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I trattati di pace

Il trattato di pace con l’Italia fu firmato a Parigi il 10 febbraio 1947. L’Italia perdeva tutte le sue colonie, cedeva alla Jugoslavia la regione ad est della linea Gorizia-Tarvisio, ed alla Francia alcuni territori alpini di confine. Trieste, contesa fra l’Italia e la Jugoslavia, veniva poi restituita all’Italia nel 1954. Inoltre le fu imposto il disarmo ed il versamento di un’indennità. L’Austria fu occupata fino al 1955, poi riebbe la sua indipendenza; la Germania rimase divisa in due parti: la Germania Occidentale o Repubblica Federale Tedesca, con capitale Bonn, e la Germania Orientale, o Repubblica Democratica Tedesca, con capitale Pankow. Il trattato di San Francisco riduceva il Giappone nei limiti del suo arcipelago togliendogli tutte le conquiste fatte nell’ultimo mezzo secolo. La nuova repubblica italiana: la difficile concordia politica per la formazione del governo italiano dopo la dura guerra fu raggiunta prima attorno al nome di Ferruccio Parri, esponente della resistenza, poi a quello di Alcide De Gasperi, capo della Democrazia Cristiana. Il 2 giugno 1946 si elessero i deputati della Costituente, l’assemblea che doveva dare al paese la nuova Costituzione, e, contemporaneamente si scelse, per referendum, la forma istituzionale repubblicana. Per la prima volta avevano votato anche le donne. La nuova Costituzione fece dell’Italia una Repubblica Democratica Parlamentare. I presidenti della Repubblica italiana democraticamente eletti, dopo la presidenza provvisoria di Enrico De Nicola, sono stati: 1° Luigi Einaudi, 2° Giovanni Gronchi, 3° Antonio Segni, 4° Giuseppe Saragat.
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