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L'Italia repubblicana


1. La liberazione, la repubblica, la costituzione (1945-47)


Nella primavera del 45 l'Italia viene liberata dall'occupazione nazista e resta sottoposta al controllo delle forze militari angloamericane. Solo con la firma del trattato di pace nel 47 l'Italia può recuperare la piena sovranità nazionale. Intanto mentre nelle regioni centro-settentrionali si diffondono speranze di radicali cambiamenti sociali e politici preparati o immaginati nella lotta partigiana. Il sud, occupato a lungo dagli alleati conosce invece la ripresa delle tendenze più tradizionali dello spirito pubblico nazionale.
Irrompono ora nuove forze sociali: contadini, operai, cattolici, comunisti, democratici radicali, che volevano costruire un nuovo Stato. L'Italia si presenta quindi divisa in più parti Stato-Chiesa, Nord- Sud, classi dominanti-masse popolari, particolarismo-solidarismo, fascismo-antifascismo, comunismo- anticomunismo, familismo-civismo.
Si rafforzano così differenti tendenze volte all'indifferenza politica e morale e alla conservazione sociale, rappresentate soprattutto dal separatismo e dal qualunquismo diffusi nel meridione. Secondo il giurista Aldo Moro, l'uomo qualunque “non è se stesso, è altri da sé e pur di non essere se stesso è pronto a tutto, anche ad accettare qualsiasi dittatura che nasce fatalmente dove al posto dell'ansiosa libertà dello spirito c'è il vuoto”. Già da qualche tempo è in atto un conflitto tra le forze che puntano a mantenere una sostanziale “continuità dello stato” e quanti vogliono invece trasformare profondamente le strutture statali estendendo le funzioni dei comitati di liberazione nazionale (CLN). Le forze più radicali, rappresentate nel partito socialista di Pietro Nenni, e nel partito d'azione del capo della lotta partigiana Ferruccio Parri, insistono sulla centralità delle strutture dei CLN per avviare la formazione di una nuova forma d stato democratico. La rimozione del fascismo e il ripristino delle riforme dell'italia liberale fondavano la proposta di Croce. Le forze liberali e moderate si riconoscevano nell'organizzazione dello Stato monarchico, rinnovato dal suffragio universale, che ora veniva esteso alle donne.
Il partito comunista, guidato da Togliatti intende invece legittimarsi come forza di governo dentro le strutture di uno Stato rinnovate in senso democratico per il ruolo centrale assegnato ai partiti di massa. L'alleanza antifascista tra le grandi potenze che fa parte della democrazia progressiva di Togliatti regge poco alla fine della guerra antinazista presto diventata guerra fredda tra stati uniti e unione sovietica. La Democrazia cristiana diretta da De Gaspari, segretario del partito popolare, vuole favorire il passaggio degli italiani dall'adesione al fascismo a una rinnovata forma di democrazia, intrecciando le energie del mondo cattolico con l'adesione alla Chiesa cattolica, che si va staccando dalle contiguità con gli autoritarismi di destra e si orienta verso la democrazia politica.
I partiti antifascisti del CLN formavano il primo governo dell'Italia liberata nel giugno 1945. presidente era Parri, vicepresidenti Nenni e Brosio, ministro degli esteri De Gasperi e guardasigilli Togliatti. Le violenze (Emilia, Sicilia, Puglia )si intrecciavano con le agitazioni sociali provocate dalla disoccupazione e dalle insufficienti retribuzioni. Dopo anni di prigionia, ritornava un milione di militari italiani reduci dai fronti di guerra, in un paese sofferente. La coalizione politica espressa nel governo Parri era solcata da profondi contrasti che bloccavano provvedimenti significativi,il governo cadde nel dicembre del 45. per la prima volta divenne presidente del consiglio un cattolico, De Gasperi, sostenuto dai liberali, dai socialisti e dai comunisti,in quanto aveva partecipato attivamente alla resistenza antifascista. Si apriva così una nuova fase storica in cui il governo militare alleato trasferiva finalmente al governo italiano l'amministrazione delle province settentrionali. De Gasperi punterà a unire nella DC le diverse tendenze del mondo cattolico, garantire il sostegno della Chiesa a un partito unitario dei cattolici di orientamento democratico, favorire l'adesione alla DC dei ceti intermedi che avevano convissuto col fascismo, limitare l'alleanza con i comunisti alla ratifica del trattato di pace con le potenze vincitrici e alla definizione condivisa dei principi fondativi della nuova costituzione democratica. E' un periodo ricco di speranze e lotte. Il clima politico dell'inverno del 46 sarà segnato dall'indebolimento della solidarietà antifascista e dalla paura del comunismo, dei sentimenti anticomunisti nella chiesa di pio XII, tra i liberali, i qualunquisti e larga parte della DC.
E' in un clima di tensione politica che il governo deciderà le procedure che porteranno al rinnovamento istituzionale e costituzionale dello Stato italiano. Nenni propone la soluzione che porterà alla decisione innovativa del referendum per la scelta istituzionale e a indire le elezioni per l'Assemblea che redigerà la carta costituzionale ma non avrà potere legislativo (del governo della DC insieme a Pci e Psiup - partito socialista italiano di unità proletaria).

