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Datazione con il radiocarbonio



Alcune aree della Terra non furono mai coltivate, perché la caratteristiche ambientali rendevano la cosa difficile o impossibile.
Ciò che risulta strano è il fatto che nessuno in passato è riuscito a sfruttare zone che oggi ci appaiono ottime dal punto di vista ambientale, come il Nordamerica, le isole britanniche, quasi tutta la Francia.

Un’altra cosa che ci sorprende è il fatto che i luoghi dove nacque l’agricoltura in modo autonomo e spontanea oggi sono zone aride e disastrate, come l’Iran, l’Iraq, il Messico.

Perché la rivoluzione scoppiò in queste aree che oggi ci sembrano marginali, mentre raggiunse le terre più fertili solo dopo?
Inoltre in alcune parti del mondo la coltivazione e l’allevamento iniziò in modo indipendente, sfruttando piante e animali del posto, in altri posti invece l’agricoltura fu importata usando specie domesticate in origine altrove. Ci domandiamo allora perché in queste ultime, dove esistevano le condizioni adatte, i popoli locali non iniziarono da soli a domesticare piante e animali che si trovavano lì.
Inoltre, perché tra le aree dove avvenne la domesticazione in modo autonomo si registra una enorme differenza temporale? Perché i popoli del vicino oriente ci riuscirono migliaia di anni prima degli indiani d’America?

Come prima cosa dobbiamo capire come si fa ad identificare le zone dove la domesticazione iniziò, calcolare quando ciò avvenne o sapere dove e quando una cerca specie è stata coltivata o allevata per prima. Le testimonianze più attendibili sono i resti di animali e piante trovati dagli archeologi nei vari siti.
Gli archeologi applicano la datazione con il radiocarbonio a tutti i materiali trovati che contengono carbonio. Tale metodo si basa sul fatto che l’isotopo radioattivo 14C decade molto lentamente in 14N, un isotopo stabile dell’azoto. Il 14C si produce continuamente nell’atmosfera e il suo rapporto con 12C è noto e più o meno costante  le piante assimilano il carbonio dall’atmosfera, attraverso la catena alimentare esso finisce negli animali erbivori e infine nei carnivori. Dopo la morte della piante o dell’animale, il 14C in esso contenuto diventa piano piano 12C, dimezzandosi ogni 5700 anni. Dopo circa 40 000 anni il 14C è diventato troppo scarso per poter essere misurato. Quindi un reperto archeologico può essere datato grazie al suo rapporto tra 14C e 12C.