Nuovi attori sulla scena internazionale

Il poderoso sviluppo degli Stati Uniti

All'inizio del xx secolo gli Stati Uniti conobbero un'eccezionale crescita economica, trinata da agricoltura e industria e fondata sulla disponibilità di materie prime, sul basso costo della manodopera immigrata e su un'efficiente rete ferroviaria. Lo sviluppo economico mise in luce le forti disuguaglianze sociali. In politica, il Partito populista e i democratici progressisti tra cui Roosevel e Wilson, cercarono di porre un limite al potere dei trust ripristinando la libera concorrenza e di adottare una legislazione sociale per proteggere i diritti dei lavoratori.

Le origini dell'imperialismo americano

il bisogno di espandere la propria area di influenza economica spinse gli USA ad esercitare forme di controllo indiretto sul Centro America ; nello stesso tempo si riaffermò l'ideologia di dover esportare la democrazia nel mondo. Così gli usa sconfissero gli spagnoli liberando Cuba trasformandola in un protettorato americano. Fu Roosevelt a consolidare l'imperialismo statunitense attraverso la penetrazione economica e l'intervento diretto. Alla politica di Roosevelt culminata nella “dottrina Monroe” che rivendicava per gli USA il presidio del continente americano da interferenze europee,

fece seguito con Wilson la teoria della “nuova libertà” favorevole all'esportazione del modello democratico americano senza l'uso delle armi.

La rivoluzione messicana e lo scenario dell'America Latina

Le repubbliche centro-americane, con un'economia basata sulle esportazioni agricole, risentivano dell'egemonia politica e sociale dei latifondisti. La mancanza di un ceto medio impedì il radicamento delle istituzioni liberali e favorì dittature militari. In Messico, i capi-popolo Zapata e Pancho Villa furono protagonisti di una sanguinosa guerra civile.

L'affermazione del Giappone e l'avvento della Repubblica cinese

il Giappone divenne una potenza militare che riuscì a strappare la Manciuria alla Cina e affrontò la Russia, battuta nel 1905. in Cina il medico Sun Yat-sen a capo di una società segreta, fu il protagonista di un moto nazionalista che nel 1911 rovesciò la dinastia Manciù e proclamò la Repubblica a Nanchino. Ma a causa di conflitti interni si instaura una dittatura.


Una fase di forte espansione

Un nuovo ciclo economico

Tra 8/900 l'Europa conobbe una fase di eccezionale crescita economica, grazie all'impiego di nuove risorse energetiche e materiali quali l'elettricità, il petrolio e l'acciaio. Tali fattori uniti ai progressi dell'industria chimica, consentirono il funzionamento del motore a scoppio, che attraverso l'invenzione dell'automobile e dell'aeroplano, diede vita ad una rivoluzione dei mezzi di trasporto. Intanto la radio e il telefono si diffondevano nella vita quotidiana.

Gli sviluppi della grande impresa e l'organizzazione scientifica del lavoro

La necessità di ingenti investimenti e la concorrenza determinarono la nascita della “grande impresa” che mirava ad acquisire posizioni di monopolio sul mercato attraverso la formazione di trust e inglobando diverse funzioni al suo interno. Allo stesso tempo si affermò una nuova organizzazione razionale del lavoro: il taylorismo che prevedeva una standardizzazione e una parcellizzazione del processo produttivo grazia l'ausilio della catena di montaggio, introdotta per la prima volta negli stabilimenti automobilistici della Ford.

Gli scambi internazionali e l'affermazione del Gold standard

Tra il 1890 e 1914 gli scambi internazionali conobbero un notevole incremento, al quale contribuì l'affermazione del Gold standard, basato sulla convertibilità aurea delle monete. All'interno di questo sistema , era centrale il ruolo della sterlina e della Gran Bretagna, destinate successivamente a cedere il passo agli USA.

La politica degli affari e quella dell'imperialismo

L'aumento del flusso dei capitali riguardò solo marginalmente le colonie, mentre interesso maggiormente le zone periferiche dell'Europa come la Russia, Cina e Impero Ottomano. Anche lo sviluppo delle economie europee non dipendeva tanto dalla loro espansione coloniale: un fenomeno come l'imperialismo si può comprendere solo tenendo presenti la mentalità e il clima di un'epoca, dominato dalla fiducia del progresso e dalla convinzione degli europei di essere depositari di una missione civilizzante per l'intera umanità.

