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7.La Rivoluzione russa
1. Da febbraio a ottobre.
fu il più grande evento rivoluzionario dopo la rivoluzione francese e fu imprevisto anche se molti credevano che il regime assolutistico degli zar dovesse essere sostituito da una forma di governo più adeguata ai tempi. Nel 1917 venne abbattuto il regime zarista, dopo la rivolta operaia a Pietrogrado, e il potere fu assunto da un governo liberale provvisorio per iniziativa della Duma e presieduto da L’vov (aristocratico). Il loro obiettivo era di continuare la guerra a fianco dell’Intesa e occidentalizzare le strutture politiche ed economiche. Erano appoggiati da liberal-moderati (cadetti, menscevichi e socialisti rivoluzionari). I socialrivoluzionari erano divisi in correnti eterogenee ma accettarono di far parte del secondo governo provvisorio con Kerenskij ministero della Guerra. A ciò si opposero i bolscevichi che volevano la classe operaia alla guida del paese. Al potere del governo si sovrappose quello dei soviet che agiva come un parlamento proletario emanando ordini contrastanti con il governo. Lenin rientrò in Russia dalla Svizzera (grazie ai tedeschi che speravano che potesse indebolire le posizioni di coloro che volevano continuare il conflitto) e diffuse un documento di 10 punti in cui rifiutava il carattere borghese della fase rivoluzionaria e si opponeva alla tesi marxista che la rivoluzione proletaria sarebbe scoppiata dai paesi più sviluppati: per Lenin la Russia, anello più debole, avrebbe messo in moto la crisi del sistema. Sembrava un programma utopico ma si collegava allo stato d’animo delle masse e consentì al Partito bolscevico di allargare i consensi, ma aumentava la frattura con gli altri gruppi. A luglio i soldati e gli operai scesero in piazza per impedire la partenza di alcuni reparti e i bolscevichi cercarono di assumere il controllo. Il tentativo fallì grazie a truppe fedeli al governo e molti furono arrestati o costretti a fuggire (come Lenin). L’vov si dimise e Kerenskij divenne presidente del consiglio (screditato dal fallimento dell’offensiva agli autrotedeschi. Kornilov mandò un ultimatum al governo e Kerenskij fece appello alle forze socialiste e il tentativo di colpo di stato venne stroncato. I bolscevichi ottennero la maggioranza dei soviet di Pietrogrado e Mosca.

2. La rivoluzione d’ottobre.
A ottobre i bolscevichi, in una riunione del Comitato centrale, decisero di rovesciare il governo. Trotzkij (sinistra menscevica e presidente del soviet di Pietrogrado) guidò la rivolta e Kerenskij cercò aiuto ma le truppe non obbedirono. Il 7 novembre (ottobre per i Russi) i soldati rivoluzionari e le guardie rosse circondarono il Palazzo d’inverno con poca resistenza. A Pietrogrado si riunì il Congresso panrusso dei soviet (assemblea di tutti i delegati dei soviet) che approvò 2 decreti di Lenin:

1. Pace giusta e democratica senza annessioni e indennità
2. La proprietà terriera era abolita senza indennizzi
In questo modo si garantiva l’appoggio dei contadini e si costituì il Consiglio dei commissari del popolo formato dai bolscevichi e guidato da Lenin. Il nuovo governo prese consensi e dissensi:
- La sinistra rivoluzionaria si schierò a favore del nuovo governo entrandone a far parte.
- I menscevichi, cadetti e socialrivoluzionari si opposero all’atto di forza senza sabotarne l’impresa.
Le elezioni per la costituente vennero vinte dai social rivoluzionari grazie al sostegno dei contadini ma i bolscevichi sciolsero la costituente (scelto da congresso dei soviet), seguendo le tesi di Lenin per il quale solo il proletariato poteva guidare il processo rivoluzionario ed opponendosi alle altre componenti instaurando una dittatura di partito.

