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Risorgimento: schema


Risorgimento
• L’insieme dei processi ed eventi che portarono all’indipendenza politica e all’unificazione dell’Italia.
• Accezione etico-religiosa del termine; riprende il concetto biblico di risurrezione: l’Italia deve tornare grande come lo era stata sotto i Romani, durante il cristianesimo, durante la lotta dei Comuni e durante il Rinascimento (Alfieri).
• Dopo l’Unità, in un periodo esigente di «fare gli italiani», il Risorgimento è stato visto come un grande periodo di concordia nazionale. In realtà ci furono molte fazioni.

La maturazione politica dell’ideale nazionale

• Nasce un dibattito su quale forma di governo adottare e come raggiungerla: dibattito risorgimentale.
• Si accende dopo i moti falliti del ‘20-’21 e ‘30-’31, grazie anche al contributo degli esuli.
• Maturò l’idea di un’indipendenza seguita da un’unificazione nazionale.
• Si comprese che il modello delle società segrete non funzionava. Ci si adoperò così per adottare programmi politici chiari e accessibili a tutti.

Moderati e democratici
• Si formarono principalmente due gruppi: liberali (moderati) e democratici.
• Liberali (Destra risorgimentale):
-Vincenzo Gioberti
-Cesare Balbo
-Carlo D’Azeglio
-Cavour
• Democratici (Sinistra risorgimentale)
-Carlo Cattaneo
-Giuseppe Mazzini
-Giuseppe Garibaldi
• Moderati: riforme guidate dai Savoia (diplomazia), monarchia costituzionale di stampo liberale.
• Democratici: insurrezioni popolari, repubblica fondata sulla sovranità popolare.

Pensiero di Gioberti
• Non vuole un’Italia unita  confederazione guidata dal Papa.
• Visione detta neoguelfismo o cattolicesimo liberale (era un sacerdote).
• Cattolicesimo liberale: misto tra le conquiste del liberalismo e i principi del cattolicesimo.
• Idee accolte dagli ambienti moderati
• Si preferisce una confederazione all’unità a causa delle forti differenze politiche, economiche, culturali e linguistiche che caratterizzano l’Italia, che dai Romani in poi è sempre stata divisa. L’unità sarebbe irrispettosa nei confronti delle disuguaglianze. Inoltre si aveva paura delle spinte secessioniste.

Pensiero di Balbo
• Austria: avversario
• Savoia: unica forza militare e politica
• Obiettivo: confederazione guidata dalla monarchia piemontese, da raggiungere con diplomazia

Pensiero di d’Azeglio
• Italia unita sotto la monarchia costituzionale dei Savoia
• Le forze liberali di ogni stato si devono coordinare per ottenere le riforme

Pensiero di Mazzini

• Nesso tra nazione e libertà: la nazione deve realizzare la libertà prima interna, poi per l’umanità.
• Nazionalismo etico-religioso e romantico; la rivoluzione deve essere guidata dalla fede, una religione civile, fatta di valori morali e ideali.
• Bisogna educare l’Italia a questi valori  Giovine Italia
• Organizzazione palese, dagli obiettivi chiari (esperienza sette segrete negativa), diffusione nazionale.
• Obiettivo: repubblica da raggiungere con una lotta popolare fatta da tutti.
• Ripetuti fallimenti delle insurrezioni  «tempesta del dubbio»  Giovine Europa (teorizzata)

Pensiero di Cattaneo

• Confederazione repubblicana (come la Svizzera) da raggiungere con interventi diplomatici; suffragio universale; esclusione del comando monarchico
• Risorgimento percepito in chiave illuministica: avanzamento economico e civile
• «Fusione e non unità»

Decennio di preparazione

• Gli anni dal ‘50 al ‘61 sono detti «di preparazione» al raggiungimento dell’Unità
• Il movimento nazionale non perseguiva con lucida consapevolezza un progetto di unificazione (confederazione)

Moderati e democratici in crisi
• Crisi dei due orientamenti dovuta a:
-Fallimento Prima guerra d’indipendenza (=fallimento delle due ipotesi)

