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La Stanza della Segnatura


La prima lunetta a essere affrescata fu quella con La disputa sul Santissimo Sacramento, una complessa allegoria teologica che celebra la verità rivelata attraverso il sacrificio di Cristo, simboleggiato nel sacramento dell’eucaristia. La scena è divisa in due parti, quella celeste e quella terrena. Tre serie di personaggi sono disposte a semicerchio in fasce sovrapposte, in alto ai lati della Trinità e in basso intorno all’altare con l’ostia consacrata. Nella parte superiore vi sono i membri della chiesa trionfante, ovvero santi e apostoli protetti da creature angeliche con al centro Gesù tra la Madonna e san Giovanni Battista; in quella inferiore è schierata la chiesa militante, composta da teologi, predicatori e papi come Savonarola e Sisto IV, ma anche da letterati e artisti quali Dante e Bramante (chino su una balaustra a sinistra), che discutono tra loro il valore sacro dell’eucaristia. Raffaello riesce a organizzare il difficile tema in modo semplice e chiaro: la scena è basata su un andamento curvilineo che riprende la forma della lunetta, dall’ostia (punto di fuga delle linee prospettiche e isolata al centro sull’asse verticale che collega Dio Padre, Cristo e la colomba dello Spirito Santo) agli emicicli delle figure sulle nuvole, dal cerchio in cui è dipinta la colomba al profilo circolare dello schienale del trono, fino ai raggi nel cielo che escono dai limiti dell’immagine ma anche da quelli della comprensione umana.
L’affresco più famoso della stanza è però La scuola di Atene, che in una seconda lunetta esalta la verità razionale, la facoltà dell'anima di conoscere il vero attraverso la scienza e la filosofia. Al di sotto delle volte a botte di una maestosa navata - il tempio del sapere - sono raffigurati i più celebri filosofi dell’antichità mentre discutono le rispettive teorie in uno stimolante confronto dialettico. L’architettura imponente e scenografica, che richiama la zona dei pilastri absidali progettati tre anni prima da Bramante per San Pietro (ma anche i grandi edifici classici), è costruita secondo un rigoroso impianto prospettico che conferisce alla composizione equilibrio e compostezza. I personaggi, posti su due livelli separati da una scalinata, sono frutto di un lungo e accurato studio preparatorio, come emerge dai disegni e da un cartone, l’unico di grandi dimensioni di età rinascimentale giunto sino a noi. Al centro vi sono Platone, che ha il volto di Leonardo da Vinci e indica il cielo, alludendo al mondo delle idee da lui ritenuto la sola realtà esistente, e Aristotele, che rivolge il palmo della mano destra verso terra, a indicare come unica realtà quella percepibile dai sensi. Attorno a loro discorrono altri filosofi, matematici e seguaci. All’estrema sinistra sono Epicuro in veste di Bacco e Pitagora, intento a scrivere su un libro. Dalla parte opposta è Euclide, con i tratti di Bramante, che disegna con il compasso su una lavagnetta a terra. Sui gradini della scalinata è disteso Diogene, mentre in cima sulla sinistra Socrate, in abito verde, incita al dialogo un piccolo assembramento di astanti. Il fatto che all’estrema destra, in vesti contemporanee, siano ritratti lo stesso Raffaello (con un cappello nero e lo sguardo rivolto verso lo spettatore) assieme all'amico e collega Sodoma (con una veste e un cappello bianchi) è indice della raggiunta consapevolezza dell’importanza del ruolo sociale dell’artista. È assente nel cartone e fu affrescata in un secondo tempo la figura di Eraclito, ritratto pensoso in primo piano mentre scrive appoggiato a un blocco di marmo: il filosofo ha le fattezze di Michelangelo e omaggia le figure appena scoperte nella volta della Cappella Sistina.
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