Ominide 1486 punti

Raffaello Sanzio - Scuola di Atene


L’attività di Raffaello si svolge quasi esclusivamente nell’ambito pittorico. È un pittore urbinate che si forma in un ambiente culturalmente molto ricco, quello della signoria dei Montefeltro, dove già prima di lui avevano lavorato Piero della Francesca e il Perugino, che è l’artista presso il quale si forma.
La particolarità di Raffaello e il successo che ebbe nel corso della sua vita (muore poco più di trentenne) fu quello di aver trovato una sorta di misura, di equilibrio tra la complessità leonardesca in termini di realtà fenomenica e la vivacità cromatica di Michelangelo. Per alcuni aspetti attinge sia dalla pennellata molto morbida e leggermente sfumata di Leonardo sia dal cromatismo acceso di M., senza tuttavia eccedere né nell'una né nell’altra direzione. L’equilibrio è quindi la cifra stilistica che identifica Raffaello, e questo lo si ritrova anche e in particolare nella Scuola di Atene, uno dei suoi affreschi più noti.

Scuola di Atene


L’affresco è realizzato nella stanza della Signatura (che aveva funzione di biblioteca), negli appartamenti papali di Giulio II. Il papa, seguendo questi impeto di rinnovamento del papato, decide di intervenire all’interno dei propri appartamenti e conferisce a Raffaello l’incarico di ridipingere le pareti e le volte.
Nella stanza della Signatura la rappresentazione più importante è quella della scuola di filosofia di Atene. La filosofia è intesa però come una via attraverso cui arrivare a Dio. La verità è intesa come scoperta razionale della complessità della natura.
L’affresco ha grandi dimensioni e compositivamente ha un’impronta molto chiara: la geometria è data da un rettangolo inferiore sormontato da una grande superficie semicircolare. In corrispondenza del diametro su cui si imposta la superficie soprastante si colloca anche la linea di orizzonte, dove c’è il punto di fuga. Questa separa quindi nettamente la parte inferiore da quella superiore. In quella inferiore vengono collocati i protagonisti della scuola di Atene, mentre quella superiore è interamente occupata dallo scenario architettonico che simula un antico edificio di età classica sul modello dei grandi impianti termali romani. È aperto, traforato dall’alto e sullo sfondo, così che la luce penetri e si diffonda. La luce è in questo caso sinonimo di verità intellettuale, di conoscenza, propria della filosofia.
L’ordine con cui imposta la composizione è la sintesi dell’equilibrio che ricerca. La prospettiva è rigorosamente centrale: colloca i due protagonisti (Aristotele e Platone) al centro e li isola letteralmente dagli altri filosofi inscrivendoli all’interno dell’arco a tutto sesto che fa da sfondo. Li stacca quindi dallo sfondo. Questo consente di centralizzare la figura dei protagonisti.
Gli altri filosofi sono spesso rappresentati con il volto di alcuni colleghi contemporanei di Raffaello, per tributare loro una sorta di omaggio. Si identificano in particolare Michelangelo Buonarroti in Eraclito, Bramante in Euclide e Raffaello.
Quello che emerge è la volontà di denunciare una sorta di enunciato di chiarezza e di verità che solo la filosofia può contribuire a esaltare. Il pensiero dell’uomo letteralmente rischiara, come la luce rischiara questo ambiente.
Il dipinto tra l’altro ha dimensioni notevoli: occupa per intero una delle pareti della stanza, quindi è anche di grande impatto, per quanto la stanza non sia grandissima e manchi quindi la giusta distanza prospettica.
Hai bisogno di aiuto in Dal Rinascimento al Romanticismo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email