-Politica di chiusura dei governi

La «seconda restaurazione»
• L’atteggiamento dei sovrani italiani fece cadere l’Italia in un periodo di «seconda restaurazione»: repressione delle libertà, assolutismo più intransigente, rottura dei rapporti tra governo e popolazione
• Lombardo-Veneto: duro regime di polizia di Radetzky, occupazione militare, restrizione delle libertà, inasprimento delle tasse
• Granducato di Toscana: intolleranza e limitazioni libertà di stampa
• Stato pontificio: chiusura ad ogni cambiamento, assolutismo e repressione
• Regno delle Due Sicilie: oppressione militare, immobilismo economico e civile

L’eccezione sabauda

• In Piemonte, però, questa repressione non fu necessaria, perché si combatté contro l’Austria, non il sovrano
• Così iniziò un periodo di sviluppo economico, che lo rese vero protagonista del Risorgimento: riforme, modernizzazione, mantenimento Statuto albertino
• Momento di tensione tra Camera e re: Proclama di Moncalieri
• Passato questo momento, inizia il processo di sviluppo economico e di modernizzazione sotto il governo d’Azeglio
• Leggi Siccardi ad opera del governo d’Azeglio: abolizione privilegi del clero (tribunali ecclesiastici, diritto d’asilo); laicizzazione del Piemonte

Cavour al governo
• Al contrario delle leggi Siccardi, non passò la legge per l’introduzione del matrimonio civile
• Questo portò d’Azeglio a dimettersi e il re a scegliere Cavour come nuovo capo del governo

Camillo Benso conte di Cavour
• Camillo Benso conte di Cavour aveva una mentalità aperta, borghese e imprenditoriale
• Il padre era un aristocratico imprenditoriale, molto attivo nel lavoro in quanto dirigeva lui l’azienda
• La madre ginevrina gli trasmise la mentalità aperta e cosmopolita tipica degli illuministi
• Fu un liberale progressista, vedendo nel progresso economico e civile la chiave per rendere il Piemonte protagonista della scena politica italiana

Connubio Cavour-Rattazzi
• Cavour spostò il governo a sinistra
• Chiese ai liberali più progressisti di spostarsi verso sinistra e ai democratici più moderati, capeggiati da Rattazzi, verso destra
• Si creò così un’alleanza tra «centro-destro» e «centro-sinistro», capace di dare alla Camera una maggioranza elettorale in grado di contrastare il Senato di nomina regia
• In questo modo, Cavour diede al Piemonte un governo forte, con lo scopo di far passare meglio le riforme per modernizzare il paese
• Con questa azione Cavour trasformò il Piemonte da monarchia costituzione a monarchia parlamentare (sul modello inglese)

Prime riforme di Cavour
Le prime riforme attuate da Cavour per modernizzare il Piemonte furono:
• Politica di libero scambio, con abbattimento o riduzione dei dazi doganali
• Stipulazione di accordi commerciali internazionali
• Opere di canalizzazione per migliorare l’agricoltura
• Creazione di infrastrutture: ferrovie, strade, traforo del Fréjus

• Miglioramento di industria meccanica e siderurgica
• Miglioramento del settore finanziario e bancario
• Per contrastare l’aumento del debito pubblico riduce privilegi e immunità fiscali
Il Piemonte diventa così un Paese dinamico, moderno e forte.

Cavour e il problema italiano
• Ora che il Piemonte è stato modernizzato, Cavour lo ritiene in grado di condurre l’indipendenza italiana, ma non da solo
• Infatti, rifiuta le insurrezioni popolari e la soluzione mazziniana, contrarie al suo moderatismo
• Credeva invece che l’indipendenza fosse da raggiungere gradualmente, cacciando pian piano gli austriaci
• Però, il Piemonte poteva fare questo solamente stringendo alleanze con Paesi stranieri
• Fu così che Cavour decise di far partecipare l’Italia alla guerra di Crimea

Guerra di Crimea – 1855
• La Crimea era una territorio per il quale passavano molte rotte commerciali, ambito dai russi a danno degli ottomani
• Francia e Gran Bretagna si schierarono così contro la Russia, invitando Cavour a partecipare
• Il Piemonte inviò allora un corpo di spedizione, comandato dal generale La Marmora
• La vittoria di Francia e Gran Bretagna permise a Cavour di partecipare al congresso di Parigi per le trattative di pace