3. Dittatura e guerra civile.
I bolscevichi volevano costruire rapidamente uno Stato proletario ispirato alla Comune di Parigi secondo il modello di Lenin (ripreso da Marx) che intendeva lo Stato come strumento per il dominio di una classe sulle altre, nella società socialista non ci dovevano essere parlamenti e magistratura ma le masse stesse si sarebbero autogovernate con i soviet (democrazia diretta). Inoltre, una sollevazione dei popoli europei accrebbe portato ad una pace equa, senza annessioni o indennità. Ma ciò non si realizzò così il governo firmò una pesante pace con la Germania (trattato di Brest-Litovsk), a ciò si opposero anche i social rivoluzionari lasciando i bolscevichi completamente soli. Le conseguenze del trattato furono gravissime: Le potenze dell’Intesa la considerarono come un tradimento e appoggiarono le forze antibolsceviche e inviarono truppe nel paese. Kolciak penetrò dalla Siberia e i soviet decisero di uccidere lo zar e tutta la sua famiglia per paura che venissero liberati, si svilupparono anche guerriglie contadine. Si creò una dittatura rivoluzionaria:

- Vennero formati la Ceka (polizia politica) e un Tribunale rivoluzionario che doveva processare tutti i ribelli
- Tutti i partiti vennero messi fuori legge e fu introdotta la pena di morte
- Venne riorganizzato l’esercito col nome di Armata rossa degli operai e dei contadini da Trotzkij, con una ferrea disciplina
- Vennero introdotti i commissari politici per la lealtà al governo
La creazione di un esercito efficiente gli permise di resistere, l’opposizione aveva un esercito mal coordinato perché formato da rivalità politiche. I governi occidentali cominciarono a ritirare le truppe a causa delle proteste in patria e le armate bianche (monarchico-conservatori) vennero sconfitte. La Repubblica di Polonia approfittò della debolezza della Russia per recuperare i suoi territori invadendo Varsavia. A marzo 1921 si stipulò la pace e la Polonia annesse la Bielorussia e l’Ucraina. Questa guerra avvicinò le opposizioni.

4. La Terza Internazionale.
I bolscevichi riuscirono a creare il primo Stato socialista in un paese arretrato e circondato da potenze ostili. Lenin volle sostituire una nuova Internazionale comunista alla vecchia, che coordinasse gli sforzi dei partiti rivoluzionari di tutto il mondo rompendo con la socialdemocrazia europea. Essa venne chiamata Terza Internazionale e si tenne a Mosca a marzo 1919 con i delegati dell’ex Impero russo e venne decisa una costituzione ma non svolse nulla di particolare. I compiti e gli scopi vennero scelti nel II congresso del 1920, in cui parteciparono molte più persone. Lenin introdusse un documento di 21 punti sulle condizioni per parteciparvi, tra cui:

- I partiti aderenti avrebbero dovuto ispirarsi al modello bolscevico
- Avrebbero dovuto cambiare il proprio nome in quello di Partito comunista
- Difendere la causa della Russia sovietica
- Eliminare le correnti riformiste
Lo scopo fu quello di creare vari partiti simili a quello bolscevico nel mondo, rendere la Russia il centro del comunismo mondiale, difendere il socialismo e venne conseguito, mentre non riuscirono a coinvolgere gli operai dei paesi più sviluppati.

5. Dal comunismo di guerra alla Nep.
L’economia russa era instabile:
- nacquero molte aziende per l’autoconsumo che non rifornivano le città
- molte industrie vennero lasciate a vecchi imprenditori sotto la sorveglianza dei consigli operai
- le banche furono nazionalizzate e i debiti con l’estero cancellati
- il governo non sapeva riscuotere le tasse ed era costretto a stampare carta moneta
si ritornò al baratto. Il governo attuò una politica più autoritaria che venne chiamata comunismo di guerra:
- vennero istituiti dei comitati per requisire agli agricoltori benestanti il cibo da portare in città (dove si moriva di fame)
- venne incoraggiata la formazione di fattorie collettive (comuni agricole) e sovietiche (gestite dallo stato
- vennero nazionalizzati i settori industriali più importanti per normalizzare la produzione e vennero reintrodotti criteri di efficienza in contrasto con i principi di egualitarismo sociale.
Grazie al comunismo di guerra, i bolscevichi, riuscirono a svolgere alcune funzioni essenziali e ad armare e nutrire l’esercito. Ma sul piano economico fu un vero fallimento: le città furono spopolate per disoccupazione e fame e diminuirono i raccolti e la produzione industriale. Al tentativo di distribuire equamente il cibo si opposero i contadini e nacque il commercio privato e si svilupparono sommosse contadine. Nel ’21 ci fu una grandissima carestia che fece morire tantissime persone e aumentò il dissenso tra gli operai. I marinai della base di Pietrogrado (importanti per la rivoluzione di ottobre) si ribellarono e ci fu una dura repressione militare. Si tenne a Mosca il X congresso del Partito comunista dove venne abbandonato il comunismo di guerra e liberalizzati gli scambi. La nuova politica economica (Nep) voleva stimolare la produzione agricola aumentando l’afflusso nelle città (ai contadini era consentito vendere i prodotti in più in cambio di una parte per il governo) e anche quella industriale. Ebbe buone conseguenze ma tornarono i contadini ricchi che controllarono il mercato agricolo. La liberizzazione aumentò la disponibilità dei beni ma aumentò anche la classe dei trafficanti (aumentando la differenza ricchi poveri). Aumentarono i disoccupati e i salari erano molto bassi.

