Concetti Chiave
- La morte di Cesare scatena una lotta per la supremazia tra Antonio e Ottaviano, che si allea con Lepido formando il secondo triumvirato nel 43 a.C.
- Ottaviano utilizza la propaganda per dipingere Antonio come un despota orientale, consolidando il suo potere dopo la vittoria a Azio nel 31 a.C.
- Con la morte di Augusto, Tiberio succede al potere e il suo regno è segnato da complotti di corte e un crescente potere del prefetto del pretorio.
- Il regno di Caligola è caratterizzato da eccessi e crudeltà, mentre Claudio si distingue per riforme amministrative e conquiste territoriali.
- Vespasiano stabilisce un governo equilibrato e risana il bilancio, mentre Domiziano trasforma il principato in una monarchia assoluta, culminando in una congiura contro di lui.
La lotta per la supremazia
La morte di Cesare apre la lotta per la supremazia tra il generale Antonio e l’erede designato Ottaviano. Il Senato e gli anticesariani, temendo Antonio, appoggiano Ottaviano nel tentativo di restituire potere alle istituzioni repubblicane, ma Ottaviano si accorda con Antonio e con il generale Lepido formando il secondo triumvirato (43 a.C.), cui un plebiscito accorda enormi poteri.
Il secondo triumvirato
2° TRIUMVIRATO: Ottaviano, Antonio, Lepido. Con lo scopo di rivendicare la morte di Cesare.
I triumviri reprimono gli oppositori uccidendone migliaia, tra cui Cicerone, ed espropriandone i beni per finanziare i propri eserciti. Lo scontro decisivo avviene a Filippi (42 a.C.), dove Ottaviano e Antonio sconfiggono l’esercito repubblicano di Bruto e Cassio. Nella successiva spartizione Ottaviano assume il governo dell’Occidente, Antonio dell’Oriente.
La propaganda di Ottaviano
Ottaviano, riportato l’ordine in Italia, sfrutta la tendenza di Antonio a esercitare un potere assoluto e la sua relazione con la regina d’Egitto Cleopatra per farlo apparire un despota orientale e un traditore. Dopo lo scontro risolutivo sul mare di Azio (31 a .C.) Antonio, sconfitto, si suicida (30 a.C.). Ottaviano, detto Augusto, si presenta, anche grazie a un’abile campagna di propaganda come difensore della tradizione e artefice di una nuova epoca di pace, ordine e prosperità: la grande popolarità gli permette di assumere molte cariche e di esercitare di fatto un potere assoluto senza apparire un tiranno. Riforma inoltre l’amministrazione della città di Roma e delle province e la struttura dell’esercito.
L'ascesa di Tiberio
Con la morte di Augusto e l’ascesa di Tiberio (14 d.C.) si consolidano il meccanismo della successione e il potere del principe sulle istituzioni repubblicane, che sopravvivono solo formalmente; diventano decisivi i complotti e le trame della corte (Tiberio fa uccidere, pare, il successore designato, Germanico) e cresce il peso del prefetto del pretorio, la guardia imperiale (Seiano ottiene enormi poteri prima di essere messo a morte per una congiura).
Il regno di Caligola e Claudio
La concentrazione del potere rende determinante la figura del principe, le cui virtù e i cui difetti condizionano la politica imperiale: una congiura pone fine al breve regno del successore di Tiberio, Caligola (37-41 d.C.), autore di insensati eccessi e crudeltà.
L'instabilità sotto Nerone
A Caligola succede Claudio (41-54 d.C.), benemerito per le riforme amministrative e fiscali e per le conquiste in Britannia e Tracia, ma indebolito dagli intrighi delle abili e potenti mogli, Messalina, mandata a morte, e Agrippina, che lo fa avvelenare per assicurare il potere al figlio Nerone. (54-68 d.C.), il cui regno, caratterizzato da bizzarrie, dispotismo e feroci repressioni, viene abbattuto da una rivolta militare.
L'era di Vespasiano e successori
L’instabilità aumenta il peso politico dei militari: nel 69 d.C., sostenuti da eserciti di province diverse, lottano per il potere quattro imperatori, tra cui prevale Vespasiano (69-79 d.C.), che dà un fondamento istituzionale al potere imperiale, governa con equilibrio mantenendo buoni rapporti con il Senato, risana il bilancio e fa edificare grandi opere pubbliche. Suoi successori sono i figli Tito (79-81 d.C.) e poi Domiziano (81-96 d.C.), che trasforma il principato in una monarchia assoluta e si fa tributare onori divini, colpendo i cittadini con arbitrari sequestri di beni e abusi di potere, venendo infine ucciso da una congiura.
1. Ottaviano Augusto
2. Tiberio (governa alla maniera occidentale)
3. Caligola Insensati eccessi e crudeltà. (governa alla maniera orientale)
4. Claudio Riforme amministrative e fiscali. Conquista in Britannia e Tracia. (governa alla maniera occidentale)
5. Nerone Regno caratterizzato da bizzarrie.
(governa alla maniera orientale)
1. Vespasiano Uomo equilibrato. C’era una guerra in Palestina finita con la diaspora dove inviò il figlio Tito.
2. Tito Eruttò il Vesuvio. Fece costruire il Colosseo e l’arco di Tito.
3. Domiziano Si considerava un dio.
(governa alla maniera orientale)
Le promesse di Ottaviano
Al popolo Ottaviano assicurò Panem et Circenses.
Al senato Ottaviano assicurò il governo delle Province Senatorie
Ai cavalieri Ottaviano assicurò il governo delle Province Imperiali
Fra i cavalieri fu nominato il Prefetto del Pretorio.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza della morte di Cesare nella lotta per la supremazia?
- Quali furono le conseguenze del secondo triumvirato?
- Come Ottaviano riuscì a consolidare il suo potere dopo la sconfitta di Antonio?
- Quali furono le caratteristiche del regno di Tiberio?
- Come si sviluppò l'instabilità politica durante i regni di Caligola, Claudio e Nerone?
La morte di Cesare segna l'inizio della lotta per la supremazia tra Antonio e Ottaviano, con il Senato che appoggia Ottaviano per contrastare Antonio, ma alla fine Ottaviano si allea con Antonio e Lepido formando il secondo triumvirato (43 a.C.).
Il secondo triumvirato, composto da Ottaviano, Antonio e Lepido, portò a una repressione violenta degli oppositori, con migliaia di uccisioni, e culminò nella vittoria di Ottaviano e Antonio contro Bruto e Cassio a Filippi (42 a.C.), portando alla spartizione dei territori.
Ottaviano, attraverso una campagna di propaganda, dipinse Antonio come un despota orientale e, dopo la vittoria a Azio (31 a.C.) e il suicidio di Antonio (30 a.C.), si presentò come il difensore della tradizione e instaurò un'epoca di pace e ordine, esercitando un potere assoluto senza apparire tiranno.
Con Tiberio (14 d.C.), il potere del principe si consolidò, mentre le istituzioni repubblicane rimasero solo formalmente in vita; il regno fu segnato da complotti e intrighi, con il prefetto del pretorio che acquisì un ruolo sempre più decisivo.
Caligola (37-41 d.C.) fu caratterizzato da eccessi e crudeltà, seguito da Claudio (41-54 d.C.), che, nonostante le riforme, fu vittima di intrighi. Nerone (54-68 d.C.) portò a un regno di bizzarrie e repressioni, culminando in una rivolta militare che ne segnò la fine.