Congresso di Parigi – 1856
• La partecipazione al congresso fu importante in quanto Cavour presentò per la prima volta all’Europa la situazione italiana, anche se come tema secondario
• Problemi in Italia:
-Presenza dello straniero (Austria)
-Rischio di rivolte democratiche che spaventavano anche l’Europa
-Mal contento e mal governo del Sud Italia
• Una volta presentata la situazione italiana, Cavour guarda a Napoleone III come possibile alleato, in quanto in caso di vittoria avrebbe ottenuto l’egemonia nell’Europa centrale a danno dell’Austria. Inoltre, confinando con quest’ultima, era più facile far scoppiare il conflitto

Critiche ai democratici
• Nel frattempo, il movimento democratico, uscito con un fallimento dai moti del ‘48, non riusciva a definire un programma politico unitario
• Mazzini proseguiva con i suoi ideali, attribuendo alla mancanza di organizzazione la causa dei fallimenti
• Gli altri criticarono Mazzini in quanto aveva mandato a morte giovani italiani senza dare al suo programma un obiettivo sociale
• Per questo il popolo non partecipava, in quanto non si era preoccupato di migliorare la sua situazione sociale (operaia). Solamente con la promessa di questo miglioramento (terre) avrebbe visto la partecipazione delle masse popolari

L’intervento francese
• L’intervento della Francia fu accelerato dall’attentato di Orsini, repubblicano che considerava Napoleone III la causa della mancata unificazione, a causa delle sue truppe tenute in difesa del Papa
• Per questo motivo attentò alla sua vita
• Cavour utilizzò questo attentato come prova del rischio di rivolte democratiche, sottolineando la necessità di un intervento
• Il sovrano francese, convinto, arrivò così a stringere un accordo

Accordi di Plombières – 1858
• Cavour e Napoleone III strinsero così questo accordo, secondo il quale
-La Francia sarebbe intervenuta solamente nel caso in cui fosse stata l’Austria a dichiarare guerra
-In caso di vittoria la Francia avrebbe ottenuto la Nizza e la Savoia
-L’Italia sarebbe stata divisa in quattro regni
• In questo modo sarebbe stato eliminato il pericolo di rivolte democratiche e la Francia avrebbe guadagnato una posizione di egemonia in Europa

Futuro assetto italiano
Regni in cui sarebbe stata divisa l’Italia:
• Regno d’Alta Italia: Piemonte, Lombardo-Veneto, Modena, Parma, legazioni pontificie ai Savoia
• Stato pontificio: solo Lazio sotto il Papa e protetto dai francesi
• Regno dell’Italia centrale: Toscana, Marche, Umbria
• Regno delle Due Sicilie
I sovrani degli ultimi due Stati non sono stati dichiarati in quanto Napoleone III sperava di insediarvi suoi parenti, in modo da mettere le mani sull’Italia

Obiettivi non dichiarati

• Negli accordi di Plombières sia Cavour che Napoleone III avevano altri reali obiettivi ovvero:
-I sovrani degli ultimi due Stati non sono stati dichiarati in quanto Napoleone III sperava di insediarvi suoi parenti, in modo da mettere le mani sull’Italia
-Cavour sperava che gli altri Stati italiani chiedessero l’annessione al Piemonte

Seconda guerra d’indipendenza – 1859
• Cavour deve quindi stuzzicare l’Austria per spingerla a dichiarare guerra
• Così fa fare delle esercitazioni militari sul confine del Ticino. Dà il consenso di farle anche a Garibaldi e ai Cacciatori delle Alpi
• L’Austria manda un ultimatum, che Cavour prontamente respinge
• Il 26 aprile 1859 l’Austria dichiara guerra al Piemonte

Vittorie e armistizio
• La guerra è breve ma cruenta
• Garibaldi coglie le prime vittorie a Magenta, San Martino e Solferino
• Napoleone III ad un certo punto si ritira, firmando con gli austriaci l’armistizio di Villafranca:
-Per far terminare la guerra la Lombardia passa al Piemonte
-Il Veneto rimane all’Austria
• L’armistizio, firmato senza il consenso di Cavour, delude profondamente i patrioti italiani e porta Cavour alle dimissioni
• La pace viene firmata successivamente a Zurigo

Motivi dell’armistizio
Ciò che spinse Napoleone III a firmare l’armistizio fu:
• La pressione dell’opinione pubblica, che mal giudicava le perdite per la causa italiana
• La minaccia di un intervento della Prussia e della Germania a fianco dell’Austria
• La mutata situazione nell’Italia centro-settentrionale
Infatti, ancora prima dell’armistizio, Toscana, i ducati e le legazioni erano insorte, formando governi provvisori e chiedendo l’annessione al Piemonte.

