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Cos’è l’arte? Arte viene dal greco e vuol dire fare, infatti letteralmente ‘’storia dell’arte’’ significa ‘’storia del fare’’, l’arte è espressione e linguaggio.
Marco Vitruvio visse tra l’80 e il 23 a.C. e scrisse un trattato latino nel 15 a.C., ‘’De Architettura’’, ritenuto molto importante perché è l’unico testo dell’antichità giunto a noi integro e divenne così il fondamento teorico dell’architettura. È lungo pressappoco 10 righe e tratta delle forme d’arte più basiche come pittura, scultura e architettura. L’arte fu nascosta per molti secoli dalla Chiesa; e dal 313 (Editto di Milano) al 380 (Teodosio) essa acquista un potere assoluto. Nell’anno 1000 invece nacquero i comuni.
Leon Battista Alberti (1400) grande artista e architetto studia il trattato di Vitruvio e scrive a sua volta dei trattati sull’architettura, pittura e scultura; come ‘’De Pictura’’ nel 1435. Piero Della Francesca scrisse altri trattati nel 1400 sulla pittura come ‘’De prospettiva pingendi’’; trattato sulla prospettiva scritto in volgare.

Nel 1550 Giorgio Vasari decise di scrivere un libro, ‘’Le vite’’, che tratta dei più grandi scultori, pittori e architetti da Cimabue fino ai suoi contemporanei. Un altro trattato di cui abbiamo parlato è quello di Bruno Zevi, ‘’Storia dell’architettura moderna’’ scritto nel 1950.
Come distinguiamo le forme d’arte? Com’è la nostra realtà? La nostra realtà è costituita da tre dimensioni: altezza, profondità e lunghezza. La pittura e la scultura sono diverse poiché la prima bidimensionale e la seconda tridimensionale. I Greci nel V – IV secolo a.C. ricercano visibilmente la visione prospetica che significa rappresentare le cose come l’uomo le vede; quello rappresentato è la realtà oggettiva o no? Questo tipo di rappresentazione non è oggettiva poiché la realtà non è ciò che l’uomo vede.
L’uomo nella pittura ricerca la tridimensionalità e a volte per una illusione ottica può sembrare tale.
Quelli che erano definiti ‘’scultori’’ nell’antichità erano detti ‘’coloro che tengono in vita’’ perché nella storia dell’arte le sculture sono considerate vive. L’architettura confrontata alla scultura viene diversificata dal fatto che la scultura non ha uno spazio fruibile (interno) e invece l’architettura si. Secondo Dario Fò le piramidi sono opere scultoree e non architettoniche perché poteva vederle e toccarle ma non accedervi; stesso discorso per i tempi greci poiché nel naòs ci poteva accedere solo il sacerdote e i fedeli restavano all’esterno della struttura. Un contesto storico è caratterizzato da 4 contesti: politico, sociale, economico e religioso e l’arte è l’espressione di questi contesti che variano perennemente.
Il paleolitico – Il termine paleolitico significa ‘’pietra antica’’ ed è un periodo compreso tra il 400 mila e il 10 mila a.C. Di questo periodo abbiamo testimonianze pittoriche e scultoree ma tutto ciò che sappiamo del modo di vivere di allora si basa su graffiti (non esisteva la scultura); per arrivare a ciò siamo stati aiutati dagli antropologi (studiano il comportamento dell’uomo) che hanno ricostruito il contesto storico e nel loro studio si sono imbattuti in comunità di uomini e donne che vivevano in un luogo senza contaminazioni Occidentali, ovvero nel Rio Delle Amazzoni e sono approssimativamente giunti alla conclusione che vivevano pressappoco come gli uomini del paleolitico. I primi graffiti furono scoperti a Altamira nel 1879, una ragazzina e suo zio archeologo scopre l’ingresso ad una grotta ed entrandoci all’inizio dovette camminare a carponi ma poco dopo si ritrovarono in una stanza più ampia con dei graffiti che rappresentavano animali come bisonti, cinghiali e cervi fatti nel 14 mila a.C.; come siamo riusciti a datare questi graffiti? Sono realizzate con materiale organico come sangue, fiori, piante e sono stati stesi con le mani: sono riusciti a datarle analizzando proprio quelle materie con un metodo scientifico detto ‘’il metodo del Carbionio 14’’ che consiste nell’analisi con le strumentazioni che abbiamo dal 1940 della radioattività di quelle materie e sono state datate verso la fine del paleolitico superiore tra il 12 e il 14 mila a.C. Questa divenne la scoperta del secolo e oggetto di visite turistiche e oggetto di studio, tant’è che ultimamente l’accesso al pubblico è stato vietato per poterne approfondire lo studio e perché il microclima esterno stava danneggiando le immagini. Nel 1940 in Francia a Lascaux da quattro giovani viene scoperta un’altra grotta e vengono riscontrate similitudini con Altamira; i graffiti trovati rappresentano cavalli, mucche, bisonti, cervi e le figure umane sono rarissime. Nel 1944 sempre in Francia a Chave viene scoperto da uno studioso il calco di una mano e dei graffiti di musi di leone, civette, cavalli di profilo e sono stati datati tra il 35 e il 10 mila a.C. e sono tra le più antiche. Queste rappresentazioni sono dette parietali, invece nel Neolitico si ha a che fare con immagini rupestri ovvero esterne nella roccia.
Cosa sono le immagini naturalistiche? Le immagini sono dette naturalistiche quando la rappresentazione corrisponde a ciò che l’uomo vede. Solitamente illustrate da chi praticava la caccia nel paleolitico [definito anche “artista” perché artefice (non con significato Romantico della parola) e ‘’stregone’’ (che secondo la nostra cultura è il mediatore tra terreno e divino) perché rappresentando queste immagini anticipa le azioni che compierà lo stregone nel Neolitico (l’uomo del Paleolitico crede nella magia, il concetto di religione nasce nel Neolitico). L’immagine viene realizzata poiché il cacciatore prima di iniziare la caccia la rappresenta, quindi è un atto propiziatorio. Perché sono naturalistiche? Quali sono i parametri? Il mondo reale, naturale, è caratterizzato dalla linea curva, la linea retta è un’invenzione dell’uomo quindi geometrico astratto); il disegno del bisonte è caratterizzato dalla linea curva perché l’uomo del paleolitico vede il bisonte con quella forma (nel Neolitico il bisonte viene rappresentato con linee rette divenendo un’immagine geometrico astratta); oltre alla linea curva caratterizza l’immagine naturalistica anche la volumetria dovuta alla luce, ovvero al chiaro-scuro, ciò avviene perché il bisonte è una materia e quindi ha una volumetria, la luce ne illumina una parte e noi vediamo ciò perché c’è contrasto; le immagini sono rappresentate in movimento (si tenta) perché quando la caccia inizia, inizia anche l’arte nel paleolitico (quelle immagini vanno considerate atti propiziatori); la rappresentazione in movimento la ritroveremo anche nell’età classica, nel Rinascimento; finchè non venne inventato il proiettore che venne usato per la prima volta in Francia nel periodo dell’Expo.

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