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Affreschi della Cappella Sistina


La cappella Sistina è certamente uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte, realizzata dai più grandi artisti del periodo rinascimentale e commissionata da Papa Sisto IV della Rovere, da cui prende il nome. Fu consacrata nel 1483 e venne dedicata all’Assunzione della Vergine Maria.
Particolarmente conosciuti sono gli affreschi sulla volta e il Giudizio Universale, realizzati da Michelangelo Buonarroti, su commissione di Papa Giulio II. Questi fu un Papa corrotto e nepotista, soprannominato il terribile per il suo temperamento tutt’altro che morale e la sua sete di potere e di gloria. Voleva riportare Roma allo splendore delle origini, ma soprattutto cancellare ogni traccia dell’opera di Alessandro VI Borgia, suo acerrimo rivale. Affidò l’affrescamento del soffitto della cappella al genio di Michelangelo, nuovo nel campo della pittura ma più sperimentato nella scultura. Degli affreschi sulle pareti dei quattro punti cardinali, Michelangelo se ne può aggiudicare solamente uno, il maestoso Giudizio Universale.

Descrizione dei vari affreschi


Sulla parete ovest della cappella, sopra l’altare, vi erano altri tre affreschi realizzati dal Perugino nel 1497, quando egli si trovava a Roma ai servigi di Papa Sisto IV. ”Nascita e ritrovamento di Mosè”,” Assunta con Sisto IV inginocchiato” e “Natività di Cristo”, furono distrutti per dare spazio alle opere di Michelangelo.
La volta della cappella era occupata da un semplice cielo stellato realizzato da Piermatteo d’Amelia, e vista l’imponenza del progetto di Michelangelo, non dispiacque eccessivamente al papa la sua distruzione.
La parete sud ospita affreschi che rimandano alla vita di Mosè, realizzati nel periodo che va dal 1481 al 1482. La parte iniziale della serie di affreschi è andata perduta durante la realizzazione del Giudizio Universale. Nel 1482 Perugino realizza la “Partenza di Mosè dall’Egitto”, che ha come tema principale il parallelismo della vita di Mosè con quella di Cristo, ed implicitamente tra L’Antico ed il Nuovo Testamento. Nel primo riquadro ancora oggi conservato troviamo il “Congedo dal suocero Ietro”, “ il Ritorno in Egitto con la famiglia “, e la “ Circoncisione del secondogenito”.
Il secondo riquadro fu realizzato da Sandro Botticelli e descrive alcuni accadimenti della vita di Mosè, come “L’uccisione dell’egiziano”,” la lotta con i pastori per difendere le figlie di Ietro”, e “la visione del roveto ardente”. Il terzo affresco illustra il Passaggio del Mar Rosso, l’artefice non ci è noto ma si pensa a Cosimo Rosselli, Domenico Ghirlandaio o Biagio di Antonio Tucci. Ne segue la Consegna delle Tavole della Legge “ e la narrazione della Salita di Mosè sul Monte Sinai, l'Adorazione del vitello d'oro, la Punizione degli ebrei idolatri ed il ritorno del Profeta con le nuove Tavole della Legge. Questi ultimi affreschi sono attribuiti a Cosimo Rosselli e Piero di Cosimo. Il quinto riquadro mostra un episodio più inconsueto, la “Punizione di Core, Datan e Abiram”, sacerdoti ebrei che non riconoscevano l’autorità religiosa di Aronne e Mosè sul popolo eletto, ragion per cui furono arsi da un fuoco immateriale ed inghiottiti dalla terra. L’ultimo della serie è di Luca Signorelli e Bartolomeo della Gatta ed illustra la morte di Mosè e sulla parete est, troviamo la contesa per il suo corpo, di Matteo da Lecce, su originale di Luca Signorelli.

La parete nord ospita affreschi raffiguranti scene della vita di Cristo, realizzati dal 1481 al 1482. Anche qui la serie inizialmente comprendeva otto riquadri, uno dei quali, “la natività del Perugino”, lasciò spazio al Giudizio Universale. Ad oggi, il primo riquadro raffigura il battesimo di Cristo, anch’esso realizzato dal Perugino ed è l’unica opera firmata di tutte quelle presenti nella cappella. Il secondo raffigura le tentazioni di Cristo e la purificazione del lebbroso, realizzato da Sandro Botticelli nel 1481. Il terzo, di Domenico Ghirlandaio, illustra la vocazione di Pietro ed Andrea, i primi due apostoli, e la chiamata di Giovanni e Giacomo.
Nel successivo osserviamo la predica sulla montagna e la guarigione del lebbroso, testimonianza dei primi miracoli di Cristo. E’ attribuito a Cosimo Rosselli ed è contrapposto alla Discesa dal Monte Sinai, in quanto la montagna è il luogo in cui Dio manifesta la sua volontà e stabilisce un rapporto con gli uomini. Rincontriamo Pietro Perugino che nel quinto riquadro realizza un’opera pittorica di fondamentale importanza, la “Consegna delle chiavi”, che simboleggia la trasmissione del potere spirituale a Pietro, di cui i pontefici sono i successori. Inoltre sullo sfondo troviamo i due episodi del pagamento del tributo e la tentata lapidazione di Cristo. Cosimo Rosselli chiude la serie con “L’ultima cena “, sullo sfondo vi sono alcuni episodi della Passione come l’Orazione nell’orto, la Cattura di Gesù e la Crocifissione.
Sulla parete d’ingresso nel 1572 Hendrik van den Broeck riaffresca la Resurrezione di Cristo, sul precedente modello di Domenico Ghirlandaio, danneggiato irrimediabilmente a causa di interventi sulla fondazione della parete orientale.

A cura di Veronica.

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