Le preoccupazioni però erano più rivolte allo scontro nel paese fra forma monarchica o repubblicana da dare allo stato italiano. Le forze politiche che riconoscevano il valore dell'antifascismo si ritrovavano nella sponda repubblicana (Psiup,Pci,Pda, partito repubblicano italiano), da gran parte dei dirigenti e degli iscritti democristiani, da una minoranza dei liberali. Mentre le forze moderate e conservatrici che non volevano più sentir parlare di antifascismo e che temevano il socialcomunismo, si schieravano a favore della monarchia; esse erano Chiesa, gran parte dell'elettorato democristiano, maggioranza dei liberali, qualunquisti e in larga misura dal Mezzogiorno. Anche i confronti interni sono molto accesi: i liberali erano percorsi da fratture interne (monarchici e repubblicani) e i socialisti tra intransigenti classisti di orientamento anche leninista (Nenni, Pertini)e una tendenza più aperta a influenze liberali e democratiche (Saragat, Romita). L'affermazione della DC si fonderà sul ruolo di associazioni e fondazioni sociali di ispirazione cattolica: dall'azione cattolica delle ACLI (ass catt lavoratori italiani), dai coltivatori diretti, alle unioni cattoliche di insegnanti, medici, giuristi, imprenditori, artigiani, tecnici. Il Pci procedeva nella sua riorganizzazione di partito di massa. Il 2 giugno del 1946 gli italiani e le italiane votano in massa l'89% per scegliere la forma dello stato ed eleggere l'assemblea costituente. La Repubblica ha il consenso del 54%. spaccatura di voti: centro nord è repubblicano, il sud monarchico. Nell'assemblea costituente si affermano i tre partiti di massa, la Dc ottiene il successo maggiore, seguito da PSIUP e PCI,deluso. Il sostegno decisivo della Chiesa alla DC traspare anche all'appartenenza all'azione cattolica di circa tre quarti degli eletti democristiani. Per altro verso possono considerarsi decisivi per la repubblica i circa due milioni di voti democristiani che si aggiungono ai voti dei partiti dichiaratamente repubblicani; così come sul piano sociale e territoriale è importante il voto repubblicano dei contadini del sud. Vittorio Emanuele III si era deciso ad abdicare al trono soltanto un mese prima del referendum, nel tentativo estremo di influenzare il voto.

Ma la monarchia dei Savoia che aveva guidato il faticoso processo della unificazione italiana scompariva anche per le pesanti responsabilità assunte rispetto al regime fascista, alla disfatta bellica e, quindi, alla dissoluzione dello stato e della nazione. Umberto II partiva per l'esilio in Portogallo. Iniziava una nuova fase, l'italia nn era più un regno ma una repubblica democratica. Il liberale dai sentimenti monarchici Enrico de Nicola, capo provvisorio dello Stato, intendeva favorire la riunificazione e la concordia tra le diverse parti e i contrapposti orientamenti del paese. Il socialista Saragat veniva eletto presidente dell'assemblea costituente. Per attenuare i conflitti che avevano lacerato il tessuto connettivo nazionale, il guardasigilli comunista Togliatti preparò una larga amnistia per i fascisti provocando risentimenti tra partigiani e forze di sinistra. De Gasperi, incaricato di formare il governo, si trovava di nuovo di fronte al problema della collaborazione coi comunisti. La chiesa di pio XII voleva la rottura col pci ma la partecipazione dei comunisti al governo serviva alla ratifica del trattato di pace con le potenze vincitrici, tra cui era l'Unione sovietica, e poi la preparazione della carta costituzionale della neonata repubblica italiana.