Le prime forme di protezione sociale

Tra la fine del 800 e i primi del 900 nei paesi industrializzati si diffusero i primi interventi di assistenza sociale. Di fronte alle conseguenze dell'industrializzazione, i modelli europei abbandonarono il modello liberale dello “stato minimo” (tutela la libera iniziativa privata contro ogni forma di dirigismo statale e a garantire ai cittadini uguaglianza solo sul piano formale). Per esempio furono introdotte norme riguardo la condizione lavorativa (orari, lavoro minorile e femminile) e un sistema di previdenza in caso di malattia, infortuni, invalidità e vecchiaia. Il perseguimento del benessere divenne un compito fondamentale della classe politica.
In Germania vennero imposte leggi restrittive sul lavoro infantile e sulla riduzione dell'orario di lavoro a un massimo di 10 ore e l'introduzione di un sistema di previdenza sociale.
Francia, Inghilterra, Italia e Stati Uniti furono più aperti al dialogo con i sindacati, introdussero l'obbligo del giorno di riposo per il lavoro minorile e femminile e una maggiore sicurezza nell'ambiente lavorativo. In Francia addirittura fu stabilito un risarcimento per gli infortuni sul lavoro. In Inghilterra fu riconosciuto il diritto di sussidio in caso di disoccupazione.
Le organizzazioni sindacali svolsero un ruolo rilevante nello sviluppo della legislazione sociale non solo correggevano i “mali” derivati dal capitalismo ma tendevano a collegare le rivendicazioni economiche e sociali della classe operaia al conseguimento di obbiettivi politici come il suffragio universale. Mentre in Francia il movimento operaio espresse orientamenti lontani dalle strategie riformiste; in Inghilterra le varie associazioni agirono nell'ambito delle rivendicazione economiche. In Italia il sindacato che si sviluppò dalle lotte dei lavoratori e dalla nascita del Partito Socialista, si occupò anche dei problemi della crescita economica a causa di una forte disoccupazione.

Alla fine dell'800 si stabilì in Europa che l'istruzione elementare fosse obbligatoria e gratuita e i singoli stati si impegnarono a finanziare la scuola pubblica al fine dell'integrazione sociale dei ceti più poveri e per la formazione di una classe lavoratrice più qualificata. Tuttavia si trattava solo di un'istruzione primaria .

L'esordio della società di massa

La legislazione sociale e la diffusione della scolarizzazione favorirono l'emancipazione dei lavoratori. Infatti i ceti medi acquisirono sempre più consistenza grazie all'ampliamento delle competenze dello stato e delle amministrazioni locali a settori prima affidati all'iniziativa privata (istruzione e sanità). Si formò così una burocrazia più numerosa articolata di dipendenti pubblici. Cominciò così a farsi sentire la presenza del ceto impiegatizio nella vita pubblica.
Un'altra caratteristica della nuova società fu la sostituzione della produzione artigianale con quella in serie delle fabbriche, che produceva beni di consumo di massa. Si diffusero i grandi magazzini in tutte le grandi città europee e statunitensi. Sorse così una nuova società dei consumi e di conseguenza la nascita del mercato pubblicitario veicolato attraverso la stampa in grado di garantire forti investimenti. Tuttavia il fenomeno fu più evidente negli USA dove il reddito procapite si raddoppiò.Questa democratizzazione del lusso portò al passaggio da il modello piramidale di società a quello romboidale.

I mezzi di comunicazione di massa iniziarono ad affermarsi nei primi del 900 dove la stampa periodica conobbe notevoli sviluppi grazie ad innovazioni tecnologiche, nuove tecniche di vendita e a nuove entrate garantite alla pubblicità raggiungendo una diffusione di massa.
La stampa periodica crebbe enormemente non solo a livello politico ed economico ma anche nel costume, moda e nei gusti di un pubblico sempre più ampio. Negli USA si affermò un modello fondato sullo scoop ovvero sulla notizia esclusiva e inoltre nacque il mestiere del reporter.
Un'altra espressione della società di massa fu la diffusione di forme di svago prima riservata all'aristocrazia: caffè, balli, teatri e il cinema nato da i fratelli Lumiere.
Anche il turismo coinvolse il ceto medio in particolare le villeggiature al mare e in montagna. La diffusione dello sport fu una delle più importanti occupazioni del tempo libero e contribuì anche al riconoscimento del primato sociale della borghesia: l'educazione fisica. Ma divenne anche una forma di spettacolo: Giochi Olimpici moderni, il calcio e il ciclismo.


