Erectus 777 punti

Il Sudafrica e il progresso dei diritti


Il primo Paese dell’Africa che ha approvato leggi contro la discriminazione sessuale è la Repubblica sudafricana. Nel 1996 è stato sancito il diritto costituzionale alla libera espressione dell’orientamento sessuale e nel 2006 è stato legalizzato il matrimonio omosessuale. Alle coppie gay è stata riconosciuta anche la possibilità di adottare bambini. Si tratta di un caso unico nel continente, dove l’omosessualità è ancora vietata e repressa, spesso con la detenzione in carcere. Negli ultimi anni però si stanno registrando timidi segnali di una inversione di tendenza con la decriminalizzazione formale in diversi Stati. Il riemergere di fondamentalismi religiosi, di contro, non agevola tale processo.


L’apartheid e le lotte contro la segregazione razziale

Il Sudafrica ha conosciuto da vicino ed in maniera drammatica l’odioso fenomeno della discriminazione razziale, trasformatasi in una vera e propria segregazione, denominata apartheid, persino sancita ufficialmente da provvedimenti del governo, in passato strettamente in mano ai bianchi.
Nel 1948, lasciata ormai alle spalle la seconda guerra mondiale e chiusa almeno ufficialmente la lunga stagione coloniale prima con il dominio dei Paesi Bassi e poi della Gran Bretagna, il governo tenuto dai bianchi impose il regime dell’apartheid. L’obiettivo era isolare i diversi gruppi etnici e separarli dai bianchi che detenevano il potere politico ed economico. Vennero così formati dei territori riservati alle popolazioni nere, i bantustan. Ben presto i neri persero tutti i diritti civili e la repressione nei confronti di ogni forma di dissenso divenne sempre più violenta. Di fatto gli indigeni, gli africani venivano privati di ogni possibilità di esercitare la cittadinanza. Ai neri fu proibito di frequentare le scuole dei bianchi, di sposarsi con loro e persino di entrare negli stessi autobus. Nel 1961 l’ONU dichiarò l’apartheid un crimine contro l’umanità e decise sanzioni economiche contro il Suadafrica. Nel Paese nacquero movimenti di opposizione al regime razzista. Tra questi si distinse l’African National Congress che riuniva le diverse correnti di sinistra, socialiste e comuniste, diretto da Nelson Mandela. Dopo decenni durissimi di lotte e di lunga detenzione per i leader della rivolta, anche grazie a campagne di opinione internazionali che chiedevano ai governi occidentali di prendere seriamente posizione contro l’apartheid, nel 1992 un referendum approvò una nuova costituzione per creare uno stato democratico e multietnico. Nel 1994 si tennero le prime elezioni aperte ai neri, che furono vinte da Nelson Mandela, che divenne presidente della Repubblica e ricevette il premio Nobel per la Pace (1993). Da quel momento il Sudafrica ha avviato non senza difficoltà un percorso di ammodernamento e di progresso sociale, diventando un Paese importante nello scacchiere geopolitico.
Mandela (scomparso nel dicembre 2013) è stata l’icona di questo rinnovamento e fonte di ispirazione degli oppressi del mondo intero. Si è fortemente impegnato in veste istituzionale nella battaglia contro tutte le forme di discriminazione, comprese quelle contro gli omosessuali, e per l’affermazione dei diritti. Dopo aver lasciato gli incarichi politici si è dedicato particolarmente alla lotta contro l’Aids, che in alcune zone dell’Africa è una grave emergenza sanitaria.
Hai bisogno di aiuto in Storia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017