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Concetti Chiave

  • Il Fascismo nacque nel 1919 con un programma populista, promettendo riforme democratiche che si rivelarono irrealizzabili, mentre si affermava attraverso squadre d'azione violente contro il socialismo.
  • La Marcia su Roma del 1922 segnò un punto di svolta, portando Mussolini al governo e consentendogli di approvare leggi che consolidavano il suo potere, limitando la libertà di stampa e introducendo un nuovo sistema elettorale.
  • Dal 1925, il regime fascista divenne totalitario, abolendo i sindacati e subordinando il parlamento al governo, con l’adozione di leggi che garantivano la responsabilità del capo del governo solo davanti al re.
  • La politica economica fascista si sviluppò in due fasi: una iniziale basata sul liberalismo economico e una successiva di dirigismo, culminata nella creazione dell'Iri per gestire le banche italiane.
  • Il regime puntò all'espansione coloniale in Africa orientale per ottenere prestigio interno e consenso, nonostante le sanzioni economiche dalla Società delle Nazioni dopo le invasioni del 1935.

In questo appunto di Storia Contemporanea si ripercorrono le principali scelte e i provvedimenti che seguirono all’affermarsi del Fascismo che nel giro di pochi anni assunse il potere assoluto in Italia.
Immagine di antichi libri rilegati in pelle, simboli di cultura e conoscenza storica, esposti su una libreria elegante.

Indice

  1. Il Fascismo: quali sono gli inizi?
  2. Marcia su Roma e il primo governo
  3. La dittatura fascista ('25 in poi)
  4. Politica economica
  5. Politica coloniale e consenso

Il Fascismo: quali sono gli inizi?

Il programma dei fasci, movimenti creati da Mussolini nel 1919, era repubblicano e anticlericale, con proposte democratiche (suffragio alle donne, abbassamento età pensionabile, riduzione orario di lavoro) al fine di coinvolgere più popolazione possibile (populismo). Si trattava in realtà di un programma falso, basato solo sul tentativo di ottenere consenso attraverso facili promesse, impossibili da mantenere. Il Fascismo inizialmente mantenne un ruolo marginale nella politica italiana, ma in breve tempo assunse carattere sempre più aggressivo: sorsero le squadre d’azione fasciste, contrarie al socialismo. Le squadre erano veri e propri assembramenti, gruppi di persone, specie giovani combattenti, che agivano durante la notte, distruggendo case, luoghi della comunità e della società, locali, punti di incontro, anche politici, ogni luogo che reputavano di interessi e idee differenti da quelle fasciste.
In breve tempo il fascismo salì al potere, favorito soprattutto:
  • dall’appoggio della borghesia, che vi vedeva la forza che avrebbe sconfitto il movimento socialista;
  • dalla crisi del sistema liberale;
  • dalle debolezze all’interno del movimento socialista.
Al termine della prima guerra mondiale e per i successivi anni precedenti all'ascesa di Mussolini, molti erano i governi e i partiti che avevano provato a rialzarsi ed imprimere una sorta di maggioranza o situazione stabile, con scarsi risultati. Mussolini usufruì proprio di questo contesto traballante, trasformando i fasci e le squadre in un gruppo solido e compatto: il Partito nazionale fascista. Il suo/loro programma era altrettanto delineato e chiaro, con un progetto che poneva al centro la nazione, in contrasto con tutti gli altri stati (anche europei), privatizzava molti settori dello Stato ed eliminava qualsiasi sciopero e prevaricazione dei patteggiatori di altri partiti o dello Stato.
Intanto il movimento socialista si indeboliva, dividendosi in:

Marcia su Roma e il primo governo

Il sovrano Emanuele III sta cedendo quando, di fronte a sé, nell'ottobre del 1922, i fascisti organizzano la marcia su Roma. Oltre all'aggressività dell'impresa, ciò che più si evinse e che fece crollare la resistenza fu proprio l'urgenza che esposero tramite questa azione. Il re, dunque, convoca Mussolini al Governo, lasciandogli il compito di formare un nuovo ministero. Il 16 novembre 1922 Mussolini presenta il suo nuovo governo di fronte al contrariato parlamento.
Alcune delle prime leggi puntavano al consolidamento e alla sicurezza del proprio potere: in primis, infatti, fece approvare che a legiferare, oltre al parlamento, fosse anche il governo, prendendo in mano uno dei tre poteri più importanti in politica. Dopodiché limitò la libertà di stampa e capì che per avere un più vasto consenso doveva puntare al mondo cattolico. Dunque, decise per la Riforma Gentile, ossia l'insegnamento della religione obbligatorio nel mondo scolastico almeno delle elementari. Infine fece approvare una nuova legge elettorale (legge Acerbo) basata sul principio maggioritario: chi avesse ottenuto la maggioranza dei voti, avrebbe avuto i 2/3 dei seggi. Alle elezioni del '23 il partito fascista si presentò all’interno di una lista nazionale (il “listone”), di cui facevano parte fascisti, nazionalisti, cattolici e liberali.
Gli antifascisti si presentarono in ordine sparso. Il listone ottenne un grande suffisso, e Mussolini poteva quindi contare su una maggioranza. Dopo le elezioni, quando Matteotti esordì con un discorso in cui denunciava i brogli e le violenze elettorali, egli fu rapito da una squadra fascista e ucciso.

