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L'arte nel Paleolitico

A partire dal 35000 a.C. circa, nel Paleolitico superiore, gruppi di cacciatori produssero per la prima volta importanti manufatti artistici, che in alcune opere più elaborate e di grandi dimensioni, rivelano una notevole capacità di organizzazione e l'intervento di gruppi abbastanza ampi di persone. I manufatti prodotti in questa fase della preistoria possono essere distinti in due categorie: le piccole sculture e le decorazioni delle pareti delle grotte. Nel Paleolitico superiore sono state individuate tre grandi culture,caratterizzate dalla produzione di manufatti di diversa complessità e differente valore artistico e che hanno limiti cronologici diversi a seconda delle regioni:

-L'Aurignaziano,durante il quale furono prodotti i più antichi oggetti ornamentali,spesso rinvenuti in sepolture,e le prime rozze incisioni;

-il Gravettiano, in cui comparvero le prime statuette femminili;

-il Maddaleniano, che corrisponde al momento di massimo splendore dell'arte paleolitica.

Dopo il 10000 a.C, all'inizio del Mesolitico, seguì una fase di rapida decadenza,dovuta agli sconvolgimenti climatici dell'era glaciale.
Le rare sculture paleolitiche,risalenti probabilmente al Gravettiano,sono sempre opere di piccolo formato,alte massimo 20 centimetri,di avorio,osso,corno di renna,pietra tenera,come il calcare o la steatite;a volte hanno decorazioni ad incisione. I soggetti raffigurati consistevano in animali e figure antropomorfe; tra queste ultime erano particolarmente diffuse le immagini femminili, la cosiddette Veneri paleolitiche. Le Veneri venivano scolpite accentuando le forme arrotondate del corpo e insistendo sui caratteri fisici femminili (seni,glutei,ventre) preponderanti rispetto alla testa e alle gambe: è probabile che questa enfatizzazione fosse legata a un'esaltazione della fecondità della donna e della natura in generale.

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