Plebisciti del 1860 e assetto italiano
• Dopo l’armistizio, Cavour cede comunque Nizza e la Savoia ai francesi
• Indice però dei plebisciti per far annettere Toscana, Parma, Modena e le legazioni
• L’Italia si ritrova così ad essere divisa in
-Regno di Sardegna: Lombardia, Toscana, Emilia
-Stato pontificio: Lazio, Umbria, Marche
-Regno delle Due Sicilie: Borbone

Rivolta in Sicilia
• I democratici però non erano ancora soddisfatti di questi risultati. Colgono così l’occasione di una rivolta in Sicilia
• Il popolo insorge contro il malgoverno dei Borbone, che non riesce a domare la rivolta
• Pilo e Crispi, due mazziniani capi della rivolta, si rivolgono a Garibaldi per concludere la battaglia
• Garibaldi accetta, ma mette subito in chiaro che combatterà per l’unificazione
• Quindi, la rivolta insorge per il malgoverno, ma l’intervento di Garibaldi sposta l’obiettivo alla liberazione della Sicilia per includerla nell’unificazione

Spedizione dei Mille

• Il 5 maggio 1860 Garibaldi salpa da Quarto (GE) con poco più di mille volontari (1081), diretto in Sicilia
• La composizione sociale rispecchia gli ideali democratici: appartenenti al ceto medio (professionisti, intellettuali, studenti, medici), artigiani e operai; provenienti da Lombardia, Veneto, Liguria; pochi meridionali; una sola donna; no contadini
• Si trattò di una vera e propria spedizione democratica e repubblicana, quindi Cavour avrebbe dovuto fermarla. Ci provò, ma con poca determinazione, sperando comunque di riuscire a controllarla

Conquista della Sicilia
• Sbarcato a Marsala, i Borbone si fecero cogliere impreparati e i volontari vincono facilmente
• Il popolo li aiuta, anche se con l’intento di ricevere in cambio terre
• Garibaldi si proclama dittatore (=governo provvisorio d’emergenza) della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele (proclama di Salemi 1860)

Contrasti tra i siciliani e i patrioti
• I contadini capiscono presto le vere intenzioni dei garibaldini e quindi si ribellano
• Scoppiano così diverse rivolte sociali, formate da contadini che vogliono le terre
• Garibaldi e Crispi reprimono sanguinosamente queste rivolte, con l’obiettivo di mantenere l’ordine (anche Bixio a Bronte)
• Si tratta questa di una pagina buia del Risorgimento italiano, in cui si vedono italiani combattere contro altri italiani

Garibaldi prosegue
• Cavour sempre più preoccupato tenta ancora di fermare Garibaldi, senza però riuscirci
• Garibaldi così sbarca in Calabria e, trovando un esercito borbonico mal comandato, non viene fermato
• A settembre 1860 entra così a Napoli

L’intervento piemontese

• Cavour è sempre più preoccupato dell’avanzata democratica di Garibaldi, alla quale nel frattempo si erano aggiunti Mazzini e Cattaneo
• Aveva paura anche che puntassero verso Roma, suscitando maggiormente le cancellerie europee
• Decide così di agire militarmente, inviando delle truppe dopo il consenso di Francia e Gran Bretagna, convincendole di un intervento contro l’avanzata democratica
• Le truppe piemontesi sconfiggono quelle pontificie a Castelfidardo, arrivando fino in Campania

La proclamazione del Regno d’Italia

• Cavour indice nuovamente dei plebisciti nelle province conquistate da Garibaldi, per evitare l’instaurarsi di una repubblica
• Garibaldi non vuole scontrarsi con Vittorio Emanuele e quindi cede
• Marche, Umbria, Sicilia e Sud Italia votano l’annessione al Regno di Sardegna
• Il 26 ottobre 1860 Garibaldi consegna le terre liberate al re in un incontro presso Teano («Saluto il primo Re d’Italia»)
• Il 17 marzo 1861 il parlamento nazionale proclama il Regno d’Italia
• Vittorio Emanuele rimane II per sottolineare la continuità con il Regno di Sardegna e il fatto che l’Unità l’ha fatta lui
• Dall’Italia sono ancora fuori il Lazio, Veneto, Friuli, Trentino

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