La dittatura fascista ('25 in poi)

Il fascismo divenne quindi regime totalitario a partito unico e ciò voleva dire che ogni potere dalle idee differenti sarebbe stato definito illegale. Si rispettava e riconosceva comunque la presenza e il potere dello Statuto Albertino e della Chiesa, ma lo Stato non interveniva nelle decisioni politiche.
Mussolini decise poi per le leggi fascistissime che facevano in modo di ricordare come il capo del governo fosse responsabile di ogni azione solo di fronte al re. Il parlamento diventa subordinato al governo, non esistono più sindacati, sostituiti dalle corporazioni tipo arti e mestieri medievali, e il sistema elettorale diventa una scelta bilaterle: SI o NO di fronte alle liste. Infine, data la sua intenzione di mantenere buoni rapporti con uno dei poteri più forti in Italia, la Chiesa, decise per la firma ai Patti Lateranensi, ciò significava:
  • Il trattato, riconosceva la sovranità del papa sul territorio Vaticano;
  • Il concordato, regolavo i rapporti tra Stato e Chiesa;
  • La convenzione finanziaria, risarcimento al papa per le terre espropriate.

Politica economica

La politica economica del fascismo attraversò diverse fasi. La prima: dal 22 al 25 basata sul liberalismo economico e cioè la riduzione della spesa pubblica col fine di liberare l'iniziativa privata. Il risultato fu una fase di intenso sviluppo economico, anche se restava irrisolto il problema della stabilizzazione della lira. La seconda: dal 26, quando il capo di governo decise di rivalutare la lira, moneta di stato, in quanto stava avvenendo una svalutazione in contrasto con una forte crescita economica: il lavoro precedente sarebbe stato vano. Il risultato fu una grande crescita economica e un abbassamento dell'inflazione. Il governo di Mussolini aveva, quindi, definitivamente preso la strada di dirigismo economico e di stato assistenziale, grazie alla creazione di enti pubblici assistenziali. L’operazione più importante fu la creazione, nel '33, dell’Iri, ente pubblico che, per impedirne la rovina, acquisì la proprietà delle maggiori banche italiane. Lo stato divenne così il proprietario di molte imprese prima private.
Un libro aperto con illustrazione di un'assemblea, circondato da antiche volumi, evocando storie del passato italiano.

Politica coloniale e consenso

Il principale obiettivo della dittatura fascista per quanto riguardava la politica estera fu quello di consolidare i possedimenti della Libia, della Somalia e dell'Eritrea. Ciò avrebbe portato prestigio internazionale e soprattutto prestigio interno poiché l'espansione coloniale avrebbe stimolato l'occupazione e quindi il consenso al suo partito. Le invasioni ebbero inizio nel 35 e in pochi mesi queste regioni divennero parte dell'Africa orientale italiana, ma la Società delle Nazioni condannò l’Italia a sanzioni economiche, che però non furono gravose.
Per ulteriori approfondimenti sul Fascismo vedi anche qui
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Domande da interrogazione

  1. Quali erano le promesse iniziali del programma fascista e come si rivelarono?
  2. Il programma dei fasci, creato da Mussolini nel 1919, era repubblicano e anticlericale, con proposte democratiche come il suffragio alle donne. Tuttavia, si trattava di un programma falso, basato su promesse impossibili da mantenere, mirato a ottenere consenso (testo).

  3. Come avvenne l'ascesa al potere di Mussolini?
  4. Mussolini salì al potere grazie all'appoggio della borghesia, alla crisi del sistema liberale e alle debolezze del movimento socialista. Trasformò i fasci in un partito solido, il Partito nazionale fascista, con un programma chiaro e nazionalista (testo).

  5. Quali furono le prime azioni di Mussolini dopo la Marcia su Roma?
  6. Dopo la Marcia su Roma, Mussolini formò un governo e approvò leggi per consolidare il suo potere, come la legge Acerbo per il sistema elettorale e la limitazione della libertà di stampa, puntando anche a ottenere il consenso del mondo cattolico (testo).

  7. Come si trasformò il fascismo in un regime totalitario?
  8. Il fascismo divenne un regime totalitario a partito unico, con il parlamento subordinato al governo e l'abolizione dei sindacati, sostituiti da corporazioni. Mussolini firmò i Patti Lateranensi per mantenere buoni rapporti con la Chiesa (testo).

  9. Quali furono le fasi della politica economica fascista?
  10. La politica economica fascista attraversò due fasi: la prima (1922-1925) basata sul liberalismo economico, e la seconda (dal 1926) caratterizzata da un dirigismo economico e la creazione di enti pubblici, come l'Iri, per stabilizzare l'economia (testo).

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