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Cos'è l'Arte



L’arte è una di quelle poche cose indefinibili, come il tempo: non esistono parole per descriverla.
Di per sé l’arte è inutile, cioè non produce niente che può avere un’utilità materiale. Al contrario di quanto si possa pensare, l’arte e la scienza, ritenute in netta opposizione tra loro, non sono affatto contrapposte: in realtà sono semplicemente la stessa cosa esercitata con strumenti e punti di vista differenti; c’è però sempre qualcosa che la scienza non può spiegare o almeno definire.
L’arte, infatti, aiuta a trovare una risposta alle domande di senso e a portare all’esaurimento i propri dubbi, argomenti che la scienza di solito sorpassa. Anche se non ce ne rendiamo conto ogni giorno siamo continuamente a contatto con la sfera artistica, che non deve rimanere chiusa in un museo, in una galleria, non in una gabbia, ma deve essere fruibile da tutti; è doveroso sottolineare che non esistono “capolavori”, ben si tutte le produzioni artistiche hanno pari merito. L’arte è un linguaggio che tenta di trasmettere l’interiorità dell’uomo, l’inconscio, il logos, il caos, la follia. L’uomo però deve essere partecipe nel comprendere e interpretare questo linguaggio, per lasciarsi pervadere dalla vita di altre persone e spesso di un’intera epoca e di un’intera civiltà. Per questo, non esiste una interpretazione unica al linguaggio artistico, poiché è la tangibilità materiale delle emozioni. Ogni artista difatti tenta di farci vedere il mondo sotto una lente diversa.

Arte è tutto ciò che fa l’uomo, da millenni e millenni, la prima forma di comunicazione con il mondo esterno. Negli ultimi tempi sempre più artisti espongono un oggetto pretendendo che sia arte; spesso, però, non si tratta di una scelta casuale, ma di un lavoro meticoloso per suscitare scandalo, provocazione, difficoltà di comprensione, testando la capacità dell’osservatore di cogliere i misteri più profondi dell’opera. Nel tempo l’arte è stata usata da chi stava al potere, dalla religione, da chi voleva fare propaganda per guadagnare consensi dal popolo, sperperando spesso immense risorse, come gli imperatori romani solo per il gusto di essere piaciuti dalla gente, spesso quindi senza uno scopo interiore. Si assiste quindi a una ridefinizione del significato stesso di arte (semmai ne esiste uno adatto). Eppure (quasi sempre) funzionava.
Oggi il patrimonio artistico è spesso (e purtroppo) valutato alla stregua del petrolio, visto dunque soltanto come una forte fonte di monetizzazione, di prestigio, parte integrante dell’attuale business.
Ma bisogna sempre ricordarsi che l’arte è libertà, o almeno dovrebbe esserlo, come ci insegnano le situazioni, anche recenti, in cui venne usata la censura: ma se l’arte è libertà, perché ci deve essere qualcuno che ci si imponga sopra? L’arte, però, è sempre riuscita a liberarsi da queste “catene”, ma non è scontato che tali eventi non si ripetano più.
L’arte, insomma, è tutto è niente allo stesso tempo.