6. L’Unione Sovietica: costituzione e società.
La prima costituzione russa venne fatta nel ’18 (durante la guerra civile)(ma attuata nel’22) e:
- si apriva con una dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato
- il potere doveva appartenere solo alle masse lavoratrici
- lo Stato doveva rispettare le autonomie etniche
nel ’24 i congressi dei soviet decisero di dar vita all’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche e venne approvata la costituzione che affidava il potere al Congresso dei soviet ma il potere reale era nelle mani del Partito comunista che forniva le direttive ideologiche e politiche, controllava la polizia, proponeva i candidati alle elezioni dei soviet. Lo Stato era governato dai bolscevichi. Lo sforzo dei bolscevichi si indirizzò in 2 direzioni:
- educazione della gioventù per lo sviluppo economico. Venne resa obbligatoria fino a 15 anni e venne privilegiata l’istruzione tecnica su quella umanistica. Si incoraggiò l’iscrizione in massa nell’organizzazione giovanile.
- lotta contro la chiesa ortodossa che aveva una visione del mondo diversa. Questa lotta fu condotta con molta durezza ma l’influenza della chiesa non venne eliminata del tutto. Molto indebolita non riuscì a imporsi e si adattò a vivere in spazi limitatissimi. Venne riconosciuto solo il matrimonio civile e si semplificarono le procedure per il divorzio, venne legalizzato l’aborto e proclamata la parità tra i sessi, i figli illegittimi avevano gli stessi diritti di quelli legittimi. Venne favorita la liberalizzazione dei costumi.
Molti intellettuali emigrarono e trasferirono la rivoluzione nella propria arte, dando vita alla stagione d’oro della russia che si concluse negli anni ’20 quando l’espressione artistica fu sempre più condizionata per la propaganda.

7. Da Lenin a Stalin: il socialismo in un solo paese.
Stalin divenne segretario generale del Partito comunista nel ’22 e Lenin si ammalò. I dissensi interni aumentarono e si fecero più duri. Il primo scontro sorse per la centralizzazione e la burocratizzazione del partito e dei poteri accumulati. Trotzkij era il più popolare ma anche il più isolato dei leader, e fu dato maggior potere a Stalin che non aveva nemmeno la fiducia di Lenin (troppo rozzo e autoritario). Dopo la morte di Lenin lo scontro tra Trotzkij e Stalin si fece più aspro:
- Trotzkij (rivoluzione permanente)credeva che l’involuzione del partito fosse dovuta all’isolamento della Russia che doveva accelerare i ritmi di industrializzazione ed estendere il processo rivoluzionario in occidente.
- Stalin (Socialismo in un solo paese) credeva che la vittoria di un solo paese era possibile e che la Russia poteva fronteggiare il mondo intero. Ciò si opponeva ai bolscevichi ma si adattava alla realtà, che non permetteva la rivoluzione mondiale, e stimolava il paese al patriottismo.
Le potenze europee strinsero patti con Stalin e Trotzkij fu sconfitto. L’unione dei suoi avversari si affievolì e Zinov’ev e Kamenev ripresero le sue tesi e interruppero la Nep che stava facendo nascere il capitalismo nelle campagne. Mentre Stalin e Bucharin erano favorevoli alla Nep e alla piccola impresa agricola. Zinov’ev e Kamenev vennero sconfitti e si allearono con Trotzkij. La lotta contro Stalin era già persa e vennero espulsi dal partito e i seguaci perseguitati e incarcerati. Trotzkij venne espulso dalla Russia. Con la sconfitta dell’opposizione di sinistra e del gruppo dirigente storico si chiudeva la prima fase della rivoluzione comunista. (comincia una nuova fase con il crescente potere di Stalin e il suo tentativo di trasformare la Russia in potenza industriale e militare).

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