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Concetti Chiave

  • Il governo Parri, formato nel 1945, affrontò sfide significative nel tentativo di attuare riforme radicali e di epurare il personale statale legato al fascismo, ma si trovò a fronteggiare l'opposizione delle forze moderate del Cln.
  • De Gasperi, alla guida dei governi dal 1945 al 1947, avviò un processo di normalizzazione che portò alla fine delle epurazioni degli ex fascisti, determinando una nuova fase politica per l'Italia.
  • La scissione di Palazzo Barberini nel 1947 divise il Psiup e favorì l'ascesa della Dc, segnando la fine della collaborazione tra De Gasperi e i comunisti, sostenuta anche dagli Stati Uniti.
  • Il referendum del 2 giugno 1946 portò alla proclamazione della Repubblica italiana e all'elezione di un'Assemblea costituente, con la prevalenza dei partiti di massa come Dc, Psi e Pci.
  • La Costituzione italiana del 1947 sancì la trasformazione dell'Italia in una Repubblica democratica, garantendo diritti fondamentali e stabilendo un sistema di poteri legislativo, esecutivo e giudiziario chiaro e definito.

Il governo Parri e le sue sfide

Nel giugno 1945, a seguito delle dimissioni di Bonomi, il Cln espresse un governo di coalizione guidato da Parri del Pda.

Il governo Parri (Pda)

Si impegnò nel presentare importanti e radicali riforme (es. tasse sui sovrapprofitti di guerra,..) cui si aggiunse l’epurazione del personale statale compromesso col fascismo. Tuttavia questo governo incontrò l’opposizione delle forze moderate (soprattutto liberali) del Cln che lo misero in crisi.

I governi De Gasperi (Dc)

De Gasperi e la normalizzazione

De Gasperi presiedette i successivi governi (dic. 1945-mag. 1947), formati anch’essi dai partiti del Cln. Egli avviò la “normalizzazione” del Paese, decretando la fine delle epurazioni degli ex fascisti.

La scissione di Palazzo Barberini

In quegli anni, la scena politica italiana, fu inoltre interessata dalla cosiddetta scissione di Palazzo Barberini (gennaio 1947), ovvero dalla scissione del Psiup (per effetto della Guerra Fredda) che fu diviso tra: Psi, guidato da Nenni > fusionista; Psdi (partito socialdemocratico italiano), guidato da Saragat > autonomista. Proprio quest’evento diede maggiore spazio alla Dc e favorì la fine della collaborazione di De Gasperi con i comunisti e coi nenniani. In questa circostanza, determinante fu anche l’appoggio degli Usa che, in cambio degli aiuti economici, avevano richiesto l’estromissione dal governo dei comunisti. De Gasperi, così, che sarebbe stato al governo fino al 1953, formò un governo monocolore democristiano, con la partecipazione di Einaudi (Pli) al Bilancio e di Sforza (Pri) agli Esteri.

Sul piano internazionale, i governi di De Gasperi scelsero il campo filo-occidentale (nella Guerra Fredda). Sul piano economico, Luigi Einaudi seguì la linea del liberismo classico, mirando alla deflazione e al pareggio di bilancio. Gli strumenti di cui si servì furono il contenimento delle spese, il restringimento del credito e la svalutazione della lira (per favorire le esportazioni). Ottenne alcuni risultati, tuttavia determinò anche la crisi delle medie/piccole imprese con il conseguente aggravamento della disoccupazione.

Qual è il significato del referendum del 2 giugno 1946?

Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum (prime elezioni in cui le donne esercitarono il diritto di voto) per scegliere tra monarchia e Repubblica e per eleggere l’Assemblea costituente. Da questa votazione uscì vittoriosa la Repubblica e Umberto II di Savoia decise di andare in esilio. Il 18 giugno 1946 fu proclamata ufficialmente la Repubblica, con Presidente provvisorio Enrico De Nicola. La votazione per l’Assemblea costituente segnò la prevalenza dei partiti di massa (Dc, Psi, Pci).

Approvazione della Costituzione italiana

Il 22 dicembre 1947 fu approvata la Costituzione elaborata dall’Assemblea costituente che entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Essa enunciava i principi posti a fondamento dell’ordinamento della Repubblica italiana e a garanzia del mantenimento e dello sviluppo delle libertà democratiche:

- sanciva la trasformazione dell’Italia in Repubblica democratica, fondata sul lavoro;

- garantiva sia le libertà civili e quelle politiche dei cittadini, sia i fondamentali diritti sociali, riconoscendo il principio di uguaglianza come principio ispiratore di tutta la legislazione (passaggio dall’uguaglianza formale a quella sostanziale);

- affidava il potere legislativo alla Camera dei deputati e al Senato, di nomina popolare a suffragio universale diretto; il potere esecutivo al presidente del Consiglio e a un governo responsabile di fronte alle Camere; il potere giudiziario alla magistratura, indipendente. Il Presidente della Repubblica, eletto dalle Camere e in carica per 7 anni, è garante della Costituzione e rappresenta l’Unità nazionale (carattere di continuità col passato: sistema bicamerale);

- affidava alla Corte costituzionale (1/3 magistrati + 2/3 nominati da parlamento e presidente) il controllo di costituzionalità delle leggi;

- riconoscimento dell’autonomia regionale, sostituendo nell’ordinamento amministrativo il decentramento all’accentramento.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali sfide del governo Parri?
  2. Il governo Parri, nato nel giugno 1945, si impegnò in riforme radicali e nell'epurazione del personale statale legato al fascismo, ma affrontò l'opposizione delle forze moderate del Cln, che ne misero in crisi l'operato.

  3. Come si caratterizzò la normalizzazione avviata da De Gasperi?
  4. De Gasperi, alla guida dei governi dal dicembre 1945 al maggio 1947, decretò la fine delle epurazioni degli ex fascisti, avviando un processo di normalizzazione politica in Italia.

  5. Quale impatto ebbe la scissione di Palazzo Barberini sulla politica italiana?
  6. La scissione di Palazzo Barberini nel gennaio 1947 portò alla divisione del Psiup e favorì la Dc, segnando la fine della collaborazione di De Gasperi con i comunisti e contribuendo a un governo monocolore democristiano.

  7. Quali furono i risultati del referendum del 2 giugno 1946?
  8. Il referendum del 2 giugno 1946 portò alla vittoria della Repubblica e all'esilio di Umberto II di Savoia, con la proclamazione ufficiale della Repubblica il 18 giugno e una predominanza dei partiti di massa nell'Assemblea costituente.

  9. Quali principi fondamentali furono sanciti dalla Costituzione italiana del 1947?
  10. La Costituzione, approvata il 22 dicembre 1947, trasformò l'Italia in una Repubblica democratica, garantendo libertà civili e politiche, diritti sociali, e stabilendo un sistema di poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, con un forte riconoscimento dell'autonomia regionale.

Domande e risposte

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