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L’imperialismo

L’ultimo periodo dell’Ottocento è caratterizzato dall’imperialismo e dalla conquista dei territori non ancora conquistati. Alla base dell’imperialismo vi era il principio secondo cui la civiltà europea fosse la razza superiore, la razza destinata a guidare il mondo. Si affermava quindi che l’Europa avesse il diritto di imporre il suo dominio sul resto del mondo. L’imperialismo, oltre a diffondere il razzismo, causò forte tensioni tra gli Stati europei che entrarono in conflitto per la conquista dell’Africa e dell’Asia. Il 15 novembre 1884 venne inaugurata a Berlino una conferenza alla quale parteciparono Inghilterra, Francia, Russia, Germania e Stati Uniti; in tale conferenza si è arrivati alla spartizione del Continente africano, venne proclamata la piena libertà di commercio nell’Africa occidentale per tutte le potenze e venne assegnato il territorio del bacino del Congo al re del Belgio, Leopoldo II.

Con la conferenza di Berlino iniziò una vera e propria corsa alle colonie. A prevalere su tutte le potenze furono l’Inghilterra e la Francia che in pochi anni divennero dei grandi Imperi in Asia, Africa, Oceania.
L’Inghilterra concentrò inizialmente la sua attenzione nell'Africa, invece la Francia concentrò la sua attenzione nell'Asia. Gli inglesi, infatti, si interessarono all'Egitto, specialmente dopo l’apertura del Canale di Suez avvenuta nel 1869, ovvero una via di comunicazione che dimezzava il tragitto tra Londra e Bombay. Così nel 1875 l’Inghilterra comprò dal viceré d’Egitto, Ismail Pascià, circa la metà delle azioni del canale e in seguito riuscì a insediare le sue tappe nel territorio egiziano e ad arrivare così nel 1882 ad occuparlo definitivamente. Dopo aver occupato l’Egitto, l’Inghilterra occupò il Sudan e successivamente mostrò interesse verso la zona australe del Continente africano, dove erano stati scoperti giacimenti d’oro e di diamanti. In questa zona però erano insediati i discendenti dei primi coloni olandesi, che prendevano il nome di Boeri, cosi essendo quest’ultimi contrari alle intenzioni che avevano gli inglesi si opposero, scatenando uno scontro trasformatosi in una guerra che avvenne fra il 1899 e il 1902, ma ad avere la meglio furono gli inglesi; cosi quest’ultimi occuparono il Sudafrica.
La Francia invece nel 1884 riuscì a togliere alla dominazione cinese il Tonchino (attuale Vietnam settentrionale) che insieme alle colonie della Cocincina (attuale Vietnam meridionale), alla Cambogia , all’Annam e al Laos diedero origine all'Indocina francese.
Anche la Germania e l’Italia intrapresero la corsa alle colonie, infatti, la Germania creò un vasto dominio coloniale nel Togo e nel Camerun, invece l’Italia conquistò l’Eritrea, la Somalia e la Libia.
L’Olanda, il Portogallo e la Spagna furono private di gran parte dei loro territori. A queste potenze europee si affiancarono anche gli Stati Uniti e il Giappone. Gli Stati Uniti volevano impadronirsi di Cuba, Portorico e Filippine, ma si scontrarono con la Spagna perché questi erano già possedimenti coloniali spagnoli; a vincere furono proprio gli Stati Uniti. Questi ultimi successivamente conquistarono le isole Samoa e Hawaii. Il Giappone invece si orientò verso i Paesi vicini, conquistando dunque le due Coree e il Taiwan, ma puntando a espandersi ancor di più volendo conquistare anche la Cina. Quest’ultima era nelle mire espansionistiche anche della Russia, perciò scoppiò un conflitto tra le due potenze. Questo conflitto si trasformò in una vera e propria guerra che prese il nome di guerra russo-giapponese (1904-1905). Tutti si aspettavano che a vincere fosse la Russia, in quanto Paese europeo, invece vinse a sorpresa il Giappone che consacrò il proprio ruolo di potenza egeo-asiatica.

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