Indice

  1. La Rivoluzione russa
  2. L'uscita dalla guerra

La Rivoluzione russa

Agli inizi del 1917 la situazione in Russia era drammatica: l'andamento della guerra era negativo, nelle città la popolazione era ridotta alla fame, e l’impero russo è il più arretrato dei
Paesi europei, sarà l’ultima monarchia assoluta in Europa.
L’attività economica principale è l’agricoltura, ma dalla fine dell’Ottocento si sviluppa l’industria.
Nel 1898 nasce il Partito operaio socialdemocratico russo, che si divide in due correnti:
1 Menscevichi, favorevoli a riforme in accordo con la borghesia;
2 Bolscevichi, favorevoli alla conquista del potere con una rivoluzione proletaria,
(Il leader dei bolscevichi è Lenin, un rivoluzionario che si ispira alle teorie marxiste.
Il Partito bolscevico vuole guidare il popolo verso la rivoluzione per creare una nuova società comunista, fondata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione).

Alla fine di febbraio scoppiarono moti di protesta organizzati dagli operai ai quali si unirono i soldati; in pochi giorni la rivolta dilagò in tutta la Russia e si trasformò in una vera rivoluzione contro lo zar Nicola II Romanov e l'impero.
Lo Zar fu costretto a concedere un parlamento, la Duma, con poteri però limitati.
Nicola Il abdicò a favore del fratello Michele, che il 3 marzo 1917 lasciò il potere mettendo fine alla dinastia dei Romanov, e facendo crollare l'Impero zarista.
Venne nominato un governo provvisorio, la cui guida fu assunta dal principe L'vov, costituito da membri del Partito costituzionale-democratico d'ispirazione liberale, con l'eccezione del socialrivoluzionario Kerenskij.
Contemporaneamente al nuovo governo si era affermato un nuovo organo di potere, quello dei soviet, (in origine erano sindacati a favore degli operai delle fabbriche), organismi che riuniscono e rappresentano operai, soldati e contadini —> antiborghesi.
Si venne così a creare un insidioso "doppio potere".

Lenin, (dopo essere tornato da un lungo esilio da Pietrogrado insieme agli altri oppositori che erano scappati dopo la rivoluzione del 1905, in seguito alla sconfitta con il Giappone), appoggiato dai Soviet e dall’esercito, il 17 aprile 1917 presentò quelle che sono divenute note con il nome di "tesi di aprile" e che prevedevano: pace a ogni costo (sarà la pace di Brest Litosvk del 3 marzo 1918), terra ai contadini, pieni poteri ai soviet e presa del potere con una nuova rivoluzione.
Tra il 3 e 4 luglio bolscevichi e anarchici tentarono un'insurrezione a Pietrogrado, per abbattere il governo provvisorio e porre fine alla guerra —> la rivolta fallì —> Rivoluzione d’ottobre.
Il potere passò al nuovo Primo ministro Kerenskij il quale, deciso a risollevare le sorti della guerra, tentò una grande offensiva che ebbe come unico risultato quello di aggravare ulteriormente la situazione interna.
Ad agosto il comandante dell'esercito Kornilov tentò inutilmente un colpo di Stato.
-Il governo e l'esercito erano allo sbando, mentre le rivolte agrarie agitavano tutto il paese; in questa situazione di estrema crisi i bolscevichi guidati da Lenin conquistarono la maggioranza nel soviet di Pietrogrado e tra il 24 e il 25 ottobre assunsero il controllo della capitale per poi dare l'assalto alla sede del governo —> creazione governo comunista.

