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Sposalizio della Vergine

Lo sposalizio della vergine è il matrimonio di Maria con Giuseppe. L’opera di Raffaello è più dinamica di quella di Perugino e gli spazi sono più aperti. L’edificio rappresentato è sempre centrale. Questa realizzazione era una tensione dell’uomo rinascimentale perché dava un’idea di perfezione. Sono citazioni del San Pietro del Bramante.
La leggenda dice che Maria avrebbe sposato chiunque avrebbe spezzato un ramo su cui sarebbe cresciuto un fiore. Si vedono altri uomini con il ramo senza niente ed uno che lo spezza in segno di rabbia.
I colori sono luminosi e la pavimentazione dà l’impressione di una piazza molto più profonda. Le persone sullo sfondo sono uomini con i vestiti del tempo di Raffaello, non tanto del tempo di Maria. Anche l’edificio è rinascimentale.
I colori sono molto luminosi, infatti Raffaello è il pittore dell’armonia e della bellezza. Per capire Raffaello bisogna comprendere che egli, essendo più giovane di Leonardo e Michelangelo, prende ispirazione da loro.

La Maddalena Strozzi

Raffello è un pittore di corte quindi deve accontentare i suoi padroni. Rappresenta quindi l’opera con colori accesi e raffigura molti gioielli addosso alla donna ritratta. Dà l’idea di una persona pacifica. La posa è simile a quella della Gioconda mentre le sfumature sono diverse.
Questo dipinto è “a coppia” con il ritratto del marito, Agnolo Doni.


Pala Baglioni

Atalanta aveva perso il figlio. Incaricò Raffaello di realizzare un’opera in sua memoria. Maria ha le sembianze di Atalanta, il giovane che tiene il corpo di Gesù ha le sembianze del figlio di Atalanta. La composizione è molto dinamica, il tema stesso è molto particolare (trasporto, non la pietà o la crocifissione). La donna che sta vicino a Gesù, vestita di rosso, è Maria. Vi sono varie figure intorno che spettano alla scena. In alto si vede il monte Calvario con le 3 croci. Maria si sente svenire ma vi sono altre donne che la aiutano.
La donna che sta vicino all’uomo è la Maddalena, sempre all’interno dei dipinti dal medioevo in poi raffigurata con quegli abiti.
A sinistra ci sono gli uomini e a destra le donne. Ci sono dei riferimenti sia a Leonardo che a Michelangelo: la prospettiva aerea e l’uso dell’espressione dei volti di Leonardo e la posa di Gesù ricorda la pietà di Michelangelo e vengono utilizzati colori simili al Tondo Doni. Raffaello prende queste caratteristiche e le interpreta. I colori sono accesi ma meno forti di quelli di Michelangelo, ma non spenti come quelli di Leonardo. Sono forti ma non contrastanti per cercare di dare maggior armonia alla scena.

La Velata

Lo sfondo è neutro, nero. La modella è sempre la fornarina. Il dipinto è conosciuto come “La velata” perché la figura porta un velo. È in una posizione statica; l’abito è molto bello e Raffaello riesce anche a riprodurre la seta con cui è fatto. Lei è da un lato ma l’occhio guarda dalla parte opposta (come la Gioconda). Questa cosa crea movimento e deriva dall’arte fiamminga nordica.
Pian piano Raffaello si sposta verso il pensiero dei personaggi.

La Fornarina

La fornarina è un dipinto dell'amante di Raffaello. La donna è raffigurata nuda. Veste copricapi di stile orientale. Ha una perla che scende dai capelli, questo particolare rimanda alla bellezza ed alla finezza. La perfezione di questa donna veniva dalla realtà. Era molto fascinosa ma, dall'opera, vediamo che non rappresentava un ideale di bellezza. Rappresenta una persona normale, una bellezza di tutti i giorni. La bellezza viene quindi idealizzata. Il pittore fu molto abile nel disegnare vestiti trasparenti. La donna abbozza un leggero sorriso. Si tiene il seno da un lato e guarda verso l'altra parte. Questa posa è tipica delle opere fiamminghe.

Baldassarre Castiglione

Anche qui lo sfondo è neutro e la tecnica è la stessa: il corpo è girato da un lato e gli occhi guardano da un’altra parte. L’abito è reso bene e l’espressione fa pensare ad un uomo timido, nonostante Castiglione aveva scritto un libro sulle etichette. Questo ritratto riproduce un po’ la psicologia e le caratteristiche di Castiglione, amico di Raffaello.

La Scuola di Atene

Raffaello raffigura Leonardo con Platone che punta il dito verso l’alto (verso il mondo delle idee; Leonardo è un uomo pieno di idee). Vicino a lui c’era Sangallo, un famoso architetto, rappresentato come Aristotele (che rappresenta l’esperienza).
L’uomo calvo in basso a destra che disegna per terra è Pitagora, figura di Bramante (grande architetto che vive di Geometria). Dietro a questo spunta Raffaello, che si sente un suo discepolo.
Quello da solo che scrive è Michelangelo, rappresentato come Eraclito, che era solitario.
L’unica donna è quella vestita di bianco che passa e guarda a noi, che sarebbe Ipazia, una donna che fu uccisa dai cristiani; è l’unico esempio di donna filosofa dell’antichità. È il simbolo di martire della filosofia, che non viene capita. Muore per la libertà delle sue idee. Viene rappresentata con l’abito bianco per esprimere la sua innocenza.
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