Il processo di rinnovamento assume anche un carattere generazionale. Venivano dal movimento giovanile Dossetti e Andreotti, uno comandante partigiano e professore all'università cattolica, l'altro già presidente degli universitari cattolici (FUCI) e in stretti rapporti col Vaticano. Diverranno presto l'uno vicesegretario della DC e l'altro sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Berlinguer e Giolitti antonio erano i giovani di Togliatti guidati a divenire i nuovi dirigenti del partito, mentre i giovani
socialisti come Matteotti partecipavano attivamente, e i giovani liberali come Orsello si schieravano coi gruppi di sinistra.
-il trattato di pace
Nella seconda metà del 46 il governo De Gasperi guida la tempestosa Italia,si acuiscono le tensioni sociali per disoccupazione, costo della vita, inflazione. Alle difficoltà economiche si accompagnano violenze e delitti ancora diffusi e conflitti politici e ideologici sempre più tesi rispetto all'antifascismo e alla lotta partigiana. La partecipazione dell'Italia antifascista alla guerra, con le brigate partigiane di ogni colore politico, aveva fondato il riscatto nazionale su un'assunzione di responsabilità etico-politica e sulla lotta armata contro il fascismo e il nazismo. Questa decisione aveva evitato all'Italia un destino di spartizione e di annichilimento politico simile a quello subìto dalla Germania. Ma ora si imponevano dure condizioni di pace all'Italia. Oltre alla ripartizione e alla perdita delle colonie africane, l'Italia perdeva la Venezia Giulia, l'Istria, la Dalmazia, con le città di Fiume, Pola, Zara. Restava aperta la questione di Trieste, su cui, alla fine, le potenze vincitrici decidevano per la internazionalizzazione di un territorio libero. L'accordo di De Gasperi e il ministro austriaco Gruber mantenne nei confini italiani l'Alto Adige. Si determinò anche un aperto contrasto tra De Gasperi e Togliatti che sostenne iniziative discutibili per i suoi rapporti con l'unine sovietica di Stalin e la Jugoslavia di Tito. La politica internazionale aggravava così le ragioni interne dei conflitti sociali e ideologici. Il trattato, pur avendo contro Croce, Nitti e Vittorio Emanuele Orlando, fu firmato da De Gasperi il 10 febbraio 1947. il governo di coalizione antifascista si indebolisce,la Dc subisce un tracollo nel voto, crolla la partecipazione elettorale, crescono i partiti di destra, il vaticano preme su De Gasperi affinché rompa l'alleanza col Pci, e de Gasperi, in sintonia col Vaticano, ha individuato da tempo negli Stati Uniti il riferimento essenziale per la ricostruzione democratica del Paese. E' l'America che non ha deciso ancora di considerare l'Italia un luogo importante della sua strategia di potenza mondiale. Il prestito di cento milioni di dollari all'Italia, avrà un valore simbolico, ma ciò che sarà importante per De Gasperi sarà presentarsi agli americani come il politico italiano più affidabile, due mesi prima dell'affermazione della dottrina Truman 12 marzo del 1947 con cui gli Stati Uniti decidono di aiutare i paesi liberi di fronte a ogni pericolo comunista di provenienza sovietica. Intanto lo spirito di scissione fondante la tradizione socialista italiana trova un'altra occasione di esprimersi. Il Psiup si divide tra i classisti rivoluzionari, che rifondano il Psi (con Nenni, Morandi, Pertini, Basso), e i riformisti guidati da Saragat, che danno vita al Psli (partito socialista dei lavoratori italiano). Il socialismo organizzato perde così peso rispetto agli altri due partiti di massa. Intanto va sfiorendo la coalizione antifascista unitaria prima del Cln e poi dei tre partiti di massa. L'Unione sovietica risponderà all'iniziativa politica ed economica americana serrando le fila degli Stati a regime comunista e dei due maggiori partiti comunisti europei (il Pci e il Pc francese) nella struttura del Cominform. Ma già nella primavera del 47 la pressione esercitata sulla Dc dal Vaticano, dagli interessi economici, dalla crisi economica e dalla paura del comunismo, faceva crollare nelle elezioni della prima assemblea regionale siciliana la Dc, mentre le destre hanno un grande successo. Il 1 maggio gli accoliti di Salvatore Giuliano e di altri banditi con mitragliatrici e granate fucilano migliaia di contadini e sindacalisti siciliani venuti nella pianura di portella della ginestra per festeggiare. 11 morti. Fu la prima strage politico-mafiosa dell'Italia repubblicana. Pochi giorni dopo si dimetteva l'ultimo governo De Gasperi di unità nazionale, a fine maggio il leader della Dc formava un nuovo governo, senza partiti di sinistra. Vicepresidente del Consiglio e ministro del bilancio era il liberale Luigi Einaudi, già governatore della Banca d'Italia. Altri liberali ed esponenti della Dc assumevano importanti responsabilità di governo nella nuova fase politica.
Nonostante i forti contrasti, l'Assemblea costituente procederà nel 46-47 alla stesura della carta costituzionale che rappresenterà una rottura rispetto al precedente statuto liberale del regno d'italia. Verrà promulgata il 1 gennaio 1948. Il soggetto politico cui spetta il potere costituente è il popolo, i giuristi del regno d'italia avevano avversato il principio politico della sovranità popolare in nome del principio giuridico della sovranità dello Stato. Libertà, eguaglianza, solidarietà, democrazia, sono i principi generali del nuovo ordinamento costituzionale. Quanto fosse forte il vento di cambiamento appare anche dal progetto costituzionale di Gonella “la costituzione deve essere un motore per riformare la disoccupazione”. La storia di uno stato borghese diventa storia di uno stato sociale, stato pluriclasse che tutela sul piano dei suoi principi, i diritti sociali dei cittadini considerati come persone autonome di fronte allo stato e uniti da legami di solidarietà e di socialità. Sono i partiti politici gli strumenti della sovranità popolare, realizzazione concreta del principio democratico.
Il desiderio di cambiamento trova piena realizzazione nel cinema di Zavattini, Rossellini, Visconti e De Sica. sono film che raccontano le trasformazioni della vita e della mentalità degli italiani.
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