I dilemmi della cultura europea

La critica della modernità e del progresso

Agli inizi del 900 la cultura positivistica che caratterizzò il secolo precedente entrò in crisi a causa di una perdita di fiducia nel progresso da parte degli intellettuali. Già negli ultimi decenni dell'800 Nietzsche aveva elaborato una critica radicale del mondo moderno secondo cui la società occidentale aveva determinato una radicale razionalizzazione del mistero dell'esistenza attraverso il falso mito del progresso tecnico e della verità scientifica. Ma tuttavia le forze della vita (creatività,dolore, felicità) non possono essere spiegate razionalmente.
Per Nietzsche morale e cristianesimo sono l'opposto dell'onestà intellettuale: la moralità in quanto convenzione sociale è un conformismo, alla diffusione del quale contribuiva la religione che aveva mortificato il corpo in favore di una spiritualità illusoria. Perciò la società europea aveva raggiunto il culmine della decadenza perchè nata da spiritualità cristiana e conformismo morale. Anche la democrazia era per N. il prodotto della decadenza sociale perchè impedisce di diventare ciò che si è.
L'ideologia di Nietzsche si diffuse particolarmente nel primo 900 caratterizzato dall'industrializzazione, urbanizzazione e massificazione. Alla base di questa visione risiedeva il giudizio critico degli effetti del denaro, razionalità e tecnica. La stessa produzione in serie aveva standardizzato i prodotto influenzando i gusti e rendendoli uguali tanto da rendere gli individui una folla anonima conformista e indistinta.
Lo scrittore Mann espresse il disagio della crisi della vecchia borghesia che nel xx secolo si caratterizzava da spiriti liberi, amanti della vita e della bellezza il cui destino era la decadenza.
Bergson individuò sulla scia di Nietzsche mise l'accento sulla visione irrazionalistica del mondo e dell'uomo e sul ruolo dell'azione con la sua teoria del tempo vissuto e dello slancio vitale. Tale teoria si diffuse anche in Francia grazie a Sorel teorico del sindacalismo rivoluzionario. Egli individua nello sciopero generale un moto di coscienza tale da determinare una rigenerazione sociale. La nuova società doveva essere ricostruita attraverso la forza liberatrice della violenza rivoluzionaria.

La psicoanalisi e la crisi del soggetto

nel 1900 venne pubblicata a Vienna L'interpretazione dei sogni simbolo della psicoanalisi. Freud inaugurò un nuovo modo di considerare le azioni umane: separando la vita psichica da quella cosciente dando attenzione ai sogni, ricordi, lapsus, giochi di parole, amnesie grazie alle quali era possibile rendere conscio l'inconscio. Con tale teoria l'individuo non si trova ad essere nemmeno padrone di se stesso dato che la sua volontà è determinata dall'inconscio.
La psicoanalisi ebbe origine dagli studi sulla nevrosi che condusse Freud. Egli si rese conto che i sintomi nevrotici erano espressione di esperienze emotive intense e dolorose che il soggetto aveva inconsciamente nascosto. Ma proprio questi affetti nascosti erano le cause della nevrosi dunque era necessario portare alla consapevolezza del paziente i contenuti del suo inconscio per curarlo. Secondo Freud il luogo in cui avviene tale rimozione è il sogno. Compito della psicoanalisi era quello di cogliere i contenuti rimossi. Per Freud la psiche era un sistema energico che era turbato da fattori esterni ma anche interni ovvero era un teatro di scontro inconscio tra pulsioni che miravano a soddisfare i desideri sopratutto di carattere erotico e la coscienza che tendeva ad arrestare le pulsioni. Freud suddivide la psiche in tre dimensioni: l'Es ovvero la parte oscura e inaccessibile della personalità dominata dal principio del piacere, l'Io ovvero la parte cosciente della psiche dominata dal principio di realtà e il Super-Io ovvero la coscienza morale che infliggeva all'individuo i sensi di colpa.
Secondo Freud la nevrosi è connaturata al progresso e all'evolversi della società.

Le nuove scienze sociali

l'idea di poter applicare alle scienze umane il metodo scientifico diede vita alle scienze umane e sociali ( psicologia, economia,sociologia e antropologia). In psicologia ed economia prevalse il metodo quantitativo (matematica) mentre in antropologia e sociologia prevale quello qualitativo (filosofia) ma anche quantitativo. La sociologia_ primi esponenti furono Durkheim e Weber_ si affermò come la disciplina che studiava i fenomeni sociali in modo scientifico. L'Antropologia prese avvio soprattutto in Inghilterra con Taylor, si pose l'obbiettivo lo studio comparato delle diversità culturali tra gruppi umani. Allo scopo di stabilire il processo evolutivo della cultura umana.
La psicologia si sviluppo come scienza empirica e sperimentale. Il fondatore fu Wundt che inaugurò il primo laboratorio a Lipsia 1879. la psicologia portò allo sviluppo di diverse scuole di pensiero come il comportamentismo, cognitivismo, psicoanalisi.
L'economia nata con Smith nel 700 e Ricardo. Caratterizzata dalla matematizzazione dovuta a Marshall che mirò a rendere l'economia una scienza rigorosa.
Nacque un forte dibattito in Germania fra scienze dello spirito e scienze della natura: nella prima corrisponde la comprensione nella seconda la spiegazione.
Weber intendeva affermare il carattere oggettivo della conoscenza dei fatti culturali.

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