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I significati simbolici nascosti negli affreschi della Cappella Sistina

Le scene decorative della Cappella Sistina erano poste in corrispondenza simbolica, in modo da sottolineare la continuità fra l'Antica Alleanza degli ebrei con Dio e quella nuova attuata da Cristo e il passaggio dalla condizione sub lege a quella sub gratia. Oltre ala simbologia religiosa, però, vivi sono i richiami agli eventi del tempo e alle scelte politiche e dottrinali di Sisto IV. Emblematico in questo senso è l'affrontamento sulle opposte pareti della Punizione di Core, Datan e Abiram, dipinta da Botticelli, e la Consegna delle chiavi a Pietro, di Perugino. Nella prima scena sono rappresentati i tre sacerdoti ebrei che negarono a Mosè e Aronne l'autorità civile e religiosa sul popolo eletto e che per questo furono inghiottiti dalla terra. L'episodio, assai raro nella storia dell'arte, è un ammonimento allegorico per coloro che mettono in discussione l'autorità papale e il suo potere di intervento anche nelle questioni temporali. Nella consegna delle chiavi a Pietro, forse l'episodio più celebre del ciclo, in primo piano Cristo consegna a Pietro le chiavi del Regno dei cieli, poste esattamente sull'asse mediano. Viene così ribadita la diretta investitura divina di Pietro, primo pontefice, come guida della Chiesa e la sua conseguente indiscutibile autorità. L'evento è ambientato in una vasta piazza, colta in prospettiva da un punto di vista elevato e popolata da varie figure che ne evidenziano la profondità. L'edificio ottagonale è espressione dell'ideale rinascimentale del tempo a pianta centrale e simbolo del tempio di Gerusalemme, mentre i due archi di trionfo laterali rievocano il paganesimo.

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