di Santa Sofia, monumento alla cristianità e all'impero.
Nel 529 fece chiudere la scuola di filosofia di Atene fondata da Platone e questa data segna simbolicamente la fine dell'età antica e dette a Costantinopoli lo scettro di vera capitale dove regnavano civiltà,diritto, fede cristiana e arte. Si contrapponeva così a Roma che in mano ad un re barbaro aveva ormai perso tutte queste caratteristiche.
I re barbari non erano riconosciuti nemmeno come re dei romani ed erano considerati degli usurpatori da Costantinopoli che aspettava solo il momento di sconfiggerli

Giustiniano aveva proprio questa ambizione e per riconquistare l'impero d'occidente prima stipulò una pace con la Persia per coprirsi le spalle e poi si appoggiò all'aristocrazia latina dei regni barbarici che avrebbe visto con favore il ritorno di un imperatore romano.
Il primo regno riconquistato fu il regno vandalo: nel 532 il generale Belisario sbarcò con la sua flotta in Africa e sconfisse i vandali
Poi fu la volta del regno dei Visigoti in Spagna sconfitti dalle armate di Giustiniano.
In Italia, regno degli Ostrogoti, l'uccisione di Amalasunta da parte del marito Teodato, dette ai bizantini l'occasione per intervenire: nel 535, Belisario sbarcò in Italia, nel 536 un generale barbaro, Vitige, uccise Teodato e si proclamò re. Iniziò così la guerra gotica (536-553) che durò fino al 553.
Belisario con l'appoggio della chiesa e dell'aristocrazia, nel 540, si impadronì di Roma e Ravenna dove catturò Vitige.
La guerra continuò altri 13 anni perché gli ostrogoti sotto il condottiero Totila, arruolarono molti contadini che così speravano di migliorare le loro condizioni. Totila riconquistò Roma ed altre regioni, ma poi nel 552 venne sconfitto a Gualdo Tadino da un generale, Narsete, mandato da Costantinopoli in sostituzione di Belisario. Nel 553 Narsete sconfisse il nuovo capo gotico, Toia
Durante questa lunga ed estenuante guerra ci fu una devastazione totale dell'Italia, peggiorata da peste e carestie. Nel 542 un'epidemia di peste partì dall'Egitto e nel 543 arrivò a Costantinopoli dove uccise migliaia di persone. La peste venne descritta dallo storico bizantino Procopio di Cesarea
Nel 554 l'Italia era nelle mani di Giustiniano che con l'editto “Prammatica Sanzione, stabilì
che il governatore imperiale doveva risiedere a Ravenna
che le terre e gli schiavi fossero restituiti ai romani
Tuttavia l'impero aveva speso ingenti somme per la riconquista dell'Italia e così decise di inasprire le tasse, ma la gente era ormai esausta. Nel 558 ci fu anche una nuova epidemia di peste
Le ingenti perdite economiche dovute alle imprese militari, i nuovi e più ampi confini da difendere resero molto debole l'impero d'oriente e dalla morte di Giustiniano nel 565, la crisi si accentuò.
Costantinopoli venne attaccata dai persiani guidati dal re Corsoe che occupò Siria, Egitto e saccheggiò Gerusalemme rubando la reliquia della Vera Croce.
Tuttavia la proclamazione a imperatore del generale Eraclio (610-641) risollevò le sorti dell'impero . Eraclio arginò i persiani e incendio il tempio di Zoroastro a loro sacro per vendicarsi del saccheggio di Gerusalemme e del sacrilegio della vera croce.
La guerra fra persiani e impero d'oriente fu vissuta come una guerra di religione. Quando nel 626 i persiani assediarono Costantinopoli, tutta la popolazione e persino il patriarca si esposero in difesa. Fu così che nel 628 a Ninive, l'esercito bizantino guidato da Eraclio sconfisse i persiani che furono costretti a restituire la reliquia.

Questa guerra contro i persiani indebolì ancora una volta l'impero. Eraclio dette le terre ai contadini in cambio del servizio militare. Nacque così la figura del contadino-soldato che a differenza del mercenario era direttamente interessato a difendere il proprio territorio.
Il territorio dell'impero venne diviso in distretti chiamati temi, ciascuno dei quali posto sotto un magistrato detto stratego, nominato dall'imperatore, che aveva poteri civili e militari.

Agli inizi del VII secolo altre popolazioni si insediarono nei Balcani nella parte orientale dell'impero
Gli Slavi, popolazione indoeuropea, si stabilirono in varie zone dell'Europa centrale e sulle coste adriatiche dove furono convertiti al cristianesimo orientale.
I Bulgari, di etnia turco-mongola, penetrarono nei Balcani e si mescolarono con gli Slavi dai quali presero anche la lingua

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