Mongo95 di Mongo95
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Il declino europeo è ormai un dato di fatto. Fu dovuto all’emergere di nuove potenze, come USA e Giappone, nonché la nascita di movimenti indipendentisti, tra i quali la rivolta non violenta e il boicottaggio ad opera di Ghandi in India, colonia inglese. La crisi del’29 inasprisce la situazione. Le colonie quindi non godono più dei benefici economici della madrepatria, ora in crisi. L’Inghilterra trasforma il suo impero nel Commonwelth, lasciando ampio spazio e autonomia alle colonie, che ora devono soltanto giurare fedeltà alla corona. È una azione voluta proprio per non perdere il controllo in modo totale.
La Francia invece adotta la politica dell’assimilazione: creare una “grande Francia” in cui i cittadini delle colonie abbiamo gli stessi diritti dei francesi (anche se poi saranno sottoposti a rigido controllo e dipendenza).
Il Giappone inizia un’espansione. Nel 1931 l’esercito occupa la Manciuria (Cina), con conseguenti condanne e sanzioni da parte della Società delle Nazioni, da cui verrà poi espulso. Politicamente inizia quindi ad avvicinarsi ad Italia e Germania. Nel 1936 si fa un patto “Anticomintern”, contro la Russia, per poi arrivare al Patto Tripartito nel 1940. Le conquiste in Cina continuano, fino ad arrivare al massacro di Nanchino.

Negli Stati Uniti nel 1932 il repubblicano Hoover viene vinto dal democratico Franklin Delano (Dell’Ano per gli amici) Roosevelt. Sua preoccupazione fu subito risolvere al Grande Depressione: mette in atto il New Deal, che si realizza attraverso grandi opere pubbliche in ogni settore dell’economia. Soprattuto nel Tennessee, lungo l’omonimo fiume, vengono costruite dighe e centrali idroelettriche, impiegando 2milioni di disoccupati. Inoltre le aziende elettriche dovevano così abbassare i loro prezzi, dato che lo Stato diventava un concorrente. Si riducono gli orari di lavoro nelle industrie (36 ore settimanali). Nell’agricoltura vengono aumentati i prezzi, così che gli agricoltori abbiamo maggiori profitti. Viene poi premiato chi riduce semine e produzione. Vengono dati crediti ai contadini che rischiavano di perdere le loro terre requisite dalla banche. La crisi però terminerà nel 1939, quando le fabbriche verranno impiegate nella produzione bellica al fianco della Gran Bretagna.
Negli Anni ’30 in tutta Europa si diffondono regimi totalitari. Questo fenomeno fu favorito dall’arretratezza sociale e culturalem nonché la tendenza all’autoritarismo dei ceti dominanti. Per via del desiderio di democrazia quindi, iniziano a nascere i “Fronti Popolari”, coalizioni che riunivano forze comuniste, socialiste e democratiche. Vincono le elezioni nel 1936 in Francia e Spagna.
In Spagna le destre reagiscono con un colpo di stato organizzato dalla “Falange”, movimento politico fascista creato nel ’33 da Antonio Primo de Rivera, con carattere autoritario e corporativistico. Militarmente il colpo di stato è sostenuto dalle truppe guidate dal generale Francisco Franco, che erano di stanza in Marocco. Scoppia una guerra civile (36-39), che vede Franco, sostenuto da armamenti tedeschi ed italiani (che mandano anche un regolare esercito), contrapporsi al Fronte popolare, sostenuto dalle “Brigate internazionali”, cioè giovani di tutto il mondo che volevano combattere per la democrazia. Il Vaticano invece appoggia Franco, quasi in una crociata anti-comunista. Inghilterra e Francia non si esprimono, mentre i Sovietici danno armamenti ai repubblicani. Dopo un iniziale successo franchista, ci sono tre anni di scontri durissimi, con una guerra che assume forti caratteri ideologici: da una parte lotta contro il fascismo, dall’altra guerra al comunismo. Tra i membri delle Brigate troviamo anche lo scrittore americano Hemingway, che poi narrerà il conflitto ne “Per chi suona la campana”. Tanti saranno i bombardamenti (anche ad opera della Luftwaffe) su città e civili,
Franco trionfa con la conquista di Barcellona e Madrid ed instaura la sua dittatura. Nel 1947 stabilisce una monarchia, ma per se tiene il titolo di “Capo di Stato a vita”, che mantiene fino al 1975.

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