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Raffaello Sanzio


Raffaello Sanzio fu un artista rinascimentale, nato a Urbino nel 1483, noto per la sua influenza sullo stile pittorico dei secoli successivi, divenendo modello per la nuova scuola pittorica che prende il nome di “manierismo”.Artista poliedrico, enfatizza l’espressione eterea dei personaggi, fondendo lo stile con la raffinatezza di Leonardo e la maestosità di Michelangelo.Fu allievo del Perugino, e studiò le opere di Piero della Francesca, il suo disegno e la prospettiva.A diciassette anni, lascia la bottega del maestro con il titolo di Magister, che lo abilitava all’esercizio della professione di pittore.Le sue prime opere sono caratterizzate dalla molteplicità delle fonti d’ispirazione , ma dimostra già in tenerà età di aver maturato uno stile proprio, che richiama la pittura fiamminga nelle tonalità armoniose dei colori, il chiaroscuro la prospettiva lineare e la volumetria dei personaggi.I papi del tempo erano pretenziosi mecenati e Raffaello riuscì a soddisfare le richieste dei suoi committenti, per la sua dote nel rappresentare armoniosamente gli ideali umanistici e cristiani.

Opere


Nel primo periodo di produzione artistica, realizzò alcune opere per la Città di Castello, lavorò per la famiglia Oddi a Roma, ed insieme al Pinturicchio eseguì alcuni affreschi per la Libreria Piccolomini di Siena.Nel 1504, realizza lo Sposalizio della Vergine, conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano.L’opera è ispirata a due dipinti del Perugino, ma mostra i tratti distintivi di Raffaello, che abbandona la schematicità del maestro e si focalizza sull’espressività dei personaggi.Nello stesso anno,l’artista si trasferisce a Firenze , dove ha modo di affinare il suo stile pittorico, concentrandosi sul dinamismo e la rappresentazione dei paesaggi.Proprio a Firenze, entra in contatto con Michelangelo e Leonardo nonché con le opere di artisti del ‘400, che ispireranno la realizzazione della “Madonna del Cardellino” e la “Madonna del Prato”.
Ricevette numerose commissioni dall’Umbria per la realizzazione della “Madonna e San Giovannino” e molto presto divenne anche il più famoso ritrattista del tempo.Adotta il “tre quarti” di Leonardo, ma non acquisisce la maestria nel rappresentare con misteriosità i volti dei personaggi. Presta attenzione ai costumi, e cerca di dirigere l’attenzione dell’osservatore sulla dolcezza dello sguardo e dei lineamenti del viso. Una tendenza del tempo fu quella di rappresentare in modo più dettagliato le figure maschili rispetto a quelle quelle femminili, con l’intento di minimizzare i difetti della donna e di idealizzarla.

Ne sono un esempio il ritratto di Maddalena Strozzi e di Agnolo Doni, esponenti dell’alta borghesia fiorentina. Nel 1507 gli fu commissionata la Pala Baglioni, un omaggio della famiglia Baglioni, al figlio Grifonetto, recentemente assassinato per questioni famigliari.Risulta evidente la torsione dei personaggi, che non emanano estrema drammaticità ma rimangono aggraziati e pacati davanti alla visione del Cristo morente.
Nel periodo Romano, a Giulio II commissionò a Raffaello la decorazione della Stanza della Segnatura, Stanza di Eliodoro, la Stanza dell’incendio di Borgo e la Sala di Costantino.L’artista vi lavorò fino alla sua morte, nel 1520, e i suoi allievi completarono l’opera nel 1524.Il progetto prevedeva la realizzazione di una serie di affreschi simbolicamente orientati verso quattro punti cardinali, con riferimento ai quattro elementi naturali, ai quattro insegnamenti fondamentali (Poesia, Filosofia, Giustizia e Teologia), episodi dell’Antico Testamento, Miracoli e simbologie cristiano-allegoriche.

L’affresco più celebre è sicuramente la scuola di Atene, in cui troviamo Platone con l’effigie di Leonardo da Vinci, Aristotele con l’effigie di Bastiano da Sangallo, Epicuro, Zenone , ed un autoritratto del pittore, identificato con Apelle. Insieme a loro vi sono numerosi personaggi di rilievo del mondo della filosofia, dell’astrologia, della matematica, con le sembianze di alcune figure di cui il pittore aveva particolare stima.Dopo la morte di Bramante, Sanzio fu impegnato anche alla realizzazione degli arazzi per la Cappella Sistina, motivo per il quale non fece in tempo a terminare le stanze vaticane.

A cura di Veronica.
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