Una volta al governo, i bolscevichi emanarono: decreto sulla pace, per porre fine alla guerra, (pace di Brest-Litovsk del 3 marzo 1918), e il decreto sulla terra, che aboliva la proprietà privata delle terre.
Le industrie e le banche furono nazionalizzate e fu promulgata una Costituzione; vennero inoltre istituiti il Consiglio dei commissari del popolo, una polizia politica che perseguita gli oppositori politici (la Ceka) e i tribunali rivoluzionari; i beni ecclesiastici e quelli dello zar furono confiscati.
Lenin voleva imporre la dittatura del proletariato per permettere alle masse dei lavoratori di affrancarsi dallo Stato borghese.
Tuttavia alle elezioni per l'Assemblea costituente del novembre 1917, i bolscevichi furono battuti dai socialrivoluzionari.
Vista la sconfitta elettorale, i bolscevichi sciolsero la nascente Assemblea e si insediarono al potere, infatti nel gennaio 1918 Lenin instaura una dittatura che attribuisce poteri assoluti al Partito bolscevico. Nasce il Partito comunista dell’Unione Sovietica, che dura fino al 1991.
Per promuovere il proprio operato, i bolscevichi crearono il Dipartimento per l'agitazione e la propaganda (Agit-Prop), il cui scopo era comunicare a tutti le conquiste rivoluzionarie: per realizzare questo nuovo tipo di comunicazione furono chiamati i migliori artisti russi.

L'uscita dalla guerra

L'uscita dalla guerra non garanti però alla Russia né pace né stabilità: dopo la firma del trattato di Brest-Litovsk, infatti, nel paese scoppiò una feroce guerra civile (autunno 1917 - primavera 1920), che vide affrontarsi le forze controrivoluzionarie Armata bianca (appoggiato dalle regioni che vogliono l’indipendenza e da potenze straniere come Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Giappone) e i bolscevichi: l’Armata rossa, (fondati da Lev Trotzkij, e fedele alla rivoluzione socialista).
La guerra civile termina nel 1921 con la vittoria socialista —> Armata Rossa
Per tentare di risolvere la grave crisi che attanagliava la Russia, il governo bolscevico attuò una serie di provvedimenti economici (comunismo di guerra) che, in poco tempo, avrebbero dovuto garantire una produzione di beni adeguata al fabbisogno del paese.
Esso prevedeva: sequestri prodotti in eccedenza, nazionalizzazione delle industrie e militarizzazione del lavoro—> conseguenze: mercato nero, ammutinazioni, insurrezioni.
Tuttavia, il comunismo di guerra creò un impoverimento generalizzato della popolazione e una forte contrapposizione tra le città e le campagne, causando molte rivolte, la più celebre delle quali fu quella dei marinai della base di Kronstadt.
Nel 1921, per rispondere alle numerose ribellioni e alla carestia che aveva colpito il paese, Lenin varo la N.E.P. , una nuova politica economica che dette la possibilità ai contadini di vendere le eccedenze dei raccolti, concesse la libertà di commercio e liberalizzò le piccole imprese; la N.E.P. dette subito i suoi frutti e l'economia sovietica iniziò a crescere.
Il 30 dicembre 1922 nacque l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss): la Russia non è più un impero ma una federazione che riunisce quattro repubbliche slave e 25 repubbliche di etnie diverse.
Divisione dei poteri nell’URSS
1 Potere legislativo —> il consiglio (soviet) supremo dell’Unione
2 Potere esecutivo—> Consiglio dei commissari del popolo—> eletto dal Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (P.C.S.U.)
3 Potere giudiziario —> Corte suprema dell’Unione

Il 21 gennaio 1924 Lenin muore, l’URSS venne dotata di una nuova Costituzione (2) , e il ruolo di leader del Partito bolscevico viene conteso tra Trotzkij (vuole estendere la rivoluzione negli altri Paesi), e Stalin, (che vuole sviluppare il socialismo nella sola Unione Sovietica).
Infine Stalin diventa segretario del partito e con i cosiddetti “piani quinquennali” accelera lo sviluppo industriale del Paese: avvia campagne di propaganda per aumentare la produttività dei lavoratori, però la qualità della vita del popolo russo rimane molto bassa.
Allo sviluppo dell’industria corrisponde una grave crisi dell’agricoltura: Stalin avvia la collettivizzazione forzata delle terre sotto il controllo dello Stato.
I kulaki (classe di contadini proprietari terrieri) si oppongono: Stalin avvia una durissima repressione nei loro confronti arrivando a sterminarli.
Dopo lo sterminio dei kulaki, le persecuzioni staliniste colpiscono tutti i rivali politici sospettati di essere “nemici del popolo”, che vengono giustiziati o inviati nei gulag, campi di lavoro forzato.
Il periodo tra 1934 e 1939 viene detto del “terrore staliniano” o delle “grandi purghe”.

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