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I Paesi extraeuropei

L’indipendenza dell’India

Subito dopo la Prima guerra mondiale il Partito del Congresso , espressione del nazionalismo induista, aveva trovato una guida nel Mahatma Gandhi che, grazie al metodo di azione politica “non violento” , era riuscito a imporsi come capo del movimento per l’indipendenza del Paese dalla Gran Bretagna.
Per oltre un ventennio Gandhi lottò contro il dominio britannico attuando il boicottaggio totale di ogni prodotto inglese ed evitando di reagire in maniera violenta a qualsiasi attacco o provocazione. Nel 1946 Gandhi partecipò alle trattative con la Gran Bretagna e, nel 1947, l’India ottenne l’indipendenza .
Subito dopo nel Paese crebbe la tensione tra la maggioranza induista e la minoranza musulmana: il Partito del Congresso, che governava l’India, cedette alle pressioni musulmane e divise il Paese in due Stati : L’Unione Indiana, induista, e il Pakistan, musulmano.

Nel 1948 Gandhi, che aveva sempre predicato la tolleranza tra le religioni, venne assassinato da un fanatico indù. Il suo successore, Nehru e poi anche la figlia del Mahatma, Indira Gandhi, avviarono in India un difficile processo di modernizzazione economica e sociale.

La Rivoluzione cinese

Negli anni ’20 nacquero in Cina due partiti: Il Partito nazionalista , guidato dal generale Chiang Kai-scek, e il Partito comunista di Mao Zedong ( o Mao Tze -tung). Mao, vedendo nei contadini l’avanguardia della rivoluzione, riuscì a liberare una vasta regione della Cina settentrionale dal regime di una turbolenta casta militare. Qui , nel 1931, Mao attuò una riforma agraria di estrema efficacia: i grandi latifondi furono divisi tra i contadini e le tasse vennero ridotte. Chiang Kai-scek attaccò allora le forze comuniste rimaste nel Sud del Paese e Mao giungendo dal Nord in aiuto dei compagni del Sud fu accerchiato dai nazionalisti. Nonostante questa difficile situazione, egli trasformò la ritirata in quella che è passata alla storia come la “Lunga marcia”, un percorso di migliaia di chilometri attraverso la Cina che permise ai comunisti di diffondere le proprie idee tra i contadini. Intanto , sempre nel 1931, il Giappone invase la Cina per cui Chiang Kai- scek e Mao Zedong decisero di coalizzarsi per sconfiggere il nemico comune. Finita la guerra, il Partito Nazionalista crollò e Chiang si trasferì nell’isola di Taiwan, dove fondò uno Stato sotto la protezione americana. Nel 1949 Mao proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. Dopo un breve periodo di alleanza con l’URSS la Cina si allontanò dal modello sovietico perché essa rappresentava un Paese con un’economia prevalentemente agricola nel quale era necessario un comunismo agricolo .

La guerra del Vietnam

L’Indocina, che comprendeva il Laos, Cambogia e Vietnam , era una colonia francese dalla fine dell’Ottocento ed era soggetta a un regime di dominazione molto duro e repressivo. Scoppiata la seconda Guerra mondiale il Paese venne invaso dal Giappone (1941) ma, proprio in quello stesso periodo nacque un movimento per l’indipendenza chiamato Vietminh , guidato da Ho Chi Minh, un comunista molto vicino a Mao. Dopo la guerra la Francia cercò di recuperare i propri possedimenti ma senza successo perché Urss e Cina, favorevoli alla nascita di uno Stato comunista, aiutarono Ho Chi Minh a consolidare il suo potere. Nel 1954 le truppe francesi furono sconfitte definitivamente. Con la pace, firmata a Ginevra nel luglio del 1954 si stabilì l’indipendenza della Cambogia, del Laos, del Vietnam.
Il Vietnam venne diviso in due Stati :
•Vietnam del Nord , governato da Ho Chi Minh con capitale Hanoi
•Vietnam del Sud governato da Ngo Dinh Diem con capitale Saigon .
Ho Chi Minh non riconobbe come legittimo il governo del Sud e nel 1955 intraprese una guerriglia che sfociò poi nella Guerra del Vietnam. I filo-comunisti del Sud si unirono ai guerriglieri del Nord ( Nel Fronte nazionale di Liberazione) guidati da Ho Chi Min e finanziati da Urss e Cina.
Il 35 °presidente USA John Fitzgerald Kennedy preoccupato che l’area potesse entrare nella sfera di controllo comunista iniziò a inviare a Diem dapprima armi e poi soldati , rendendo la guerra ogni giorno più aspra soprattutto per la forte resistenza dei Vietcong (viet=rossi) . Nel 1967 gli Usa avevano inviato già quasi mezzo milione di uomini. La crudeltà dei combattimenti indusse il popolo americano a chiedere a chiedere al proprio governo la fine del conflitto ( inoltre i costi della guerra erano molto elevati). Fu così che Henry Kissinger, rappresentante del presidente americano, riuscì nel 1973 a ritirare tutte le truppe presenti nel territorio vietnamita. Il governo di Saigon, senza l’appoggio USA non ebbe più la forza per opporsi ai Vietcong che, nel 1975, unificarono il Paese.

La decolonizzazione in Africa

•In Algeria, colonia francese, la lotta iniziò nel 1954 e venne condotta dal Fronte di liberazione nazionale che utilizzò la tattica degli attentati per indurre i cittadini francesi residenti ad Algeri ad abbandonare la colonia. Il presidente francese Charles de Gaulle avviò trattative e l’Algeria nel 1962 divenne indipendente.
•Altre due colonie francesi ,Tunisia ( 1955) e Marocco (1956) ottennero l’indipendenza in maniera pacifica
•Il Sudafrica era uno stato indipendente governato dai boeri (olandesi) che essendo bianchi avevano instaurato un sistema basato sulla discriminazione razziale ( apartheid) ai danni della maggioranza nera. Leader della lotta contro l’apartheid fu Nelson Mandela (18 luglio 1918- 5 dicembre 2013) che riuscì ad attirare sul Sudafrica l’attenzione della comunità internazionale. Il Paese fu sottoposto a embargo commerciale (blocco degli scambi commerciali) che, unito a uno stato di guerriglia, fece nascere il dissenso anche all’interno della comunità dei bianchi. Nel 1990, dopo trent’anni di carcere, Mandela venne liberato e quattro anni dopo vinse le prime elezioni libere e multirazziali del Paese diventando Presidente della nuova repubblica sudafricana.

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