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Il barocco

- Arte dei sensi, emotiva
- accentuazione dei caratteri spettacolari
- arte totale: tutte le arti devono concorrere allo stesso obiettivo (arti maggiori: architettura, scultura, pittura)[Bernini: sculture pittoriche]
- espressione del potere (pontificio prima ed assoluto regio poi)
- differenze geografiche
- capitale del genere: Roma


Gian Lorenzo Bernini

- lavora nello stato pontificio
- sensibile ad opere di età ellenistica


Apollo e Dafne

- impressione del movimento nello spazio
-scultura aperta: che si inserisce nello spazio circostante in modo libero (maggiore rispetto al Rinascimento, vd. Donatello)
- fede al racconto di Ovidio (Metamorfosi)
- momento di massima tensione emotiva: Apollo ha già raggiunto Dafne, ed ella disperata invoca la salvezza agli dei e viene trasformata in albero

- le due figure sono poste su un piedistallo, che assomiglia ad un’aspra roccia(contrapposizione con l’opera), sulla quale Apollo sta inseguendo Dafne. Il giovane, seminudo, compie l’ultimo balzo per prendere la fanciulla, ed il velo cade, mostrando la tensione muscolare. Il peso del corpo poggia interamente sulla gamba destra. Dafne: gambe che diventano tronco d’albero, i lunghi capelli si raccolgono nelle mani, che diventano fronde dell’albero, bocca si apre in un grido sforzato. Indagine dei sentimenti e degli stati d’animo dei personaggi. I due appaiono accostati come in un balletto(senso ritmico del movimento).
Musica→ arte molto sviluppata nel ‘600, prediletta anche dai cardinali perché di più libera interpretazione, arte diretta. Musica sacra→ diffusione del messaggio evangelico nelle missioni. Straordinaria abilità tecnica: musica e balletto anche nell’arte statuaria. Metà parte del corpo è rigida e si intreccia con le radici e le fronde. Perfezione nell’utilizzo del marmo, opera giovanile, frutto quindi solo della sua abilità. Ogni particolare contribuisce alla sensazione di assistere al fatto che si sta compiendo. Attenzione di porre lo spettatore al centro della scena. de la Barca→ uomo di teatro. Senso di grande dinamismo. Opera pensata per essere vista frontalmente, ebbe un tale successo che secondo Baltimucci tutta Roma andò a vederla. Inizio della grande carriera pubblica di Bernini. Pontefici: Urbano VIII,


Baldacchino di San Pietro

S. Pietro venne rovinata dal Maderno per la sua facciata. Bernini valorizza le spoglie del santo con un imponente ciborio (“baldacchino”). Progettato da Bernini e da Borromini(soprattutto). Bronzo preso dal Pantheon. Prima commissione: sistemazione dell’altare maggiore della basilica. Concepì dunque un ENORME baldacchino (28.5m h).

Ciborio trasformato in una costruzione che desse una grande leggerezza, imponente sì, ma che non fosse opprimente. Elementi decorativi della trabeazione (drappi) ricordano un apparato effimero che può essere spostato o chiuso (come una scenografia). Esso poggia su quattro dadi di marmo su cui sono poste 4 colonne tortili decorate con bronzo dorato a racemi (elementi vegetali, foglie…) e con una continua ripetizione dell’ape (stemma dei Barberini). Trabeazione orizzontale ma allungata verso il basso dal drappeggio fittizio; su di essa non vi è una cupola ma quattro volute a dorso di delfino (gioco modulato ed armonico), che sorreggono un globo→spinta centripeta, utile a Bernini per riempire lo spazio vuoto lasciato da Michelangelo, senza comunque occuparlo completamente. Opera di Bernini ma con moltissimo aiuto del Borromini, che curò la realizzazione. Colonne: tecnica a cera perduta(piene).


Piazza San Pietro

Intorno al 1656 Alessandro VII chiese a Bernini di elaborare un progetto per la piazza antistante alla basilica, dimodoché non si rovesciassero gli intenti di Michelangelo. Il progetto fu stravolto dalla costruzione di via della Conciliazione (nel 1936-7, finita nel 1950). L’artista elaborò vari progetti, ma alla fine fu scelta una forma ovale simile ad un’ellissi(forma amatissima dall’arte barocca).Egli dovette tenere conto della facciata del Maderno, della cupola michelangiolesca, ma anche delle funzioni liturgiche della piazza, che doveva accogliere tantissimi fedeli, ed il Papa doveva affacciarsi da una delle tribune(visione frontale o laterale). L’artista progettò un doppio emiciclo costituito da un portico a quattro colonne di ordine dorico con architrave non trabeato al di sopra delle quali si stagliano 96 statue di santi, una per colonna. I due bracci degli emicicli terminano da un lato come la facciata di un tempio classico con un frontone triangolare, dall’altro come due colonnati chiusi che incontrano la facciata. In realtà Bernini aveva progettato un terzo braccio più ridotto che avrebbe dovuto chiudere la piazza, lasciando solo gli accessi laterali. Obelisco al centro, proveniente dal circo di Nerone (già presente da prima dell’intervento di Bernini). Il progetto prevedeva una struttura che facesse da ingresso e chiudesse la piazza, ma si decise di non farlo per dare una visione completa della piazza. Ripresa dell’idea del quadriportico delle chiese paleocristiane: valenza simbolica perché il quadriportico accoglie i catecumeni, quindi la Chiesa ribadisce di accogliere all’interno di Sé tutta l’umanità, la basilica doveva essere la madre di tutte le chiese della cristianità. Per unire i due emicicli con la facciata Bernini costruisce una sorta di trapezio che si amplia man mano che ci si avvicina, e mette in comunicazione la piazza con la basilica. Per costruire la piazza furono abbattuti due interi quartieri medievali.

Pontificato di Innocenzo X → momento di stallo per Bernini. Il Papa preferisce un’arte pauperistica ed ha un’antipatia personale per l’artista. Ad ogni modo questo non lo danneggia perché ormai è arcinoto ed ha tantissime commissioni private. La più nota è quella volta a trasformare il braccio sinistro nel transetto della chiesa di S.Maria della Vittoria da parte della famiglia Cornaro. Lavora a quest’opera da solo. Tema iconografico: estasi di s.Teresa d’Avila(fondatrice delle carmelitane scalze), particolarmente in voga all’epoca. Grande trasformazione rispetto alle classiche cappelle funerarie, gruppo scultoreo estraneo al tema della morte. Interpretazione quasi letteraria dei diari della santa da parte di Bernini. La statua è sotto un lucernario, sopra un blocco di marmo grezzo(una nuvola), che serve a Bernini per dare un contrasto pittorico tra il marmo ruvido del basamento e quello liscio della statua. Sulla nuvola è presente s.Teresa con un grande abito pieno di pieghe, cosa che comunica il movimento della luce, mentre l’angelo è perfetto, statuario. Il capo della santa è reclinato, con uno sguardo perso ed estatico. L’angelo sembra di fatto un cupido più che un angelo. Sulle colonne vicine Bernini pone dei falsi balconi da cui si affacciano i membri della famiglia Cornaro, come a teatro. L’opera, quando venne mostrata, destò uno scandalo senza precedenti, le due accuse erano: esagerata teatralità dell’opera, a cui Bernini risponde che il riferimento al teatro è assolutamente voluto e consapevole, e somiglianza della santa con una donna che ha appagato i suoi desideri carnali, e Bernini risponde che è voluto perché per spiegare l’estasi ad uomini comuni è necessario ricondurlo ad un piacere fisico, altrimenti diviene incomprensibile la felicità di s.Teresa nel momento culminante della sua vita spirituale.

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